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Lo Straat di Amsterdam racconta la Street Art

Straat

Lo Straat Museum di Amsterdam è una gemma nascosta ed è considerato come il museo di Street Art e Graffiti più grande al mondo. Raccoglie al suo interno 160 artwork realizzati da 150 artisti provenienti da tutto il mondo.

Il progetto è nato intorno al 2015 con l’idea di trasformare un ex cantiere navale di Amsterdam Noord in un luogo in cui ispirare e raccontare il presente di diversi luoghi attraverso l’arte.

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Perché inizialmente il progetto Straat è stato criticato?

Inizialmente, l’idea dello Straat non è stata accolta positivamente da tutti, ma anzi era stata considerata visionaria e contro il principio della Street Art di essere “territoriale per natura”.

La Atreet Art tende, infatti, a trasmettere un messaggio sociale o politico che provoca discussioni e reazioni ed è spesso collegata all’attivismo che crea consapevolezza su urgenti questioni sociali e ambientali. La territorialità urbana della street art la rende peculiare rispetto ad altre forme d’arte proprio per essere legata a un luogo specifico. I murales e i graffiti hanno valore perché appartenenti al luogo in cui sono stati concepiti, criticando o riqualificando l’area.

Pensare di raggruppare murales e graffiti all’interno di un unico museo era stato considerato da molti come anti-etico rispetto a una cultura che si fonda sulla territorialità. Questa, inoltre, è notoriamente una delle critiche che ho personalmente fatto alla tanto attesa mostra dello scorso anno Beyond The Street alla Saatchi Gallery sintetizzando che l’arte di strada, appartiene alla strada.

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L’evoluzione del progetto Straat: si può parlare di Street Art quando non è in strada?

Tenendo a mente le considerazioni di cui sopra, al posto che raggruppare opere d’arte già esistenti, street artists nazionali e internazionali sono stati invitati a realizzare all’interno del magazzino un’opera d’arte su tele grandi quanto veri e propri edifici. Tutti pezzi della collezione del museo sono stati creati per esistere in quel determinato luogo nel rispetto della territorialità che è al centro della street art.

Il luogo scelto per lo Straat Museum è l’ex laboratorio di ingegneria di quello che un tempo era il più grande cantiere navale d’Europa (The Netherlands Dock and Shipbuilding Company). Le strade dentro e intorno alla Straat sono tutt’oggi ricoperte di graffiti e di street art indipendente che cambiano continuamente e sono uno dei luoghi preferiti di registi e rapper per la realizzazione di shoot fotografici e videoclip. Molto prima che il progetto Straat venisse fondato come museo, le sue mura funzionavano già come una vera Hall of Fame, un luogo dove chiunque era il benvenuto a dipingere.

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La domanda “si può parlare di Street Art quando non è in strada?” è stata una delle domande fondamentali e parte del concept che ha dato vita al nome dell’esibizione allo Straat Museum. Durante la realizzazione dei loro pezzi, gli artisti hanno spiegato i loro viaggi creativi e le loro prospettive personali. Tutte le opere sono state classificate in cinque categorie condivise da artisti di strada da tutto il mondo. Questi artisti, raccontando sé stessi e il presente, hanno dato vita all’esibizione Quotes from the Streets (Citazioni della strada).

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Oltre 160 opere divise in cinque categorie che spiegano la Street Art

Fra le categorie individuate troviamo quella “Estetica“, capace di esplorare e spiegare la ricerca di forme perfette, colori e combinazioni nella Street Art. Fra le opere a cui mi riferisco sicuramente quella di Mr. June e Eoin. Quella “Personale”, che vede la Street Art come un riflesso intimo e individuale dell’artista. Fra queste ci sono tantissime opere realizzate da artisti Latino-americani come Gleo, Uno Nueve, Farid Rueda. Quella “Empatica”, che si focalizza su come la Street Art comunica con il suo pubblico. Quella considerata “Grounded” che racconta la connessione fra la street art e i suoi ambienti. Per questa categoria non posso che citare Beyond, writer olandese attivo dal 1997 che alla Straat ha proposto una delle poche opere non sul canvas, ma, letteralmente, su un “rimorchio” per costruzioni. E come ultima quella “Conscious” che dimostra il potere della Street Art nell’aumentare la consapevolezza e la riflessione sociale.

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Questi elementi, valutati a posteriori rispetto alla realizzazione delle opere, hanno dimostrato e confermato come la street art sia possibile anche all’interno di un luogo come lo Straat, pensato e ideato per raccogliere idee e creazioni di artisti chiamati appositamente da tutto il mondo.

Essendo appassionata di graffiti, ho chiaramente apprezzato la sezione Graffiti’s Legacy e lo shop, ricco di libri sul writing e sull’Hip Hop. L’intera esperienza è stata comunque appagante. Rispetto ad altre esibizioni in cui sono stata, non ho percepito forzature o mercificazioni. Nonostante io prediliga la Street Art in strada, non posso negare che lo Straat Museum ha un concept pensato e genuino. Se passate per Amsterdam e siate appassionati di Street Art, questo posto è un must!

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Tutte le fotografie sono state fatte allo Straat Museum di Amsterdam da ©Selene Grandi

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