Ladies First puntata #17: Rosa White - "Ossidiana"

 
Rieccoci puntuali come un orologio svizzero, per questa nuova puntata della rubrica di Casa: Ladies First. Oggi vi proponiamo un progetto interessante e ricco di potenziale, pubblicato in free download nel mese di Novembre 2016. Alla regia di questo lavoro in musica c’è una ragazza romana, classe 1991.
Sotto l’alias di Rosa White dal 2013, “Ossidiana” EP è il suo progetto d’esordio. Prima di questo lavoro, solo qualche singolo mai pubblicato, fino a quando nel 2014 ha avuto l’occasione di conoscere Depha Beat con cui c'è stata sin da subito un’ottima sintonia e da cui ha avuto modo di imparare molto.
Da questo incontro nascono una serie di pezzi pubblicati e successivamente rimossi, ma dei quali resta un’importante collaborazione con Maldonado nella traccia “Sotto la pioggia”.
Nel corso del 2015 Rosa White ha pubblicato il brano “Knock out”, prima di mettersi concretamente al lavoro  sulla realizzazione di “Ossidiana”, progetto iniziato nel mese di maggio e pubblicato il 25 Novembre sul portale Barre di plutonio.
L’EP si compone di 7 brani ed è interamente prodotto, registrato, missato e masterizzato da Eddy Depha Beat presso il 3Tone Studio di Roma. La qualità indiscutibile delle produzioni, aggiunge grande valore al primo vero progetto di Rosa White che, se pur acerba in alcuni aspetti, dimostra di possedere predisposizione alla scrittura, alle metriche e alle variazioni di flow. Unica collaborazione nell’EP, quella con Debs, nella traccia “Spectre”.



Non ci sono molte notizie su questa ragazza, di conseguenza, quale miglior modo per iniziare, se non procedendo con le nostre domande d’apertura!?

Benvenuta Rosa W. tra le righe di Ladies First. Descrivici brevemente chi sei, partendo dal tuo background personale, fino ad arrivare alla tua passione per la musica.
Ciao e grazie per avermi dedicato spazio nel "Ladies First"! La mia passione per la musica non è mai arrivata, c’è sempre stata. Quando ero piccola mio fratello maggiore era già adolescente e ricordo, come se fosse ieri, che impicciandomi delle sue cose ho scoperto il cd dei "The Fugees" accatastato insieme a quello dei Cypress hill, ritornati fuori con Tequila Sunrise. Non sapevo neanche che la musica era divisa in generi, che quello che stavo ascoltando era rap e che dietro al rap c’è tutta una cultura, ma come suonava quella roba mi piaceva un botto. Crescendo, a 17 anni, ho cominciato a scrivere e registrare testi, prima negli Home studio che trovavo per passaparola con gli amici, poi verso i 18 anni ho deciso di provare con gli studi di registrazione. Allo stesso tempo crescendo però ero sempre più introversa, parlavo sempre meno e mi sentivo sempre di più la copia perfetta del tipico cittadino "Orwelliano". L’unico mezzo che sentivo mio per far capire quello che avevo dentro era cercare canzoni che narravano quello che provavo io. La scelta di essere Rosa White è arrivata nel 2013, anno in cui è cominciato a cambiare tutto nella mia vita e nel mio modo di essere e vedere le cose.

Attraverso questo spazio stiamo provando a capire cosa ne pensano le dirette interessate, in merito al divario tra i due sessi nella pratica delle discipline dell’Hip Hop. Le donne sono spesso considerate non all’altezza dai colleghi uomini, così come dagli appassionati del genere. Qual è il tuo pensiero a proposito?
La musica è asessuata, questo le persone lo dimenticano. Il rap non è forse musica?
Non ho mai sentito il peso di questo divario e trovo odioso che ci siano limiti cosi puramente mentali. Parliamo di donne nel rap italiano come se fosse una novità, un fenomeno del momento quasi inspiegabile, quando invece ci sono state, ci sono e continueranno ad esserci. Il mio pensiero è che sta cambiando la considerazione che le persone hanno delle donne che fanno rap.

Quali sono le aspirazioni che hai nel momento in cui fai musica? C’è qualcosa in particolare che ti spinge a scrivere, oltre la passione?
La musica trasmette emozioni, insegna, divulga informazioni, è confronto ed è, secondo me, una delle (poche) costanti nella vita di una persona. Per me scrivere è sfidarmi e scoprirmi ogni giorno, ci vuole coraggio a prendersi le responsabilità delle parole che usi. Aspiro a stimolare le persone a non perdere la voglia di voler imparare sempre più cose, a perfezionarsi, a non vedere sempre i cambiamenti come una cosa negativa, a essere curiosi e a non accontentarsi mai della sola “campana che suona” ma a chiedersi il perché delle cose che accadono.
 

Dopo questa introduzione possiamo passare alle domande dapprofondimento. Inevitabile chiederti del perché della scelta di questo titolo. Cosa rappresenta per te questo vetro vulcanico, materiale che hai associato, all’interno dell’EP, alle tue esperienze personali tradotte in musica?
L’ossidiana nera smuove energie che portano alla luce quanto viene occultato dalla parte conscia della mente, cioè portare consapevolezza in tutte le zone oscure del Sé e questo può scatenare ripercussioni tanto a livello fisico quanto mentale ed emozionale. Questo cristallo è la dimostrazione della capacità di identificarsi completamente e di divenire tutt’uno con la luce. Il vetro agisce da specchio che riflette i difetti della nostra natura, esaltando le paure, le insicurezze e gli atteggiamenti egocentrici che imprigionano le superiori qualità dell'anima; per questo ho scelto questo nome come titolo dell’EP. Mi sono chiesta in che momenti, in che situazioni, in quali situazioni accade tutto questo nella vita reale considerando quello che mi circonda (come le persone e il posto in cui viviamo) e quello che ho appreso dalle esperienze personali.  

Le produzioni di Depha valorizzano al meglio il tuo lavoro. Raccontaci in quali circostanze vi siete conosciuti, perché avete iniziato a collaborare e su quali aspetti vi siete concentrati per la realizzazione di “Ossidiana”?
Ero in cerca di uno studio di registrazione e mi è stato consigliato il 3Tone studio. Ci registrai due pezzi che avevo in cantiere e mi sono trovata subito a mio agio. Successivamente Depha mi chiese di scrivere su un beat che aveva pensato per me, da cui è nato poi il pezzo “Niente di me”. Nello stesso periodo già stavo lavorando ad Ossidiana, che inizialmente prevedeva tutte strumentali e Depha ha supportato molto il progetto mettendomi a disposizione le sue produzioni.  Per la realizzazione di Ossidiana ci siamo concentrati molto nel ricercare i suoni, i mood che più rispecchiassero i testi. A mio parere Depha, con le melodie e i mood che tira fuori dalle sue creazioni, disegna stati emotivi.


Fotografia scattata da Beatrice Chima
 
Abbiamo notato uno stile eterogeneo nei pezzi, nel senso che rappi con la stessa naturalezza con la quale ti applichi sui ritornelli (“Niente di me” ne è un esempio). Qual è il tuo approccio? Scrivi prima i ritornelli e poi le strofe, ascoltando i beat, oppure butti giù delle idee e poi trovi la loro collocazione plasmandole sulla musica?
Non ho un metodo per scrivere, sono un po “jungle” . Per scrivere un testo non do interesse a dare precedenza al ritornello, alla strofa, al se è figo prima uno poi l’altro,... no. Mi concentro più sul discorso che voglio affrontare nel testo ancora prima di toccare penna. Poi mi cerco il beat: se per struttura ha prima il ritornello allora mi occupo prima del ritornello, se inizia con una strofa allora mi occupo della strofa e cosi via.

Mettendo in play l’EP, già dai primi ascolti, una traccia che si fa notare per grinta, metrica e flow è senza dubbio “Raggio di sole”. Pezzo potentissimo, che di questi tempi manderebbe a casa parecchi rapper italiani. Hai voluto dare una dimostrazione di forza, con che intenzioni è stato scritto il pezzo?
A me non interessa mandare a casa nessuno, anche se ritengo di credere che talmente tanto stanno presi tutti/tutte a far notare incastri metriche flow e yo che hanno totalmente dimenticato (io stessa dimentico) che una bella canzone per esserlo ha bisogno di contenuto. Non ho voluto dare nessuna dimostrazione di forza. Ci sono persone molto più brave di me che si sono impegnate a bestia e sanno fare il triplo meglio. Raggio di sole l’ho scritto in un momento della mia vita in cui ho pregato veramente in un raggio di sole. Nello scrivere il testo mi sono impegnata nel mostrare a parole che, come me, moltissimi altri e altre cercano ogni giorno un raggio di sole, magari per problemi anche più grandi dei miei. Mi sono chiesta: nel 2017 le persone si fanno il culo e non vedono un raggio di sole, perchè?
 

Tu vivi a Roma, che tipo di ispirazione trai dalla tua città? Ti senti legata all’ambiente che ti circonda, o ti senti parte di una realtà di respiro più ampio, facendo rap senza confini precisi? Riconosci attorno a te una situazione favorevole per la musica rap in questo momento?
Faccio rap senza confini precisi, nulla mi vieta di alzarmi un giorno e scrivere una canzone cantata che non sia rap, come potrei fare una canzone con i ritornelli rappati e le strofe cantate. Per scrivere una canzone do precedenza a quello che ho da dire. Noto nel rap che è sempre più difficile che escano progetti seri, esce di tutto, esce più gossip sui rapper che musica, quando invece ci sono tantissimi prodotti musicali eccellenti che non vengono neanche presi in considerazione.

Adesso che “Ossidiana” è fuori e sta girando, quali sono i prossimi passi che ritieni necessario compiere per migliorarti ulteriormente, crescere e riuscire ad emergere? Hai pensato ai prossimi obiettivi?
Ci sono moltissimi miglioramenti da fare, moltissime cose da imparare ancora!
Ho già cominciato un nuovo progetto, sono curiosissima di sapere che combino.

Grazie Rosa W. per la tua disponibilità. Ricorda a chi ci sta leggendo, quali sono tutti i tuoi contatti social di riferimento per restare aggiornati sulla tua musica. Siamo sicuri che ci risentiremo presto.
L’EP Ossidiana è in free download da QUI oppure in streaming su YouTube.

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Anche per questo appuntamento è tutto. Carlo e Cristiana LaFresh vi salutano, ricordandovi che potete proporre i vostri lavori alla rubrica scrivendo una mail a: info@lacasadelrap.com digitando nell’oggetto: Ladies First.
Stay tuned and see you soon!