La Base: musica tra hip hop e soul. L'intervista

"La Base" è il nome dell'EP d'esordio dell'omonimo gruppo. La formazione, composta dal rapper Kenzie (vincitore dell’ottava edizione del Tecniche Perfette), dal chitarrista Francesco Fioravanti, dal cantante Massimo Cantisani, dai bassisti Guerino Rondolone e Dario Giacovelli, dal batterista Davide Savarese e da Benjiamin Ventura alle tastiere, propone un sound che si muove con disinvoltura tra armonie figlie del jazz e melodie soul accompagnate da beat e rime rap. Il lavoro è disponibile dal 10 Febbraio su iTunes, Spotify e tutte le principali piattaforme digitali distribuito da La Zona. Di seguito eccovi la chiacchierata che abbiamo fatto con i componenti de La Base. Buona Lettura!


 
Ciao ragazzi e benvenuti ne La Casa Del Rap. Prima di addentrarci e di cominciare a parlare de La Base EP, chi è La Base e chi sono i suoi componenti? Come vi siete incontrati? Perché, dopo aver consumato il lavoro, ho avuto la percezione di un gruppo di amici stretti che, un bel giorno, si sono detti: "Si, ok. Ma perché questa jam non la trasformiamo in qualcosa che rimarrà per sempre?"
Ci siamo incontrati davvero per caso, all’incirca tre anni fa in giro per le jam di Roma. Condividendo la stessa estetica musicale, gli stessi ascolti e trovando un’incredibile empatia a livello personale, abbiamo deciso di formare un gruppo: Francesco ha composto e arrangiato tutte le strumentali e, insieme, le abbiamo registrate. Nello stesso periodo, tramite amici in comune, abbiamo conosciuto Massimo e abbiamo cominciato a suonare assieme soul tradizionali in varie formazioni: non appena le strumentali furono pronte abbiamo proposto a lui e Kenzie, amico di vecchia data di Francesco (entrambi originari di Ascoli Piceno), di entrare a fare parte del gruppo. Col passare del tempo la band ha subito degli assestamenti fino a giungere alla formazione attuale: Kenzie come MC, Massimo Cantisani alla voce, Francesco Fioravanti alla chitarra, Benjamin Ventura al piano elettrico e synth, Guerino Rondolone e Dario Giacovelli si alternano al basso e Davide Savarese alla batteria.

In un periodo storico in cui sono gli 808 a farla da padrone, il vostro EP è, usando uno splendido eufemismo, qualcosa di fresco. Le sonorità sono quelle di chi ha ascoltato tanto jazz e tanto funk. Da dove nasce l'idea di un progetto che unisce il rap di Kenzie, che ci aveva abituato a cose leggermente più hardcore, alle melodie di Massimo Cantisani, una delle nuove voci più interessanti del panorama italiano (che nel mio cuore rimarrà sempre il quarto degli Smania Uagliuns)?
Fin dal principio l’idea era di avere due voci all’interno della band, un cantante ed un MC: volendo fare una musica in bilico tra l’hiphop e il soul, tra il suonato e il beat, era necessario avere entrambe le potenzialità espressive. Kenzie, pur non avendo mai sperimentato una cosa simile, era da diverso tempo che sognava di suonare con una band e, non appena gli è stata proposta "La Base", è letteralmente uscito fuori di testa. Si è adattato subito benissimo a suonare in un contesto totalmente diverso da quello a cui era abituato e, anche a nei testi, il suo stile si è fuso alla perfezione col sound strumentale. Massimo invece canta jazz e soul da quando è bambino, suonando in varie formazioni, tra cui gli amici Smania Uagliuns che salutiamo, e il suo contributo è stato fondamentale per l’autenticità che rincorriamo nella nostra ricerca stilistica.

In una band di 7 elementi, trovarsi quasi sempre d'accordo è una bella sfida. Com'è stato lavorare in studio e come vi "siete divisi i compiti"?
Sì, non è facile. Per fortuna siamo tutti molto tolleranti e nessuno cerca di imporre la sua volontà, quindi riusciamo quasi sempre a trovare un accordo. Il lavoro in studio ha visto due fasi: nella prima sono state registrate le strumentali composte e arrangiate, come già detto, da Francesco. Dopo di che queste strumentali sono passate nelle mani di Kenzie e Massimo e in questa seconda fase il lavoro è stato ripartito in maniera abbastanza semplice: Kenzie si è occupato -oltre che, ovviamente, di tutte le parti rappate- dei testi, Massimo invece, insieme  a Francesco, di tutte le linee vocali, le melodie e gli arrangiamenti dei cori. Dopo aver fissato le idee in centinaia di provini e demo che ci siamo scambiati per mesi, siamo entrati una seconda volta in studio per registrare e missare, sopra le strumentali, tutte le voci.

Com'è nata la collaborazione con La Zona, label per la quale è uscito il progetto, e con Emiliano Rubbi?
Emiliano, oltre che un grande professionista (produttore artistico e sound engineer per Piotta, Brusco e altri grandi nomi dell’underground e non solo), è anche una sorta di fratello maggiore: Francesco lo conosce da quasi dieci anni, da quando suonavano assieme con i Lemmings, band che purtroppo ora si è sciolta. Quando La Base ha cominciato a concretizzarsi è stato ovviamente la prima persona a cui ci siamo rivolti, innanzitutto per pareri e consigli: dopo aver ascoltato qualcosa, si è interessato al progetto e da lì abbiamo iniziato il rapporto professionale sia per registrazioni, mix e master che per la pubblicazione dell’EP attraverso la sua etichetta indipendente La Zona. È la persona che maggiormente ringraziamo e alla quale facciamo riferimento per aspetti tecnici, consigli pratici e pareri amichevoli.


 
Dai vostri Instagram ho visto un po' di foto dei vostri live. Cosa deve aspettersi chi viene a vedervi dal vivo?
Nei live riusciamo a esprimere al meglio la nostra attitudine alla musica suonata: il genere si fonda sull’interplay e l’improvvisazione, quindi lasciamo molto spazio all’estro del momento. Tenendo un canovaccio di accordi e strutture, il resto è improvvisato sul momento. Di rado facciamo prove, nel senso stretto del termine, ma suoniamo tantissimo assieme, jammiamo, sperimentiamo, ci scambiamo ascolti e condividiamo la stessa estetica musicale, quindi c’è molta sinergia. Le due voci, in tal senso, si integrano perfettamente nel quadro: Kenzie, da buon freestyler, ha l’improvvisazione nelle vene ed è come se fosse un ulteriore musicista che contribuisce in maniera significativa alla creazione del sound, mentre Massimo viene dal soul e dal jazz, dove questo tipo di dinamiche sono i pilastri portanti. Potremmo dire di suonare hip hop con un’attitudine da jazzisti e, oltretutto, riteniamo che questa sia la natura originale del genere: una musica spontanea fondata su un linguaggio condiviso. Oltre ai nostri brani originali, in scaletta ci sono mashup in cui ci divertiamo a unire beat storici a brani soul, strofe rappate su standard jazz e brani originali di Massimo e Kenzie riarrangiati alla nostra maniera. 

L'EP contiene 6 brani ed è già stato estratto il video de "Il Senso". Sono in programma altri singoli? Ma, soprattutto: l'EP è solo un antipasto per la portata principale? Cosa dobbiamo aspettarci dal futuro?
Il gruppo è nato ponendosi come primo obiettivo a breve termine la realizzazione di questo EP. È stato un primo esperimento anche per noi, quindi non sapevamo benissimo cosa aspettarci. Col passare del tempo e il lavoro che prendeva forma abbiamo capito che la strada era quella giusta e abbiamo cominciato a pensare al “dopo”; ora che l'EP è uscito, possiamo sicuramente dire che ci sarà un seguito. Per quanto riguarda altri singoli estratti dall’Ep… chissà!

Siamo arrivati alla domanda da un milione di dollari: come vedete la situazione della black music in Italia?
In realtà la risposta è molto semplice: non esiste una scena in Italia nel senso attuale del termine “black music” o, perlomeno, non conta grandi numeri. Recentemente, per fortuna, si sta creando un po’ di fermento: artisti come Davide Shorty, Ainé, Serena Brancale e Ghemon stanno cominciando a far puntare i riflettori su questo genere e siamo abbastanza fiduciosi che, sulla scia di ciò che sta succedendo oltreoceano - dove sta ottenendo grandi riscontri sia di pubblico che di critica - presto anche da noi possa occupare un posto di rilievo.

Grazie mille per essere stati con noi. Prima dei saluti, ricordiamo ancora una volta tutti i vostri contatti per essere sempre aggiornati sulle ultime uscite e sui vostri live e, naturalmente, come e dove recuperare l'EP. Alla prossima!
Siamo noi a dovervi ringraziare per averci invitato! Per restare in contatto con noi e la nostra musica potete seguirci su Facebook: www.facebook.com/labase.crew , mentre il nostro EP lo trovate in formato digitale su Spotify, AppleMusic, iTunes e tutte le principali piattaforme. Per la copia fisica potete contattarci su Facebook oppure, ancora meglio, venire ai nostri live. Grazie mille a tutti quelli che ci stanno supportando. One love!



Intervista a cura di Sandro Outwo Torres
(Twitter: @OutwoSandro)