21 settembre 2018
Approfondimenti

Ve lo ricordate Hardaswallow dei Radical Stuff?

>Lucio Bernesi Lucio Bernesi
luglio 10, 2018

Se non capisci le parole… È il funk dei Radical Stuff a trascinarti dentro ad un made in Italy all’avanguardia (era ancora il 94…) e trasversale, con Sean, Dre Love, Top Cat e Soul Boy a coprire extraterritorialmente ciò che proponevano Gruff, Skizo e Kaos, la parte tricolore del gruppo. Hardaswallow è tutto questo, un disco che suona dal futuro, non per le rime in inglese del primo Don Kaos, ma proprio per quel suo appeal da crew con la C maiuscola, che faceva tanto “born in the USA”. Se “Summer Fever” è la hit underground che arriva fino alle frequenze dello storico “Venerdì Rappa” su Radio Deejay, “Ontha Run” è l’alzata di mani per eccellenza nelle jam dei tempi che furono. Un disco che suona particolare, non per i contenuti, ma per la scelta dei beat granitici prodotti da Skizo, attraverso i riff registrati live dai Lo Greco Bros, passando per i sample accattivanti catturati dalla vecchia scena jazz. “Don’t Test Me”, “Stop Frontin” e “Same All Jazz” evidenziano questa voglia di flow deluxe, tanto nell’approccio al microfono, quanto in quello alle “macchine”. Più di 20 tracce che raccontano l’epoca della ricerca del gusto hip-hop fatto in casa, ma in grado di solleticare le esigenze d’ascolto di diverse generazioni rappanti.

Guarda il video di "Let's Get Dizzy" su YouTube

Che fine hanno fatto?

DJ Skizo: ha attraversato diverse generazioni di producer e mc, rimanendo ancorato sempre e comunque al suo suono. Tantissime le collaborazioni (“La Macchina del Funk” con Esa e Tormento), altrettanti i progetti da solista (D.A.V. Disposto a Volare) o in combutta con la storica crew di Alien Army (con il recentissimo “Goodmorning Worldwide”).

Soul Boy: un punto di riferimento per varie generazioni, non solo per i feat (con Neffa ne “I Messaggeri della Dopa”), ma anche per aver organizzato, prodotto e spinto eventi in tutta Italia (non ultimo l’Hip-Hop Kemp 2017), con una saggezza musicale praticamente infinita.

Sean: un autentico ottovolante, dalle mille sfaccettature. Si evolve nel rap con il progetto “Merda & Melma”, per poi abbracciare le sonorità soul, jazz e funk del gruppo “Sean Martin & the TurboGolfers”, in una continua ricerca del giusto equilibrio tra la melodia e l’efficacia di testi “parlati” (con gli “Smoke”, arriva ad abbracciare anche le sonorità reggae). Oggi Sean Daniel Martin è un apprezzato motion designer in forza alla società “Videorize”.





DJ Gruff: un pezzo di storia del beat, dello scratch, del rap. Il giradischi è una sorta di add-on inconsapevole del suo corpo che continua a tagliare l’aria di locali e studi di registrazione. Infiniti i suoi progetti, tra passato (“SxM” dei Sangue Misto), presente (l’Accademia Zero Stress a Torino) e futuro (a quando “Le Conseguenze del Bene”?).

Top Cat:
ce lo ricordiamo con “La Cosa Nostra” all’interno della Rapadopa di Gruff (strofe in inglese, ritornello in italiano), per poi tornare sulla scena dopaminica del primo disco da solista di Neffa. MC statunitense che, a tutt’oggi, sembrerebbe aver appeso il mic al muro…

Kaos One:
Marco Fiorito è attivo fin dagli anni ottanta, come breaker e writer, passando per i novanta (Radical Stuff e Merda & Melma), fino ad arrivare ai giorni nostri come solista (Coup de Grâce) o in gruppo come “Good Old Boys” per eventi live insieme ai Colle der Fomento.

Dre Love:
direttamente dal Queens, Andre Halyard, voce calda del rap nostrano, ha partecipato ai lavori di diversi artisti della scena (Neffa, DJ Enzo), ma anche come special guest di palcoscenici “impuri” come quelli di Irene Grandi, Almamegretta e Alex Britti. Di tanto in tanto il suo groove torna a vibrare in progetti solisti, come nell’EP “Get a Dicktionary”, uscito nel 2012.

Ascolta "Hardaswallow" su Spotify