24 giugno 2019
Approfondimenti

Moose Knuckles porta Avelino a Milano

>Redazione Redazione
Dicembre 14, 2018

Ph. credits: Nicola Braga

C’era un periodo in cui se facevi rap e non avevi la tua linea di abbigliamento non ti chiamavano neanche per gli auguri di Natale. La situazione di oggi è leggermente diversa e molti non sono più ossessionati dall’idea di ingaggiare Virgil Abloh per farsi creare un nuovo paio di scarpe. Molto meglio fare da brand ambassador e rifarsi il guardaroba nuovo a ogni collaborazione, gratis ovviamente.

Sponsorship di questo tipo, però, sono anche il motivo per cui ieri a Milano è stato possibile assistere a un live di Avelino, tra i rapper di punta dell’attuale scena londinese. Promotore del secret show, il brand di piumini canadese Moose Knuckles che in una vecchia fabbrica artigiana, ora attuale sede europea del brand, la Moose House, ha dato vita a una piacevole serata dove Avelino, preceduto da un Mace in grandissima forma, si è esibito con i pezzi migliori del suo repertorio.

NO BULLSHIT QUANDO PARLA AVELINO

La festa organizzata da Moose Knuckles, oltre a spingere un marchio che ha fatto il suo ingresso sul mercato italiano solo a inizio 2016, è stata l’occasione per apprezzare ancora una volta quanto di positivo la scena inglese stia buttando fuori negli ultimi anni. Solo un paio di settimane fa, Skepta registrava il sold out al Magnolia, prova che l’interesse verso un certo mercato musicale d’oltremanica è sempre più vivo.

Proprio come Skepta, anche Avelino viene da Tottenham, quartiere a Nord di Londra che nonostante una fama non proprio brillante, nell’ultimo periodo sta vivendo una vera e propria riqualificazione, anche grazie all’apertura di nuovi club e luoghi d’intrattenimento. Dopo un tape di debutto (Iconic Ambition) e un disco realizzato con il collega Wretch 32 (Young Fire, Old Flame), nel 2016 Avelino pubblica il suo primo ep ufficiale FYO, per raddoppiare l’anno dopo con No Bullshit, album che ha fatto conoscere il 25enne anche fuori dai confini nazionali.

La forza di Avelino è la sua trasversalità. A differenza di alcuni suoi colleghi, il rapper non si è chiuso dentro alcuni schemi musicali, tipici dello scenario urban britannico. Avelino non fa grime, Avelino non fa garage, Avelino non rappa solo sugli afrobeat né si copre il volto per fare drill. Avelino ha trovato una dimensione perfetta per esprimere la sua rabbia e soddisfare la sua fame, ed è proprio questa (forse) una delle chiavi della sua ascesa. Dopotutto, stare troppo tempo chiusi in un posto non ha mai fatto bene a nessuno, ogni tanto serve respirare dell’aria fresca.