22 settembre 2019
Approfondimenti

Till the end, la 68 è diretta verso il centro

>Loris Bellitto Loris Bellitto
Aprile 05, 2019

In questo periodo storico musicale in cui se non esci con un disco all’anno rischi di finire rapidamente nel dimenticatoio, le riedizioni di un disco sono un ottimo compromesso per soddisfare i fan. Ma 68 – Till The End di ERNIA è un repack sui generis: il secondo disco non ha remix, ma solo inediti che arricchiscono una delle sorprese tra le uscite discografiche dello scorso anno.

Ieri siamo stati ospiti di Universal Music Italia per il press day dell’album.

Pubblicata oggi, a pochi mesi di distanza da 68, la riedizione intitolata 68 – Till The End. Sette tracce inedite che Ernia presenta come “l’inizio di un cambiamento tra la fine di un percorso e l’inizio di un altro“. È lo stesso Matteo Professione (pseudonimo di Ernia, ndr) a dichiararlo, sostenendo anche che “68 è stato il mio manifesto, so fare benissimo quella roba lì, ma da adesso è il momento di fare un passo avanti”. Trattato alla stregua di un mixtape, nonostante le produzioni siano tutte nuove, l’artista dal QT alterna ancora di più il suo animo più conscious (“l’album precedente è stato molto sofferto per me, avevo un sacco di pressione addosso”) e quello più caciarone, leggermente messo da parte nel disco.

Leggi anche: Il viaggio di Ernia: sulla sua 68 ogni fermata ha il suo stile

Tre i featuring presenti: Nitro nel singolo Certi giorni, Lazza in Il mondo chico (chiaro riferimento al mondo di Scarface, già ripreso dai francesi PNL ad altri artisti del mondo hip-hop) e Chadia Rodriguez in Mr. Bamboo. È proprio la ragazza milanese il featuring inaspettato che Ernia aveva anticipato sui social: “Intanto mi piace collaborare con artisti con cui sono anche amico. In secondo luogo sto provando ad uscire dalla mia zona di comfort, e Chadia è molto lontana dal mio stile solito. Voglio provare a sperimentare, se ti chiudi a fare sempre e solo le stesse cose, come ancorandoti, non farai nulla di figo.” Le produzioni curate da Zef, Marz e Mr. Monkey (“lui è giovane ma è molto bravo, ci siamo beccati in studio ed è stato tutto naturale. Tredici Pietro non è più solo il figlio di Gianni Morandi, si sta costruendo un’identità sua anche grazie al suo producer”) si sposano alla perfezione con la voce profonda di Ernia, stendendo un tappeto sonoro che varia dall’atmosfera da club di Phi all’intimità di Certi giorni.

Menzione speciale per l’ultima traccia, Un sasso nella scarpa, chiara critica rivolta al mondo social nel 2019. “La prima strofa è rivolta al mondo di Twitter, dove ognuno si sente in diritto di dire la propria nonostante non ci si informi, e se gli dici che hanno torto si incazzano: è come un enorme zoo, dove tutti urlano la propria opinione. La seconda strofa parla invece del mondo di Instagram, ora più in voga tra la mia generazione e quella dopo: conta l’immagine, poi ci schiaffi sotto un commento tipo VI AMO TUTTI ed il gioco è fatto, il pubblico è ai tuoi piedi. È estremamente triste un contesto del genere, per me a maggior ragione che non sono un personaggio costruito, non ho il filtro emozione incorporato”.

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