14 novembre 2019
Approfondimenti

Mecna: quella strana evoluzione tra Laska e Neverland

>Redazione Redazione
Ottobre 17, 2019

Testo di Leonardo Michaelides

L’11 ottobre ha debuttato al 5° posto della classifica iTunes Neverland, il quinto disco ufficiale di Corrado Grilli A.K.A. Mecna A.K.A. il rapper nostalgico che ora non vuole “vivere solo di ricordi” (leggi qui la nostra recensione).
Un progetto particolare, accostandolo alla carriera dell’artista foggiano, perché lo vede collaborare con un unico beatmaker, che si rivela poi un valore aggiunto: Sick Luke, che dimostra versatilità al solo pensiero che si sia affermato grazie alla Dark Polo Gang.
Ma cosa è cambiato da quattro anni fa, cioè dal suo secondo progetto solista?

Mecna Sick Luke

Da Disco Inverno a Laska

Escludendo il cambio di etichetta (da Macro Beats a Universal), sono successe molte cose…
Disco Inverno a parte, che rispecchiava un periodo dai suoni più classici (basti ricordare la collaborazione con Bassi Maestro in Sul Serio), il 2015 ha rappresentato la svolta elettronica dell’ex componente dei Microphones Killarz e l’ha indirizzato verso liriche in grado di porre l’ascoltatore nelle sue stesse condizioni.
Infatti, Laska ha rafforzato l’elemento dell’immedesimazione, a partire da brani come Faresti con me (la semplice di storia di un ragazzo che fantastica su una Lei conosciuta in discoteca), che ha delineato la fan-base del trentaduenne del quale “è risaputo che ama il sole e odia la pioggia”.

…fino a Lungomare Paranoia e Blue Karaoke

Due anni dopo, esattamente nel 2017, è stato il turno di Lungomare Paranoia, l’ultimo album che ha rappresentato il rapporto filosofico di Corrado con l’altro sesso. In effetti, pezzi come Malibù e Il tempo non ci basterà saranno un dolce ricordo, forse perché da Blue Karaoke si deve essere spezzato qualcosa… Probabilmente la fine di una relazione o un torto subito da una donna hanno cambiato la visione dell’amore secondo Mecna e il 22 giugno 2018 ne è divenuta la data di riferimento.

L’approdo a Neverland

Da questo momento preciso ha avuto inizio un periodo di ricerca solitaria, che ha messo il protagonista della nostra storia nelle condizioni di trovare una propria autonomia (sia dal punto di vista lirico che sonoro), perdendo però a livello di identificazione e approdando su quell’isola che non c’è, rappresentata a pieno da Neverland.
Un paesaggio da costruire, non ancora ben definito (se non grazie alla presenza a musicisti come Sick Luke, Alessandro Cianci e Valerio Bulla), che lascia quasi in vuoto in chi ci si addentra, ma promette sicuramente molto.

Sarà forse il caso di vedere questo disco come un esperimento azzardato, che avrebbe avuto bisogno di rimanere più in standby, o un qualcosa di cui la scena italiana aveva bisogno? È anche vero che, per comprendere a pieno un album di Mecna, ci vogliano sempre un sacco di ascolti…
Insomma, non ci resta che scoprire di più andando ai tre concerti in programma a novembre tra Milano, Napoli e Maglie!

Ascolta Neverland su Spotify