17 novembre 2019
Approfondimenti

Ghemon e Mecna, Willie Peyote e Dutch Nazari: molto più che featuring

>Aurora Aprile Aurora Aprile
Ottobre 24, 2019

“Two gust is megl che uan” si sentiva esclamare in una ormai iconica pubblicità del 1995 che rielaborava il celebre proverbio “due è meglio di uno”. Il pensiero espresso da questo motto non è estraneo al gioco del rap che risulta spesso avvincente, perché non prevede solo un campionato individuale in cui i singoli artisti cercano di superare i propri limiti, ma anche uno collettivo in cui questi si uniscono ad altri per aumentare le proprie potenzialità.
La formula più nota secondo la quale si fa squadra nella musica è senza dubbio quella del featuring. Di frequente, si ritiene che tale cooperazione sia di due tipi: professionale o amicale. La prima nasce dalla volontà di un’artista di collaborare con un altro verso il quale nutre particolare interesse, mentre la seconda si connota come espressione di un rapporto di amicizia.

Se quest’ultimo caso racconta, tra gli altri, l’inizio del sodalizio tra Ghemon e Mecna, il precedente parla di quello tra Willie Peyote e Dutch Nazari. Le due accoppiate, tuttavia, hanno superato questa iniziale differenza di caratterizzazione collaborativa, in quanto la reciproca stima artistica alla base del rapporto tra gli ultimi due, li ha trasformati da colleghi in amici.
L’amicizia che tiene unita la combo rappresenta il motivo fondamentale per il quale avvicinare l’avellinese e il foggiano al torinese e il padovano, ma non l’unico. Non resta quindi che esplorare questo ed altri aspetti per rendersi conto di quanto il rapporto tra quattro rapper diversi possa rivelarsi simile.

Amicizia come condivisione di vissuti

“Siamo partiti dallo stesso posto, chi era argento vivo, chi con l’oro addosso” canta Ghemon nel ritornello di Ottobre rosso, traccia del penultimo album di Mecna e ultimo brano dei quattordici realizzati nella loro carriera che li hanno visti alternarsi al microfono. Questa frase esemplifica alla perfezione come i due rapper abbiano iniziato i rispettivi percorsi musicali su binari paralleli, affrontando pressoché le stesse difficoltà. Sia Gianluca che Corrado, al momento del loro incontro nella prima decade dei 2000, si
trovavano a Roma per continuare gli studi, provenendo da realtà molto più piccole: Avellino da una parte e Foggia dall’altra.

La comunanza di vissuti e la voglia di vivere anche di musica li ha subito uniti sotto il cielo romano, fino ad arrivare a formare Blue Nox, una vera e propria crew creata insieme agli amici rapper con i quali erano soliti passare le loro serate. Roma poi, per motivi lavorativi, è diventata Milano e la crew è diventata un progetto di maggior respiro dal quale poi si sono diramati sempre di più quelli dei singoli artisti.

Di nuovo una città, ma stavolta Torino, ha visto muovere i primi passi di Dutch Nazari e Willie Peyote (quest’ultimo in uscita domani con il nuovo album Iodegradabile) come futura accoppiata musicale che, dal 2014 ad oggi, ha regalato sei brani. È stato proprio sotto ad un palco torinese che il membro del collettivo Massima Tackenza, in occasione di un live di quest’ultimo, ha avuto modo di incrociare il rapper che di lì a poco avrebbe pubblicato Non è il mio genere, il genere umano.

Alcuni brani di quest’album hanno attirato così tanto l’attenzione del paroliere padovano da spingerlo a contattarne l’autore, stringendo con lui un legame lavorativo che si sarebbe trasformato in uno amicale e che nulla ha da invidiare a quello tra Ghemon e Mecna.

Amicizia come condivisione di visioni

Per un’amicizia solida, tuttavia, così come per un connubio professionale duraturo, non basta fare esperienza delle stesse situazioni, ma risulta spesso necessario averne una visione compatibile.
In questo, sia l’una che l’altra coppia di rapper ha saputo dimostrare grandi affinità. A far legare Ghemon e Mecna, infatti, non sono state tanto le storie intrecciatesi tra le strade di Roma e Milano, bensì le passioni condivise lungo questo percorso e dei punti di arrivo ideali.





Entrambi hanno amato da sempre il soul e, anche per permettere a questo ramo della black music di fare radici nella cultura italiana, hanno deciso insieme agli altri membri di Blue Nox di aprire un blog. Attraverso di esso venivano diffusi dei contenuti volti a stimolare l’ascolto di suoni d’oltreoceano che potevano condurre ad una maggiore comprensione di quelli utilizzati nelle loro produzioni. Risulta quindi evidente che, oltre che dal rapporto di amicizia, come raccontato da Ghemon in diverse interviste, ci fosse anche il desiderio di essere accomunati da un fattore educativo che il gruppo si proponeva di avere.

L’unità di intenti è evidente anche nei prodotti firmati da Peyote e Nazari che non sono spinti dall’ambizione di conquistare le masse, ma piuttosto dalla comune volontà di sensibilizzare il pubblico più volte su argomenti che possono essere definiti “scomodi” come quelli relazionati alla politica.

D’altronde, lo stesso Dutch ha dichiarato di condividere con Guglielmo molte idee, dubbi e domande e che, in fondo, il loro mestiere serva anche a questo, a porsi dei quesiti sul mondo nel quale si vive. E i due, questo mondo hanno cercato di analizzarlo in diversi brani, tra cui, in particolare, C’hai ragione tu in cui riecheggia non poco Bravo di Mecna ft. Ghemon.

Quattro artisti diversi e due brani simili

Il primo è contenuto in Sindrome di Tôret di Willie Peyote, album pubblicato nel 2017, mentre il secondo figura al nono posto in Disco Inverno di Mecna, che risale al 2014 (ora fuori con Neverland insieme a Sick Luke). La prima cosa che si nota ascoltando i due brani è che il titolo dell’uno sia presente nel testo dell’altro e viceversa:

“Teso solo a farti dire <<giusto!>>
Teso solo a farti dire <<bravo!>>”
(Willie Peyote ft. Dutch Nazari – C’hai ragione tu)

 

“Facciamo che ho sbagliato tutto e che hai ragione tu”
(Mecna ft. Ghemon – Bravo)

Inoltre, ci si rende subito conto che in entrambi siano presenti tre parti che non tutte le canzoni presentano, ovvero un’intro, un outro e anche il bridge. Inoltre, la costruzione di quest’ultimo in C’hai ragione tu, con la ripetizione del titolo da parte di Willie intervallata da frasi da Dutch, rimanda a quella del ritornello di Bravo in cui questo termine viene ripetuto prima da Ghemon intervallato da Mecna e poi al contrario.

Leggi anche: Mecna e Sick Luke sulla strada di Neverland

I punti d’incontro tra le due produzioni, tuttavia, non si limitano a questi particolari relativi alla forma, ma vanno in profondità a livello di significato. In ambedue i testi, infatti, vi si ritrova una critica a coloro che vivono più in rete che nella realtà, come se la cosa più importante sia mostrare agli altri attraverso i social che cosa si sta facendo piuttosto che compiere l’azione stessa.

“Non è che ciò che vivi
Assume un’importanza proporzionale
Al numero di foto che condividi”
(Willie Peyote ft. Dutch Nazari – C’hai ragione tu)

 

“Tutti hanno la svolta per farmi entrare alla festa
Neanche uno che mi abbia mai chiesto se mi interessa
Con voi sto a posto, andate in pace
Ci vediamo dove non si clicca mi piace”
(Mecna ft. Ghemon – Bravo)

Ma l’aspetto più rilevante del confronto tra i due pezzi è che entrambi rappresentano delle fasi nel gioco al quale tutti e quattro gli artisti hanno scelto di partecipare, ovvero quello di servirsi della musica per veicolare dei messaggi, utilizzando un linguaggio tanto schietto quanto consapevole.
E se ognuno di loro riesce a farlo già singolarmente, in coppia non fa altro che aumentare in maniera esponenziale questa capacità, come accade in ogni squadra ben assortita che si rispetti.