17 novembre 2019
Approfondimenti

Griselda Records, dalla periferia di Buffalo al contratto con Roc Nation

>Nicolò Ciarlo Nicolò Ciarlo
Ottobre 29, 2019

Se segui la scena underground americana e non hai vissuto in una caverna negli ultimi quattro o cinque anni, non puoi non aver sentito parlare di loro; si tratta di una delle etichette indipendenti più prolifiche del momento, con un sound inconfondibile che ha attecchito fin da subito negli amanti di un certo tipo di rap, la Griselda Records.

Siamo al cospetto di un fenomeno che può apparire tale solo a chi li conosce da poco, ma questa realtà nasce nel lontano 2014 nella periferia di Buffalo, da un’idea di Alvin Lamar Worthy, meglio noto come Westside Gunn.

Il ritorno al sound dei ’90 ha catturato l’attenzione di tutti gli amanti di quell’hip hop sporco e minimale tipico della New York di artisti come Ghostface Killah, AZ, Smoothe Da Hustler o Jay-Z, ma, allo stesso tempo, quando si tratta di Griselda ci si affaccia su un microcosmo a parte, unico nel suo genere, un movimento che non si vedeva da anni intorno ad una realtà indipendente.

Ad oggi, i principali membri del roster Griselda sono Westside Gunn, Benny the Butcher, Conway the Machine ed il produttore Daringer, ma nei primi anni di vita la storia dell’etichetta cammina a braccetto con quella dei due fratelli Westside e Conway, i quali formano il duo Hall N’ Nash, ispirandosi ai due wrestler Scott Hall e Kevin Nash. L’idea era quella di distribuire i propri lavori e quelli di artisti a loro vicini, come Benny the Butcher (che è anche loro cugino), in maniera totalmente indipendente, caratterizzando le uscite dei progetti da release limitatissime, spesso esaurite in poche ore.

Lo stesso metodo era e continua ad essere applicato con le release della Griselda by Fashion Rebels, l’altra faccia del mondo Griselda, quella dedicata all’abbigliamento, figlia della passione di Westside Gunn per la moda; questo tipo di approccio ha attribuito un senso di unicità al merchandise, per quanto riguarda la parte fashion (basti vedere i prezzi di un hoodie GxFr online), e lo status di “pezzo da collezione” per qualsiasi album degli artisti Griselda. Una delle chiavi del successo di Westside e compari è stata proprio questa: l’esclusività, che passa attraverso la valorizzazione del supporto fisico, la ricerca stilistica nella parte grafica e, naturalmente, lo spessore artistico dei lavori proposti.

La creaura di Westide Gunn, infatti, ha tratti caratteristici un po’ ovunque, basti pensare alle produzioni di Daringer, l’uomo che dietro al suo MPC ha forgiato l’immaginario sonoro della Griselda, con sample che spaziano dal soul al jazz (Daringer è figlio di un pianista jazz ed ha ereditato dal padre molti dei suoi dischi), break incalzanti e quel gusto nel sampling proprio solo di chi ha le dita consumate dal diggin’…

…oppure all’inconfondibile timbro vocale di Westside Gunn e del suo “du-du-du-du-du”, marchio di fabbrica del rapper di Buffalo, fino ad arrivare alla pronuncia “mush-mouthed” di Conway, causata dalla paresi di metà del suo volto in seguito ad una sparatoria. La strada dei membri della Griselda non è stata sempre in discesa, soprattutto tra il 2012 ed il 2014, nonostante ciò, la loro prolificità non è stata quasi minimamente intaccata, ed è un altro dei tratti che li contraddistingue; infatti dal 2014 ad oggi sono usciti più di 50 progetti sotto l’etichetta, dalla serie di mixtapes di WSG “Hitler wears Hermes”, a “Everybody is F.O.O.D.” di Conway fino a “Butcher on Steroids” di Benny.

Ma la svolta a livello di pubblico avviene nel 2016 con l’album “Flygod” di Westside Gunn, grazie al quale, complici le collaborazioni di prestigio con Alchemist, Action Bronson e Danny Brown, la Griselda si fa notare da un bacino d’utenza molto più importante ed inizia la sua escalation, fino ad arrivare a firmare un contratto con la Shady Records di Eminem, nel 2017.

A cinque anni di distanza dalla nascita della Griselda i nostri amici di Buffalo si sono tolti molte soddisfazioni, collaborando con artisti del calibro di Black Thought, Eminem, Jadakiss, Anderson Paak e rappando sulle basi di leggende come Dj Premier, Pete Rock e The Alchemist, e proprio nel 2019, hanno firmato un accordo con la Roc Nation di Jay-Z, coronando un’ascesa cominciata nell’East Side, che non accenna ad arrestarsi.

Westside, Conway e Benny hanno provato a tutti che non conta la provenienza o l’età (sono tutti ampiamente over 30), quando si ha attitudine, passione e rispetto per la cultura; io torno a pomparmi “The Plugs I Met” augurandomi di assistere sempre più spesso all’ascesa di realtà del genere, soprattutto in questo periodo storico musicale.





“Is really just the sound comin’ back, ’cause this ain’t for everybody either”