08 aprile 2020
Approfondimenti

Te lo dico in Rap, il libro di Kento per le generazioni più giovani (e non solo)

>Cristina Breuza Cristina Breuza
04 Marzo, 2020

Eccoci tra le nostre righe, come state? Mai domanda fu più sospetta e sgradita, di questi tempi.

Epidemia e follia collettiva a parte, dal 27 febbraio c’è una bella novità nell’editoria italiana. È uscito, infatti, Te lo dico in Rap, secondo libro di Francesco Kento Carlo, pubblicato dalla casa editrice Il Castoro e illustrato da AlbHey Longo.

Dopo la sua intensa e appassionante biografia Resistenza Rap (2016), tradotta anche in inglese (2018), il rapper si è messo alla prova impegnandosi in un progetto innovativo nel suo genere in Italia.

Rivolgendosi a bambini/e e ragazzi/e che sono immersi/e in fin da piccolissimi/e in questo suono che è il rap e nei riflessi più vari della subcultura Hip Hop, sviluppa diversi aspetti interessanti.

Un viaggio alle origini

Con un linguaggio volutamente semplice, attento, diretto, sciolto e accessibile, Kento ti porta in modo delicato nei ghetti del Bronx degli anni Settanta. In un contesto ai margini della società e della legalità, ragazzi e ragazze in maggioranza afroamericani/e, ma anche latini e bianchi si univano tutti insieme per far festa. Ti invita a entrare nel cerchio, e questo è estremamente suggestivo. Permette, infatti, di familiarizzare con una situazione ad oggi insolita: i Block Party.   





A partire da questo mix creativo, elettrico e attesissimo da tutto il quartiere, passa poi ad illustrare in modo preciso l’origine e l’evoluzione delle quattro discipline della cultura Hip Hop, appunto: il DJing, il Writing, il B-Boying e l’Mcing. 

Ma davvero la cultura Hip Hop si riduce a solo queste?

La bellezza di questo excursus sta nel dare rappresentazione fedele, semplice ma non banale di elementi complessi e tra loro intrecciati. Questo fa sì che il libro possa essere letto agilmente anche quando si è molto giovani, piccoli, non appassionati e perché no anche un po’ prevenuti, non tanto sulla cultura Hip Hop tout court, quanto sul genere musicale che la esprime: il rap.

La voce della strada parla ai bambini

Te lo dico in rap è mosso da una sincera e vibrante convinzione che questo codice linguistico nato «con il dramma e la fierezza della strada» (Kento, 2018) sia strumento di espressione vivace, costruttivo, profondo e veritiero. Così da poter essere utilizzato come mezzo di narrazione di sé e della propria realtà anche quando si è molto piccoli. Ecco perché il rap può essere anche musica per bambini (Rancore, 2018).

Come tutti gli strumenti, però, occorre imparare ad usarlo al meglio delle sue potenzialità. Il rapper offre quindi una serie di consigli e linee guida su come svilupparlo in modo consapevole, potente e critico. Pertanto, alla fine dei sei capitoli, arricchiti da vividi fumetti particolari e accompagnati da sei canzoni scritte apposta dall’artista, inserisce dei box pratici e didattici per mettersi alle prova in prima persona. È molto divertente e stimolante!

Tuttavia, i box gialli a righe possono essere utilizzati non solo da un/una ragazzino/a che vuole mettersi alla prova, ma anche da una persona interessata ad utilizzare il rap con finalità didattica ed educativa. Ciò può essere fatto sia in un contesto formale come la scuola, non formale come un’associazione culturale, oppure informale in famiglia, oppure tra amici, sorelle e fratelli.

La conoscenza è la strada

Di tutto questo scorrevole e interessante libro, quello che più mi ha colpita è non tanto il rivolgersi ad un pubblico bambino, oppure giovane e in vario modo appassionato. Già una pedagogista come Maria Montessori (1946) sosteneva come nel curarsi dell’infanzia ci fosse una speranza di aiuto per la società tutta.

È piuttosto lo strizzare l’occhio agli adulti, magari anche a quelli – o forse proprio a quelli – distanti dalla subcultura Hip Hop o che hanno un’immagine estremamente stereotipata, negativa e corruttrice del rap e dei rapper. Perciò è un libro senza peli sulla lingua e onesto che mette a nudo gli aspetti più problematici di questo genere musicale: come la misogina, il materialismo e l’abuso di droghe.

Infine, è anche un opera in cui la Knowledge Reigns Supreme Over Nearly Everyone. Te lo dico in rap chiude, o forse si dilata ulteriormente, con una  finestra “per saperne di più”. Anche se si è arrivati ad un buon livello, infatti, occorre aver l’umiltà di approfondire sempre, di superare le proprie certezze, di sapersi mettere in gioco, di osservare a lungo prima di prendere una posizione e di essere consapevoli che sappiamo solo sempre una parte, e tutto quello che rimane fuori esiste ed è importante…

Piccola segnalazione: il libro è al n. 1 dei Best Seller di Amazon nelle categorie:

  • Libri su rap e hip-hop per ragazzi
  • Libri di musica popolare per bambini
  • Libri sulla musica pop per ragazzi

Bravo, Kento!

Apri la mente,
Apriti sesamo
Bididi, badidi bu, bu
Welcome to my mondo!

Ghali feat Mr. Eazi (in Combo, dall’Album DNA, 2020)