24 agosto 2017
Interviste, News Ita, Newsbox, Rap Torinese

Fino All’Osso: l’intervista a Greve e il video in esclusiva dell’inedito FILM

>Jacopo Pasetti Jacopo Pasetti
agosto 09, 2017


Per le interviste scritte de lacasadelrap.com, qualche giorno fa ho rivolto qualche domanda a Greve, rapper classe 1991 di Torino, membro della DSCT Crew, da poco fuori con il suo primo disco solista “Fino All’Osso”, pubblicato il 21 febbraio per B.M.Records.

Prima di passare a parlare del tuo ultimo disco e del nuovo video che stai per presentarci, mi piacerebbe fare un salto all’indietro e partire dall’inizio, da quella scintilla che ha fatto accendere in te la passione per l’Hip Hop. Ricordi il momento in cui tutto è iniziato e nel quale hai capito che il rap avrebbe fatto parte della tua vita?
A dire la verità no e onestamente, non per fare lo spocchioso, ma mi sono sentito scelto dalla musica. Le prime volte che sono venuto a contatto col rap e che mi ha dato un certo brivido è stato quando accompagnavo il mio attuale compagno di crew DM (ai tempi DMC) ai live. Per altri vari motivi ebbi l’opportunità di conoscere vari esponenti della scena rap italiana e quindi di vedere più o meno “dall’interno” che cosa fosse realmente. E mi piaceva. Una cosa che ho ben chiara è il ricordo dei primi live e delle impressioni che avevano le persone sui miei pezzi.  Vedevo che generavano una certa attenzione, non so bene per quale motivo, a riascoltarli mi vengono i brividi, però era cosi. Non mi sarei mai aspettato di arrivare a certi traguardi.

Nel 2013 entri a far parte del collettivo DSCT ed un anno e mezzo dopo esce “Brutal Philosophy” con Croma, un disco che vi porta a girare i palchi di mezza Italia e ad aprire i concerti degli esponenti più noti della penisola, facendovi conoscere ed affermare tra gli artisti più importanti della scena emergente torinese. Il progetto “Brutal Philosophy” da allora non si è mai fermato, proprio quest’anno avete ristampato il disco e so che anche in questo momento siete al lavoro su nuovo materiale. Cosa puoi dirci al riguardo?
Brutal Phylosophy rappresenta per me forse uno dei più bei ricordi a livello umano e artistico. È stato il vero inizio per noi. La ristampa l’hanno curata dei ragazzi di Piacenza che avevano un’etichetta che ormai non esiste piu. Tutto l’artwork della ristampa l’ho curato io ed anche quella è una bella soddisfazione. Poi sul disco abbiamo il piacere di avere una leggenda vivente come Ill Bill, sulla traccia “Back From Hell” (che ho prodotto io), che è una delle tre bonus track della ristampa “Brutal Philosophy Revenge” che a mio parere è proprio il tocco finale che potevamo dare a questo disco per chiuderlo in bellezza. Ora Brutal Phillosophy sta per diventare il nome di un gruppo, proprio in tributo a tutto quello che è stato fatto e a quanto siamo legati a questo nome. I componenti saremo io e Croma e con noi ci sarà alla batteria Raphael Saini (attuale Batterista dei Cripple Bastards/Iced Heart) e ai piatti Masta5 che non ha bisogno di presentazioni. Abbiamo gia testato il tutto su vari palchi come il Curatarock a Padova e al Magnolia a Milano insieme ai Good Old Boys e gli Slander. Ora stiamo facendo il disco…non dico altro.

Oltre a far parte del progetto “Brutal Philosophy”, Mastafive con la sua etichetta (B.M. Records ndr) ha anche curato la distribuzione del tuo ultimo disco. Com’è nata questa collaborazione? E cosa ha significato per te iniziare a lavorare fianco a fianco con un esponente così importante della scena Hip Hop italiana?
Sicuramente mi da sicurezza e mi fa davvero piacere che si sia interessato a quello che faccio. Lui ha un sacco di esperienza e  come ti ho detto prima, stiamo facendo delle belle cose. Sapere che c’è anche lui “dalla nostra parte” mi da una marcia in più a fare bene e continuare a spingere forte. Sono quelle cose di cui non ti scordi, per me è una figata sapere che ci crede in quello che facciamo. Sul come è nata la distribuzione di BM Records con “Fino all’Osso”, mi ricordo solo che mi chiese se mi andava di provare, e lo abbiamo fatto. Da quella decisione sono successe poi solo belle cose e abbiamo fatto dei bei palchi. Quindi direi che è stata un’ottima scelta.

Greve & Croma: "Back From Hell" Feat. Ill Bill & DJ Grappo(Prod. Freddy Krypthyk)

Con “Fino All’Osso” hai deciso di metterti alla prova, per la prima volta, in un progetto solista dopo le esperienze di  “First Call” con DJ Grappo e Zizou  e del disco in coppia con Croma. Quando hai deciso di iniziare a lavorare a questo progetto? E chi ti ha seguito in questo percorso? La tua crew, per esempio,  immagino ti abbia supportato parecchio.
Su “Fino All’Osso” ci ho lavorato per 4 anni tra scegliere i beat e scrivere i pezzi. Ho avuto il tempo di fare “Brutal Philosophy” e “First Call” in mezzo a livello di tempi. Me la sono presa con calma, ma è un disco che sentivo mio già da prima che uscisse, avevo ben chiaro cosa volevo. E sono contento del risultato. Per non parlare delle collabo, mai avrei pensato di riuscire a collaborare con Termanology e UG. Sono due dei miei Mc’s preferiti. In realtà ho seguito tutto io, gli unici che ci hanno messo mano oltre a me sono Masta5 per quanto riguarda la stampa e la promozione, Dario aka Red del SoulEdge Studio che ha registrato e mixato i pezzi e Alien Dee che ha fatto il master del tutto. Per quanto riguarda la mia crew certo, sono stati sempre presenti e sempre disposti ad aiutarmi. Una seconda famiglia.

La tua città sembra aver influenzato in modo importante la tua vita, sia dal punto di vista umano che artistico, e nei tuoi brani è impossibile non respirare una certa atmosfera che inevitabilmente ti ricollega a Torino e alle sue strade. Ma com’è cambiato il tuo rapporto con la città negli anni e quanto è stato importante per il tuo percorso artistico il fatto di essere nato a Torino? Ti fa piacere oggi venire così fortemente associato alla tua città?
Da Torino fino a 18/19 anni sono sempre scappato. Ero arrivato ad odiarla profondamente, per vari motivi. Sicuramente la mia città mi ha fatto vedere tante cose e mi ha fatto fare esperienze. Per quanto me la sto vivendo sotto certi versi di più in questi anni che ci sto fisso. Da un lato è riuscita a caricarmi di rabbia e sono riuscito a trasferirla sul rap. Quindi se mi chiedi quanto è stato determinante il fatto che ci sia stato ti dico, è stata la scintilla del tutto, l’inizio. Essere associato a Torino mi fa davvero piacere. Ne sono orgoglioso.

Per quanto riguarda le collaborazioni, oltre al remix di Zesta del brano con Ill Bill ed al pezzo con Bigga, in “Handz Up” troviamo Ruste Juxx, Termanology, Ug dei Cella Dwellas e Dj 5L degli Alien Army. Proprio prima mi parlavi di che soddisfazione sia stata poter collaborare con artisti di questo calibro, ma come sei riuscito ad averli nel tuo disco?
Con Ruste Juxx ci si scrive parecchie volte e già ci avevo collaborato in “Limitless” dove c’è anche Brain (FNO) il pezzo era in “First Call”. Con Termanology e UG è stata tutta una cosa nuova, ci ho messo dei mesi interi prima di riuscire ad avere le strofe. Quella per me è una grossissima soddisfazione. Dj 5L lo conoscevo gia prima di collaborarci, lo stimavo molto artisticamente e mi ricordo anche che eravamo a Milano a fare un instore al WAG per “Brutal Philosophy”. Albi (il propietario) ci mise in lista per entrare la stessa sera al Leoncavallo dove suonava R.A. the Rugged Man e in contemporanea la stessa sera c’era il Killa Combat Scratch in cui partecipava anche lui, che vinse tra l’altro.


Forse non tutti sapranno che anche “Handz Up”, così come molte altre tracce all’interno di “Fino All’Osso”, è stata prodotta da te con lo pseudonimo di Freddy Krypthyk. Una passione, quella per il beatmaking, che sembri coltivare di pari passo a quella del rap. Come hai iniziato a fare beat e quali sono stati i tuoi punti di riferimento? C’è qualche producer in particolare, in Italia o all’estero, al quale ti ispiri o ti senti particolarmente legato?

Guarda, i beat li faccio davvero per passione, e mi ci sbatto veramente molto. Ho imparato praticamente tutto da solo e ascoltando molta musica. Il fatto di aver prodotto dei beat su cui hanno rappato delle leggende viventi come Ill Bill e Termanology mi rende orgogliosissimo. Sono anni che ascolto la loro musica e sentire delle loro strofe su dei miei beat mi dà un’emozione pazzesca. In realtà quando ho in mente delle cose faccio un po’ come mi gira, senza stare a scimmiottare troppo quello che sento, se una cosa mi va di farla la faccio. Ad esempio, lo snare che c’è su “Back From Hell” è campionato da un gruppo metal. Mi andava, mi piaceva e l’ho fatto. Sicuramente Apollo Brown ultimamente è il producer che più mi piace in assoluto. Fino a qualche anno fa mi piaceva molto Harry Fraud, ora si sta distaccando un po’ da quello che mi piace ma lo trovo fortissimo. Comunque in generale ho sempre adorato Premier, Pete Rock e Alchemist. Diciamo la roba molto “Boom Bap”.

Confermando la tradizione inaugurata con l’uscita del video di “Niente”, pubblicato in esclusiva per il nostro portale a gennaio, so che anche oggi hai qualcosa da farci vedere: di cosa si tratta? Ti va di presentarlo direttamente ai nostri lettori?
“FILM” è un ringraziamento a tutte le persone che sono con me e che hanno seguito il mio percorso fin dall’inizio… Vedere della gente che sinceramente ti supporta e che crede in quello che fai non ha prezzo. Questo singolo ho deciso di farlo uscire per questo, per tutte queste persone. Completamente slegato dagli altri dischi e dagli altri progetti che sto seguendo. Il video è stato diretto da AVAXO. Il brano è acquistabile al prezzo simbolico di un euro su BandCamp. E tra l’altro colgo l’occasione per dire che sul mio BandCamp c’è “First Call” (il disco intero), la canzone “Buio Profondo” e questo nuovo singolo a 4€ tutto acquistabile in versione digitale. Quindi un disco e due singoli.





Guarda il video di “FILM” il nuovo inedito di Greve

Segui Greve su:


Jacopo Pasetti
Redattore
:)

Comments