13 novembre 2018
Interviste

I Velocy Raptus presentano il singolo VRC 41 in questa intervista

>CarmeloJP CarmeloJP
luglio 03, 2018

I Velocy Raptus sono una formazione nata nel 2015, attualmente composta da sei membri: le tre voci Skià, Nucky e Vuoto, il dj SerltzRarde alle produzioni e Carlo Pelloni alle batterie. Oggi andremo a presentare VRC 41, il loro nuovo singolo che anticipa il loro secondo album ufficiale di prossima uscita. Il video che accompagna il brano, girato nel paesaggio lunare delle Lame Rosse di Fiastra, è stato diretto da Riccardo Nucky e prodotto in collaborazione con Crooner Films.

Benvenuti ne lacasadelrap.com! Chi sono i Velocy Raptus? Com’è nata l’attuale formazione e il progetto in generale?

Velocy Raptus è un progetto che nasce nel 2015 tra sei ragazzi con l’obbiettivo di creare una nuova identità sonora nel rap italiano, attraverso una ricerca e sperimentazione musicale che mantenesse però una certa attitudine. Estro e creatività. Andavamo a registrare nello studio di Carlo, che ora è il nostro batterista e lì abbiamo incontrato Rarde, che è il nostro producer. Allargando il gruppo abbiamo spostato lo studio nel garage di Carletto. Dettaglio importante: Ci piace sempre ricordare che la Velocy Raptus è nata in un garage: come la Harley Davidson, la Apple e Google. Le realtà migliori, solitamente, nascono in un garage di un paesino sperduto nel nulla: magari vorrà dire poco, ma a noi fa bene ricordarcelo. Paragoni importanti ma di buon auspicio.

“VRC 41” è il singolo che oggi presentiamo e che anticipa il vostro nuovo album di prossima uscita. Cosa avete voluto raccontare con questo brano?

VRC 41 è semplicemente il primo tassello del nostro progetto che abbiamo deciso di scoprire, per preparare gli ascoltatori a ciò che verrà. Questo perché attraverso la nostra sperimentazione, siamo arrivati ad un certo tipo di sonorità che caratterizzerà quasi tutti i nostri pezzi, assumendo un’impronta ERM (Electronic Rap Music). Il brano racconta una realtà piuttosto atipica per noi, e abbiamo voluto dire prima di tutto a noi stessi “che i problemi che ti fai, hanno il peso che gli dai” e che l’unica cosa che conta è ciò che ti entusiasma, alla fine di tutto.

Le immagini presenti nel videoclip diretto da Riccardo Nucky sono molto evocative, qual è il concept che c’è dietro?

Il concetto che è dietro al video cerca di veicolare ciò che abbiamo detto nella risposta precedente. Viviamo costantemente in questo limbo di riflessione estrema ed impulsività, ed era esattamente ciò che volevamo dimostrare attraverso le immagini. Il fluttuare alla ricerca di una stabilità senza certezze. Questo stato di fluttuazione è, paradossalmente, di per sé l’unica certezza che abbiamo. È come cadere in picchiata da un palazzo e non arrivare mai. Alla fine, il desiderio di schiantarsi pur di non rimanere in quel limbo prevale, ma non si realizza mai. Questo pensiero rappresenta un enorme porzione del concept dell’intero album.





Essendo voi una formazione composta da sei membri – tre rapper, un dj, un producer e un batterista – mi incuriosisce come lavoriate alle vostre canzoni. Avete un modus operandi consolidato o ogni brano nasce in modo diverso?

È tutto molto spontaneo. Rarde carica i beat sul Dropbox ogni volta che ne ha pronti un po’, noi li ascoltiamo e scriviamo su quelli che ci piacciono. Per esempio, durante la realizzazione del disco, abbiamo scartato dei beat che nel giro di 3 mesi abbiamo rivalutato alla grande, altri li abbiamo sentiti devastanti al primo impatto. La forza dei pezzi è data dall’alchimia che c’è tra Vuoto, Nucky e Skia (le tre voci). Serltz (il nostro Dj) ha coordinato la direzione del progetto, mentre la fortuna di avere Carlo come membro fisso ci ha permesso di sviluppare meglio la musica live con il sostegno della batteria, che è presente anche in molti pezzi del disco. Per fare un esempio, ricordo una sera di qualche mese fa in cui Nucky era a Milano e Skia si trovava nelle Marche. Si sono sentiti per telefono e dopo trenta secondi di chiamata hanno scoperto che stavano scrivendo l’outro in contemporanea, nella stessa sera, nello stesso momento. Questo non succede per tutto ovviamente, negli altri casi uno dei tre inizia a scrivere prima degli altri su un beat dei tanti che Rarde mette a disposizione e avverte tutti, che poi eseguono in un determinato arco di tempo.

In questi tre anni di attività avete suonato anche molto dal vivo. Com’è strutturato il vostro live show?

Il nostro show è una formula unica in Italia. Fin da subito abbiamo puntato ad acquisire confidenza con la batteria, per poter garantire un’esperienza musicale completa, considerando che, dopo l’uscita del disco, Rarde si unirà al live come tastierista. Il nostro punto di forza rimane comunque la costante presenza delle 3 voci sul palco ed un live show dinamico che alterna momenti di intrattenimento puro ad altri in cui ci piace fermarci e guardare i fan negli occhi. Lavoriamo ogni giorno per ottenere il meglio, per far sì che chi partecipa ai nostri live ne esca con gli stessi ricordi indimenticabili. Per noi, la musica è prima di tutto questo: contatto.

Cosa dobbiamo aspettarci dal vostro nuovo album in cantiere? Potete svelarci qualcosa?

Quello che possiamo dirvi è che prima di tutto sarà musica, senza etichette e senza categorizzazioni. Ovviamente, essendo musica rap, ci sarà una grossa componente tecnica a livello lirico e di argomenti. Ma ci sarà un pezzo per tutto : uno per ballare, uno per fare casino, uno per rappare, uno per emozionarsi, amare e sperare. Sono tante le cose che accadono sopra sei teste in poco meno di un anno, sono tutte qua dentro. Musicalmente parlando citerei la frase di qualche risposta fa : “È come cadere da un palazzo in picchiata e non arrivare mai, con il cuore a tremila, sempre sul punto di esserci… e poi il sogno continua”.

Guarda il video di "VRC 41" su YouTube

Carmelo Leone
Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.