22 ottobre 2018
Interviste

Blue Virus ci racconta la Deluxe Edition di Fosse per Lei

>Davide Buda Davide Buda
agosto 02, 2018

In occasione dell’uscita della Deluxe Edition di Fosse per Lei, abbiamo fatto quattro chiacchiere con Blue Virus sul senso di questa versione dell’album che, a un anno dalla sua pubblicazione, torna sotto una veste completamente diversa.

L’album, prodotto da Jack Sapienza e pubblicato per RKH Studio, ha tutte le carte in regola per diventare un classico per chi nel rap apprezza l’estremizzazione del sentimento;  un lavoro che mette in luce i pensieri e i sentimenti di chi semplicemente vive la vita intensamente.

Buona lettura.

La Deluxe Edition di Fosse Per Lei. Non è la classica deluxe edition ma ci troviamo davanti ad una revisione completa del concetto. La copertina ne è un emblema: cambia il format, cambia il soggetto, cambia il livello grafico. Una grafica quasi per ogni brano accompagna l’ascoltatore. L’aspetto grafico, infatti, è come non mai vicino a quello musicale: perché questa scelta e soprattutto cosa ha spinto l’esigenza delle grafiche?

Non sono un grafico e non so nemmeno come si apra Photoshop, ma da esterno la veste grafica per me è sempre stata fondamentale. Sono uno degli 8 esseri umani ad avere ancora il feticcio del CD fisico, quindi ho voluto dare al progetto un volto nuovo, proprio per dare la possibilità a chi è come me, di non acquistare nuovamente il disco del 2016 ma un qualcosa in più. Tutto è nato dal mio amico – produttore – fratello – compagno di chiacchierate eterne, Jack Sapienza: mi ha fatto vedere il profilo Instagram di questo ragazzo, Gabriele Sanzo, un pazzo che probabilmente si accorge in maniera limitata del talento che ha. Ho notato da subito che ciò che creava, in qualche modo, si sposava perfettamente con l’immaginario distorto e a tratti astratto che ho sempre voluto dare in pasto al pubblico con il mio personaggio. Così abbiamo deciso di contattarlo, invitarlo in studio e parlargli del progetto. Il fatto che in meno di 24 ore, dopo aver ascoltato Fosse Per Lei, ci abbia mandato tutte le grafiche che si trovano tutt’ora nel booklet, ci ha decisamente spiazzati.





Musicalmente parlando, ho notato come, soprattutto in questo progetto, Antonio abbia scelto di trasformare Blue Virus da personaggio a pura voce. Non compare nei video, l’album lo presenta sotto forma di caricatura. Da cosa nasce questa scelta?

Non ho mai amato comparire nei miei video, per non dire espressamente che mi fa schifo, quindi quel lato della faccenda è rimasto grossomodo invariato. Specialmente nella natura di Fosse Per Lei, io non sono mai apparso nei video. Sono usciti diversi estratti, tutti in bianco e nero, tutti con altri attori. Mi piace molto guardare i miei video a montaggio concluso, come se fossi lo spettatore di me stesso. Infatti, è molto raro che io mi presenti sul set o chieda informazioni riguardanti lo storyboard. Ti dirò, avremmo dovuto estrarre Isola come primo singolo e sarei dovuto comparire per tre minuti e mezzo, con tanto di playback. Per la mia salute mentale, la cosa è sfumata ed è diventata un’altra idea che presto svilupperemo. I nostalgici apprezzeranno. Spero. In generale, quando nei video l’artista principale non è presente ma dà spazio ad una storia, a me affascina molto, anche più di vederlo sempre col suo bel faccione in primo piano.

Fosse per Lei si presentava già un anno fa come un album completo. Hai scelto di ampliarlo con ben 6 brani, andando ad aggiungere al tema già presente il tema del viaggio. Musicalmente parlando, perché la scelta di aggiungere e non quella di creare un altro lavoro a se stante creando così un dittico artistico, e non assegnando ad ognuno il legittimo spazio?

Fosse Per Lei è uscito a novembre del 2016 e in poco più di un mese la copia fisica era sold out. Lo abbiamo ristampato e dopo nemmeno due mesi è andato di nuovo sold out. Così per un altro paio di volte, fino a quando non abbiamo deciso di smettere di metterlo in commercio per dare a chi ci ascolta una sorta di rarità da conservare, questo sempre per tornare al discorso del mio amore verso i CD. Senza contare che, nonostante oggi la Deluxe Edition sia nei negozi di dischi, l’album è stato (ed è) totalmente autoprodotto. Per noi è motivo d’orgoglio. Verso Natale del 2017, a cena fuori con Jack Sapienza ed altri dell’RKH Studio, è venuto casualmente fuori il discorso di ristampare il progetto, vista l’incessante richiesta dei supporters: tanti hanno scoperto più in là nel tempo il disco, altri sono rimasti per mesi ad ascoltarlo su Spotify e sono arrivati a volere la copia fisica in ritardo. Tutta una serie di fattori. Siamo partiti da Termini, un brano che ho realizzato per un video di Jack & Lo Smilzo e che sarebbe dovuto uscire come inedito su YouTube. Da lì la cosa ha preso seriamente piede e ci siamo messi all’opera per realizzare espressamente quei brani per quel progetto, senza sperimentare troppo, ma sapendo esattamente cosa fare e come farlo.

Il tema da te inserito con gli inediti è quello del Viaggio. Per quanto possa essere banale, l’ascolto di questa versione, conscio del tema al suo interno, ha rievocato in me un proverbio cinese letto da qualche parte, che afferma: “Chi torna da un viaggio non è mai la stessa persona che è partita”. Alla luce di ciò: cosa è cambiato tra il Blue Virus che è partito con Fosse per lei e il Blue Virus che è tornato con la Deluxe Edition?

Bisognerebbe chiederlo alla fantomatica protagonista delle 6 tracce inedite: se si ascoltano bene i brani, si intuisce che è sempre lei a fare le valigie e partire, mentre io rimango nell’angolo più buio di casa mia a piangere con le tapparelle rotte e la TV accesa su qualche televendita. La mia paura di viaggiare descritta nei brani non è ingigantire la realtà, non è poesia, non è dare al personaggio una veste più interessante, ma è la pura verità. Viaggiare mi spaventa, mi sento un disadattato anche quando saliamo in macchina ed andiamo a suonare a due ore da casa. Non so godermi nulla e mi accorgo che sia un limite. Metaforicamente parlando, invece, sono partito con più consapevolezza di quanta ne avessi realmente, nel disco originale, e sono tornato con colpi di scena ed aneddoti scioccanti, nella Deluxe Edition. Sentiamoci tra un altro paio d’anni, sarei curioso di rispondere nuovamente a questa domanda. Parlando chiaramente d’altro, una terza versione del disco la escludo da qui all’eternità.

Guarda Termini

Per quanto l’album presenti un mood triste e disperato, non vi è mai un abbandono al nichilismo. La vita fa schifo, le relazioni pure ma… Cosa salva Blue Virus e lo spinge a guardare al futuro?

Paradossalmente, ho una relazione con la ragazza che desideravo da ben prima che lei mi notasse anche solo per sbaglio. Mi ha notato grazie alla musica, altrimenti credo che le starei ancora guardando di nascosto Facebook come uno sfigato che non si sente all’altezza di fare il primo passo. Sono stato fortunato e mi sento tale ogni giorno che passa e la guardo negli occhi. Questo va un po’ in controtendenza con quello che spesso racconto da anni nei brani e qui si potrebbe aprire una parentesi lunga dieci interviste: fortunatamente, stando assieme da parecchio tempo, chi mi ascolta si è abituato a questa cosa del “parla di quella che se n’è andata in Islanda ma è fidanzato seriamente con un’altra persona” mentre invece i profani ancora fanno fatica a capirlo e se in una strofa dici che ti lanci dal balcone di casa, credono tu l’abbia fatto realmente almeno una volta nella vita. Il futuro mi spaventa tanto quanto il presente, mentre guardo schifato il passato, sotto certi punti di vista. Non saprei risponderti con precisione, capita che io mi svegli la mattina carico a molla, con la voglia di spaccare il mondo e con l’autostima tale da poter scrivere 18 brani che mi soddisfino, ma in pochi minuti tutto svanisce. Così come può avvenire il processo inverso. La cosa mi spaventa, non sono costante. Per farti un esempio, quando io e Jack Sapienza abbiamo fatto il primo disco, nel 2014, ho mollato tutto dopo un mese, dicendo che non volevo più fare musica. C’è da scuotere il mio carattere con molta cautela.

Fosse per Lei è un album che possiamo definire personale per l’ascoltatore; chi ascolta ci trova qualcosa di suo, amori, amicizie, tristezza, melanconia. Tu come vivi quest’album?

Non sono di quegli artisti che azzeccano un ritornello e ci costruiscono una carriera sopra, che detto da me che ho riesumato un disco del 2016 può sembrare incoerente come ragionamento, ma non è così. Spero si stia capendo ciò che voglio esprimere. Sono affezionatissimo al disco, ho mille aneddoti al riguardo ed essendo una persona costantemente nostalgica li ricordo tutti alla precisione, belli o brutti che siano. Anzi, quelli più tristi li ricordo anche meglio, pensa un po’. Sono affascinato dal fatto che dalla prima uscita nel 2016 alla pubblicazione della Deluxe Edition nel 2018, la gente ne abbia costantemente parlato senza mai smettere, come se ogni settimana venisse pubblicato nuovamente. Direct, screen delle canzoni, messaggi molto personali, ho ricevuto di tutto in questi due anni e sono sicuro che tutto questo continuerà, perché la gente si sente parte integrante del progetto, quasi come se avesse scritto quei brani con me. Trovo sia un disco che farà fatica ad invecchiare, mi sono accorto riascoltandolo (come spesso accade, mi accorgo delle cose solo dopo averle pubblicate) di non aver raccontato un periodo storico specifico ma di aver messo su un piedistallo le mie emozioni. Quelle, raramente sbiadiscono.

Ascolta Fosse per lei Deluxe Edition