17 novembre 2018
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Quattro chiacchiere con DJ Myke per Dicono, il nuovo brano con JPK

>Davide Buda Davide Buda
ottobre 26, 2018

Dj Myke e JPK aka John Princeking, pubblicano il brano Dicono. In occasione della pubblicazione abbiamo deciso di scambiare quattro chiacchiere con il gatto nero del rap italiano, Dj Myke.

Le note goth del brano, per atmosfere del testo, si lega perfettamente a quella che è la figura che da un po’ di tempo a questa parte ti sei creato. Vorrei sapere se è nata prima la strumentale o il testo e quanto abbia influito il primo sulla creazione del secondo.

La musica che si fà (almeno secondo me) è una sorta di prolungamento dell’anima, piuttosto che aver creato la mia figura è la mia figura che ha creato me, nel senso che il flusso dei miei pensieri scolpisce quello che sono. Citando un film “non è tanto chi siamo ma quello che facciamo che ci caratterizza“, quindi la mia vita è il mio suono.

In questo caso è nata prima la strumentale, JPK mi aveva proposto di fare un qualcosa insieme. Io, di conseguenza, ho proposto alcune mie idee ed è subito nato un feeling su questo beat che, a mio avviso, ha interpretato molto bene. Tutto influisce su tutto amico mio, non solo la musica sulle parole o viceversa, ma le piccole cose della quotidianità; chi non è un “tramite” è di plastica.

La strumentale è stato interamente prodotta da te, ci racconti un po’ come funziona il processo creativo nella testa di Dj Myke?

Sì, la strumentale è interamente prodotta da me con il preziosissimo aiuto nelle chitarre acustiche di Andrea detto “Pincio” (Acustico, Silenzio etc). Il processo creativo come funziona? Sai è fisiologico, il mio processo creativo diciamo che parte dalla mattina quando mi sveglio e dura fino a che non vado a dormire, rendendo un inferno il fatto di addormentarmi. Il mio processo creativo mi fa soffrire di insonnia, anzi rettifico: il mio processo creativo mi fa soffrire.

JPK afferma ad un punto: dillo che siamo noi i bastardi, che siamo noi l’odio. La frase mi è parsa da subito una frecciatina ad un panorama musicale che sempre più emargina artisti di un certo calibro, come nel tuo caso, per affidarsi a personaggi dalle capacità dubbie. Concordi e sopratutto come vivi, a seguito di tutta l’esperienza maturata l’attuale situazione?

JPK ha capito benissimo quanto quella frase racchiuda tutto. La situazione attuale (musicalmente parlando) la vivo benissimo, ti rivelero’ un segreto un po’ strano e molto distante da tutto: per me non è cambiato nulla chi lo dice fa un altro lavoro o è stato galvanizzato dal mercato. Io non sono un commerciante, sono un creativo, o almeno ci provo; non mi pongo il problema dei “numeri”. Ti spiego meglio: tutto questo gridare al cambiamento, alla novità alla nuova scuola, è un po’ come la politica: “una marea di puttanate per chi ragiona con la pancia“. La musica è musica, esiste bella o brutta secondo la soggetività dell’individuo. Ora va un sistema diverso? Ben venga! Meno male, ogni decennio ventennio cambia il vento nella moda, nella musica, nel cibo, nelle auto. Insomma un po’ in tutto, ed è proprio l’esperienza maturata che mi ha portato a pensare così.





Io non faccio crociate contro nessuno a me mi annoiano proprio le crociate, i vecchi… i giovani… l’old… la new… ma di cosa parliamo? Quando si inizia troppo a girare intorno ad una cosa vuol dire che non si hanno argomenti. Io produco musica, faccio turntablism, pubblico quasi un video al giorno di scratch; mi seguono dall’altra parte del mondo facendomi i complimenti per il mio modo di graffiare i vinili. Sono quasi vent’anni che produco musica ed ho fatto anche dischi che sono rimasti nell’immaginario del pubblico. Pensa che tutt’oggi mi scrivono continuamente per brani di Hocus Pocus, di Sunshine e di Silenzio.

La musica non può avere una data di scadenza, per quello c’è lo yogurt e questo mood – glielo dici tu a questi pischelli che si comportano come quando in italia andava la dance anni 90? -che ora va tanto nel nostro paese, e scusatemi se mi ripeto, ma che ha dato molta ispirazione anche alla politica. I ministri mi sembrano più rapper che politici con i loro “post da like facile”.

Sul finire del brano troviamo uno scratch in perfetto stile DJ Myke. Come si chiama e che tecnica hai utilizzato?

Fratello, se non mettessi i miei scratch, nelle loro varie forme, nei miei brani sarei morto. So che molti miei “colleghi” (ps: non ho colleghi) lo vorrebbero, ma ancora questa soddisfazione devono sudarsela pesantemente. Col gatto oscuro non si fotte. Vuoi sapere come si chiama? “amore per quello che si fa in tecnica mista“. Ti ringrazio infinitamente per questa intervista e spero che il brano mio e di JPK vi piaccia.