24 marzo 2019
Interviste

Cor Veleno e il loro Spirito che suona

>Raffaele Lauretti Raffaele Lauretti
Dic 21, 2018

Cor Veleno è sempre stato sinonimo di grinta, di Rock n Roll, di Heavy Metal. Lo Spirito che Suona è un disco senza Primo – ma questo è vero soltanto a metà. La forza e l’energia di Primo si sentono infatti in ogni momento e ci fanno dire: questo è davvero un disco dei Cor Veleno, con un sacco di amici.

Lo Spirito Che Suona è in giro ormai da un po’. Com’è stato il riscontro del pubblico fin qui?

Vero. La gente che ci ha scritto, dai fan di una vita ma anche dai nuovi, ci hanno ringraziato tantissimo per tutto quello che rappresenta il nuovo disco.
Abbiamo fatto il 101% per cento per realizzarlo. È stato qualcosa di doloroso e magico allo stesso tempo. In studio abbiamo respirato un’energia unica; canzoni che avevamo iniziato a scrivere con Primo qualche tempo prima della malattia e che, a livello embrionale, facevano già parte di un nuovo disco. Un progetto che solo temporaneamente avevamo deciso di accantonare, e che la forza misteriosa della musica ci ha spinto a trovare nuove risorse interiori per portarlo a compimento.

La cosa su cui c’è più attesa a questo punto è ovviamente il fattore live. Cosa avete preparato?

Da sempre la dimensione concerto rappresenta il nostro cazzo di habitat. Non ce n’è per nessuno. Il palco è il nostro ring e abbiamo sempre dato tutto là sopra: energia, sorrisi, innovazione, lacrime e tutta la gamma di emozioni in genere disponibili. La musica a zero chilometri, no, ma a zero filtri sicuramente. Questa volta è tutto diverso. Primo era un animale da palcoscenico e faremo in modo di renderlo parte del nostro spettacolo. Glielo dobbiamo. Per quello che riguarda lo show, nessun tipo di spoiler. Dovete alzare il culo e venirlo a vedere con i vostri occhi. La magia è garantita.

Avete sempre fatto tanta musica e questo disco ne è l’ennesima prova. Come sta andando in questi mesi?

Stiamo lavorando al nuovo video con Coez e Gemitaiz che uscirà all’inizio dell’anno. Nel frattempo abbiamo già iniziato a lavorare a nuove canzoni. La crescita del rap in Italia e la nostra storia personale e di gruppo sono sempre andate di pari passo. Questa volta abbiamo scelto di produrre tutto il disco interamente ai Rugbeats Studios con Gabbo Centofanti al basso e Squarta ai comandi, perché quello che senti dal primo ascolto del disco è niente di meno che tutto il nostro background, nient’altro che il nostro background. Il rap che prende possesso delle macchine, del microfono e manda fare in culo tutti gli algoritmi che oggi pretendono di gestire la musica, chi la fa e chi la sente. Cazzate: entrambi sono per natura ingestibili e non esistono definizioni che cadono dall’alto per ricamarci sopra una presunta autorevolezza. Dicono che il rap è morto e la trap sia la chiave di lettura della musica giovane. Non abbiamo nulla contro la trap né contro chi la fa, anzi. L’apporto creativo di molti dei nuovi artisti del genere è indubbio. Ma il rap ha ancora tanto da dire e Lo Spirito Che Suona aggiunge un altro tassello indispensabile al mosaico della musica di oggi. Quello che mancava.

Avete già fatto ritorno in studio per produrre nuovo materiale?

Lo studio non va mai in letargo, se mi passi il termine. Ogni giorno scriviamo, componiamo cose nuove e continuamente è un costante fluire di colleghi che vengono a fare un saluto o perfezionare dettagli dei loro rispettivi dischi, grazie alle facoltà extrasensoriali che Chicco garantisce da sempre.





Durante la lavorazione de Lo Spirito che Suona, come avete scelto gli ospiti per ogni brano?

Sarebbe superfluo dire che sono stati loro a scegliere noi. Dal momento in cui abbiamo riaperto i brani, abbiamo mandato vocali a molti dei nostri artisti rap preferiti. Tantissimi non hanno perso un secondo per mandarci i loro contributi, mentre altri non hanno fatto in tempo. Va bene così, anche perchè sarebbe stato difficile darci una deadline per il disco senza arrivare al 2020!

Avete già pubblicato ben 4 videoclip. C’è un filo logico che state seguendo?

Volevamo sicuramente offrire un aspetto inedito della nostra musica, e l’ordine dei video usciti fino ad ora è riuscito ad incarnare questo. Riuscire a scrivere qualcosa come Niente in cambio (con Giuliano Sangiorgi e Roy Paci) e vederlo finalmente uscire è stato qualcosa di grandioso, non solo per il livello degli artisti coinvolti, ma per la magia che è sgorgata dalle casse dello studio dal primo istante in cui abbiamo messo mano al sound. La voce di Giuliano penetra dentro l’anima più dura mentre l’assolo di Roy scava tunnel dentro al cuore. Sentire per credere.

Su cosa si stanno concentrando individualmente Squarta e Grandi Numeri?

Stiamo collettivamente seguendo tantissimi progetti che hanno preso forma dal disco, che pensare a dei prodotti solisti ufficiali non è una priorità. Almeno nell’immediato futuro. Ma che cazzo possiamo dirti? La musica è imprevedibile e viene a cercarti costantemente per essere messa nero su bianco. Quotidianamente ce ne da le prove. Possiamo dire che Lo Spirito Che Suona non ha ancora finito di raccontare tutta la storia…

TOUR DI PRESENTAZIONE
28.12 San Salvo (CH) – Beat Cafè (ore 22.30, ingresso libero)
04.01 Foggia – The Alibi (ore 21.00, ingresso 10 euro)
11.01 Firenze – Combo (ore 22.30, ingresso 8 euro)
12.01 Marghera (VE) – Rivolta (ore 21.00, ingresso 10 euro)
18.01 Torino – Askatasuna (ore 22.30, ingresso 7 euro)
19.01 Milano – Magnolia (ore 21.00, ingresso 8 euro + tessera arci)
01.02 Parma – Splinter Club (ore 22.00, ingresso 10 euro + tessera arci)
02.02 Mendrisio (Svizzera) – Rock The Market (ingresso 20.00, ingresso 22 CHF)
09.02 Pisa – Deposito Pontecorvo
30.03 Mantova – Arci Tom
05.04 Roma – Ex Magazzini (ore 21.00, ingresso 10 euro)
06.04 Bologna – Crash!

Raffaele Lauretti
Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.