24 marzo 2019
Interviste

White Boy racconta l’album 202

>Chiara Cinti Chiara Cinti
Gen 09, 2019

Il 17 Dicembre White Boy ha pubblicato per la Do Your Thang Records l’album 202 e abbiamo colto l’occasione per porgli qualche domanda su questo suo progetto.

Il prossimo 11 gennaio sarà inoltre possibile vedere l’artista live agli Ex Magazzini a Roma in occasione del  launch party di 202. Insieme a lui sul palco si esibiranno anche DJ Dibba, Dr. Dew, DJ Brush, Panz e Slack.

Tempura, No Buono, feat. Pacman XII, e Interlude sono i primi tre singoli estratti da 202 che hai deciso di pubblicare come anticipazione del disco. Il pubblico ha risposto piuttosto bene a questi tre brani, tanto che Tempura si è piazzata alla numero #72 della iTunes Top 200 HipHop/Rap. Cosa ti ha portato a sceglierli come brani di presentazione di 202?

Per Tempura è stata più una “scelta col cuore” (eheh); mentre Alan componeva il beat, io scrivevo il testo e, in meno di due ore, col brano registrato, ci siamo immediatamente accorti che era quello di cui avevamo bisogno per “ritornare”. Qualche ragionamento in più invece, c’è stato per No buono, dato che da poco sia io appunto con Tempura, che Pacman con Noob, eravamo entrati nella playlist “Raptopia” di Spotify. Volevo tenere alta l’attenzione sul disco dando qualcosa di “diverso” in termini di suono, mantenendo una formazione già più che rodata. Interlude è stato utilizzato esattamente come indica il titolo: un piccolo interludio da ascoltare/ canticchiare in ciabatte sul divano, prima del piatto principale.

All’interno dell’album hai collaborato con tre artisti: con William Pascal in Antipatici, con Pacman XII in No buono e con Penny Wise in Solo; sono tutte collaborazioni insieme ad artisti con i quali lavori da lunga data. Sui beat ti sei sbizzarrito molto di più. Oltre alle ormai collaudate produzioni di Alan Beez e Depha Beat, ci sono quelle di YDFWÑ, con il quale avevi un featuring nel suo ultimo lavoro Tommy, poi c’è Squarta, Rubber Soul e Gabriele Gabbo Centofanti… L’eterogeneità di questi lavori va intesa come una necessità di sperimentare e mettersi in gioco da solo, ma con le spalle coperte, o piuttosto come la volontà di dimostrare un White Boy più maturo ed in grado di reggere il gioco e la sfida perenne, data da un genere in continua evoluzione quale il rap?

La scelta di raccogliere più produttori è stata per provare a sperimentare e, nel caso di Squarta e Gabbo, realizzare anche un sogno da fan boy (nato e cresciuto coi dischi dei Corve… serve altro?!). Per i featuring invece, ho giocato in casa per rafforzare il concetto espresso con Paco in A-A-I “sul palco e in ogni cd PRIMA LA FAMILY!” Di certo è stato un modo per arricchire quanto ho messo in gioco fino ad oggi. In 202 la sfida è stata principalmente con me stesso, non mi sono fatto distrarre dalle continue evoluzioni del genere al quale mi dicono di appartenere.

Piuttosto evidente, sia con il terzo singolo pubblicato, Interlude, che ha come sottotitolo ha Marshall Mathers LP Tribute, sia dal brano Bad Meets Evil e dalla skit che riprende quella in Kim, celebre brano del secondo album ufficiale del rapper di Detroit, è il fatto che Eminem ha avuto, ed ha ancora, una fortissima influenza sulla tua musica. Perché hai deciso di renderlo esplicito proprio in questo tuo secondo lavoro con la Do Your Thang Records? Quali sono i suoi brani ed album ai quali ti senti più legato?

Questo disco per me ha un valore importante sia musicalmente parlando, che a livello di vita vissuta. La stesura ha toccato “nervi scoperti” in modi volutamente irriverenti e spesso provocatori, non potevo non rendere omaggio a chi in qualche modo mi ha insegnato a farlo! Se parliamo di album ti direi senza ombra di dubbio The Slim Shady LP e appunto Marshall Mathers LP. Di brani a cui sono legato ce ne sono molti, uno di quelli però che ancora oggi mi segna particolarmente è The Way I Am. Ho previsto altri tributi, li scoprirete presto!





Il tuo penultimo disco, Nato Puro, è stato pubblicato a Febbraio 2017, ed ora a più di un anno e mezzo dalla sua pubblicazione esce 202. Da cosa è nata questa tua voglia di rimetterti al microfono? Tenendo in considerazione Nato Puro e 202, su quali punti di incontro e di evoluzione artistica vorresti porre l’accento?

La voglia non è mai andata via, anzi, nonostante non uscissero dischi in quest’anno e mezzo, non ho perso occasione per entrare in studio e registrare singoli e collaborazioni (vedi Shibumi, A-A-I vol. 1, Tommy e le collaborazioni con Akira per citarne alcune). La consacrazione come Villain credo sia il punto d’incontro più grande tra i due lavori, ma anche la possibilità di raccontarmi meglio come avevo provato a fare in un paio di brani di Nato Puro. L’evoluzione sta nell’aver provato a creare un immaginario più dettagliato e specifico su White Boy, il percorso che ha fatto ed i motivi per cui fino ad oggi nessuno sapeva molto a riguardo.

L’underground è un mondo nel quale c’è sempre un ricambio generazionale che lo porta a ringiovanirsi artista dopo artista, pur rimanendo integro nel suo principio base Keep It Real. Ritieni, tu e i tuoi colleghi DYT, la realtà contemporanea in grado di riportare l’underground sul trampolino di ri-lancio? Come vi ponete nei confronti di questo genere, se me lo permetti, quasi dimenticato? E soprattutto, quali altri artisti ritieni di avere accanto, in questo percorso?

In realtà credo sia sbagliato definire un genere l’underground. È una realtà diversa per alcune scelte stilistiche, ma che raccoglie tante sfaccettature di musica all’interno. Non abbiamo creato nulla, di certo. Dalla nostra abbiamo tanta voglia di fare e la faccia tosta di fare quello che vogliamo, come lo vogliamo noi, senza restrizioni di alcun tipo e senza seguire ipotetici canoni non scritti di quest’ambiente.

Facciamo musica, punto.

Accanto sento tutti e nessuno. Al di là della family DYT e degli artisti che sono presenti nel disco, non potrei non menzionare Lucci con il quale ho trovato molti punti in comune parlando di come andrebbe vissuta, secondo noi, tutta questa storia del rap.

Vista la pubblicazione di 202 a fine anno, cosa hai in serbo per il tuo pubblico nel 2019? Avranno modo di vederti durante un evento per presentare il disco, magari in un tour? Cosa dobbiamo aspettarci dal tuo futuro e da quello degli altri membri della Do Your Thang Records?

Vorrei poter suonare questa roba in giro il più possibile e vedere ad occhio nudo, senza filtri dei social, la risposta delle persone. Mi prenderò il tempo che serve per rendere giustizia a 202 ma la penna è di nuovo carica e pronta a ricominciare. Per il resto seguiteci, perché tutta la fam è altrettanto carica e pronta a spettinarvi in puro stile DYT. OCCHIO.

Chiara Cinti
Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.