21 novembre 2017
Opinioni

Qual è il rapporto tra MCs e DJs? Lo abbiamo chiesto a P-Kut e T-Robb

>Redazione Redazione
agosto 25, 2017


Dalla nascita dell’hip hop negli anni Settanta ad oggi la musica si è evoluta molteplici molte, portando ed esplorando nuovi stili e confini. I DJ’s hanno inventato, affinato e sviluppato nuove tecniche e abilità, mentre gli MC’s hanno migliorato la metrica, il modo di scrivere e di approcciarsi al beat. Il rapporto tra le figure del DJ e dell’MC è strettamente connesso e complementare infatti, senza un beat, il rap non esisterebbe e senza delle rime resterebbero solo dei suoni. Abbiamo avuto negli anni molti esempi di collaborazioni tra DJ’S e MC’s, ma solo una piccola parte di queste è durata del tempo e ha prodotto diversi album insieme. Degli esempi possono sicuramente essere Eric B & Rakim, i Run Dmc e i Gangstarr, gruppi che hanno basato il proprio successo e la propria esclusività sullo stretto rapporto tra le due figure.

Per approfondire il rapporto esistente tra la figura del Dj e quella dell’Mc abbiamo deciso di contattare, per questa prima puntata, due DJ’s illustri: DJ T-Robb due volte vincitore del DMC italiano (2008-2011), che accompagna Murubutu nelle sue date, e DJ P-Kut, anch’esso vincitore del DMC italiano (2015) che accompagna live EGreen. Innanzitutto, abbiamo chiesto a entrambi degli esempi di gruppi che rappresentassero al meglio quest’unione: P-Kut sceglie i leggendari Run Dmc e i Dilated Peoples, mentre T-Robb cita i nostrani Kaos e Craim e gli americani Krs One e DJ Revolution. Parliamo a tutti gli effetti di gruppi e artisti di altissimo livello che hanno fatto la storia di questo movimento.

DJ P-Kut live scratch

DJ P-Kut

L’alchimia è fondamentale

La difficoltà principale, quindi la chiave per riuscire in una collaborazione, è mettersi in gioco e avere obiettivi comuni da voler perseguire. Avere dei gusti e preferenze musicali simili non basta, ma è necessaria una completa sintonia tra le due parti a livello umano e personale. Secondo DJ T-Robb, per una perfetta sintonia tra le due figure è necessaria e fondamentale una conoscenza molto personale, nella quale entrambi devono mettersi a nudo in modo da poter conoscere uno i punti deboli dell’altro e viceversa, per poter riuscire poi a sopperire o limitare alcune mancanze. Un’altra capacità fondamentale è sapersi adattare alle situazioni e, se necessario, sperimentare per riuscire a dare sempre il massimo. Si tratta di un confronto che dovrebbe sempre avvenire, ma spesso viene a mancare l’intesa musicale dettata dalla diversa conoscenza di ambo le parti. Riuscendo ad averla invece ci si potrebbe prefissare dei traguardi e obiettivi comuni, riuscendo così a raggiungerli più facilmente. Anche Dj P-Kut concorda sul fatto che per una sinergia tra le parti è necessario un feeling quotidiano che rende la collaborazione più semplice ed efficace e che la chiave del successo resta sempre la conoscenza reciproca e musicale di entrambi, fondamentale per capirsi e intendersi oltre a livello umano anche in quello artistico. Entrambi ritengono che negli ultimi anni sia venuta a mancare una voglia di ricerca e di curiosità, che ha portato a una monotonia e una ripetitività sempre più marcata.





DJ T-Robb live scratch

DJ T-Robb

Live

La mancanza di ricerca e il farsi domande viene evidenziata sia da DJ T-Robb che da P-Kut, il quale denuncia una mancanza di conoscenza musicale e di originalità. Gli artisti non vogliono più rischiare per migliorare e, in questo modo, scadono nella monotonia. Inoltre un DJ deve avere la forza e la personalità di dettare i tempi e i ritmi, guidando l’MC e tutta la performance live e, se necessario, consigliargli come migliorare alcuni piccoli dettagli che andranno poi a fare la differenza dal lato prettamente artistico e quindi musicale. Per riuscire a collaborare entrambi devono conoscere perfettamente quello che andranno poi a presentare sul palco: l’MC deve conoscere i beat ed eventuali modifiche apportate dal DJ e il DJ, a sua volta, deve studiarsi i singoli pezzi per intervenire nei punti giusti e dare in questo modo un valore aggiunto all’intero live. Analizzando più in dettaglio le due figure scopriamo che, a volte, chi ha prodotto un disco poi non è lo stesso che accompagna l’Mc live e questo potrebbe verificarsi in due situazioni: il producer del disco è solo un beatmaker, oppure l’Mc decide di contattare un DJ diverso per seguire il proprio tour. Secondo entrambi non si deve farne una colpa a chi sceglie di dedicarsi solo a una delle due attività, ma è evidente e oggettivo che portando avanti entrambe si hanno delle potenzialità maggiori e delle possibilità molto più ampie nel poter sviluppare il proprio show. Secondo P-Kut si può iniziare con un’attività e poi con il tempo praticarle entrambe. T-Robb ritiene che molti artisti non comprendano a pieno le potenzialità che questo tipo di musica offre, non riuscendo così a sfruttarle al meglio. Il rapporto tra DJ e MC deve essere costante e diretto, sia per quanto riguarda la parte live che quella riguardante il lavoro per il disco in studio e nessuno dei due ambiti deve essere messo in secondo piano. Questi due momenti sono strettamente collegati: se da una parte senza un buon disco non si cattura il pubblico, dall’altra se non si cura il live, si rischia di deludere o non dare il massimo davanti al proprio pubblico. P-Kut ritiene che MC’s e DJ’s debbano mostrarsi sul palco per quello che sono realmente, perché poi la personalità e il carattere di ognuno vanno a influire sulla musica. Di conseguenza, se uno nella vita è poco curioso e s’interessa poco nelle cose che fa, la sua musica sarà uguale. Qui ci fornisce uno spunto veramente interessante di riflessione, ovvero che solo quando una persona inizia a porsi delle domande, potrà crescere a livello personale e artistico. La musica deve essere un mezzo per esprimere se stessi. Quando si fa musica, secondo P-Kut, bisogna avere la consapevolezza di avere una voce e, quindi, di sfruttare a pieno l’occasione cercando di non sprecarla invano. Inoltre ci tiene a sottolineare l’importanza di essere sempre ​ più semplici e naturali possibili in modo da poter far comprendere il proprio messaggio a un pubblico più ampio.

Chiudiamo ringraziando T-Robb e P-Kut per la disponibilità, la pazienza e per aver risposto in modo esaustivo riguardo quest’argomento. Alla prossima!

Approfondimento a cura di Print


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