18 dicembre 2017
Opinioni

Abbiamo chiesto a Sandro Su e a DJ Color di parlarci del rapporto tra MC e DJ

>Redazione Redazione
dicembre 01, 2017

Nella prima puntata di questo approfondimento, abbiamo avuto l’onore di avere come ospiti due DJ (P-Kut e T-Robb) per parlarci e descriverci questo controverso rapporto tra le figure del DJ e dell’MC.

Oggi abbiamo come ospiti Sandro Su, un artista con alle spalle diversi dischi e collaborazioni importanti soprattutto con la scena del sud Italia nella quale è cresciuto e DJ Color, turntablist pluripremiato in competizioni nazionali ed internazionali. Nel 2011, i due cominciano a collaborare tra loro. La forza del loro rapporto e della loro collaborazione consiste nell’abitare vicino ed avere quindi la possibilità di vedersi e lavorare insieme giornalmente.

La scelta è ricaduta sul duo proprio per il loro forte legame e per far conoscere al pubblico artisti che meritano davvero e che hanno molto da insegnare e da raccontare.  Nonostante la differenza di ruoli, quando si parla con loro, si nota immediatamente un’intesa a livello personale al pari di quella artistica. Questo è dovuto al fatto che Sandro si occupa delle proprie produzioni musicali. Parlando con loro si percepisce un’umiltà difficilmente riscontrabile in quest’ambiente ed un rispetto quasi religioso della cultura hip hop e, in generale, della musica. Proprio quest’aspetto risulta molto interessante: nonostante siano sulla scena da un po’, dalle loro facce e dalle loro parole si percepisce ancora quel fuoco che si ha quando s’inizia e si vuole spaccare il mondo.

Abbiamo chiesto anche questa volta a entrambi un esempio di collaborazione tra DJ ed MC che, secondo loro, incarnasse al meglio questo rapporto. La scelta di entrambi è ricaduta, senza troppi dubbi ed esitazioni, sui Beastie Boys e Mix Master Mike. Ancora una volta si parla di leggende di questo movimento e viene ancora fuori il fatto che, in ognuno di questi gruppi, ci fosse un DJ di livello assoluto.





Guarda il video de "I Vostri Eroi" di Sandro Su e DJ Color

Live

A proposito dell’argomento MC e DJ live, i due hanno fatto alcuni esempi che testimoniano che, spesso, artisti mainstream possono avere o hanno una forte volontà di farsi accompagnare da un DJ di un certo livello durante i loro tour. Un esempio su tutti può essere rappresentato da Clementino e TY1, coppia molto affiatata che riesce a presentare uno show molto completo e interessante. Secondo entrambi, è meglio non avere un Dj affianco, piuttosto che averne uno che usa i CDJ o schiaccia solamente dei bottoni. Per essere un MC, così come nell’essere un DJ, sono necessarie la totale dedizione e la consapevolezza di avere in mano uno strumento vero e proprio. Secondo Color, un buon live nasce dal giusto mix di tecnica e musicalità. Lo stesso discorso vale per gli MC: bisogna saper essere originali e tecnici nelle rime, ma il tutto deve risultare piacevole all’ascolto. Durante un live è importante che ognuno sappia il ruolo che ha l’altro, anche se, secondo Color, il dj deve avere la personalità per guidare lo show e, se necessario dare consigli all’MC.
Saper cambiare i beat o alcuni pezzi dei brani durante il proprio live rappresenta un valore aggiunto, perché denota un lavoro mirato a rompere la monotonia e a cercare di rendere lo show più frizzante. Anche secondo Sandro Su e DJ Color, rispetto al passato, si nota una mancanza di ricerca e curiosità, oltre che una dedizione minore in ciò che si fa. Un’altra differenza rispetto al passato è la smania di voler fare tutto e subito e di raggiungere in poco tempo grandi successi, bruciando tappe fondamentali, con l’idea di guadagnare soldi senza impegno e senza sacrifici.

L’importanza dei rapporti interpersonali

Cercando di capire le difficoltà del rapporto, ci si mette davanti ad un’affermazione che è reale ma, forse, troppo spesso dimenticata o nascosta. Il livello dei DJ hip hop è sempre stato notevolmente più alto rispetto a quello degli MC anche se, nei primi anni, c’erano grandissimi artisti da ambo le parti, ma nel corso degli anni questa differenza è aumentata. La vicinanza tra le due figure e lo stretto rapporto sono, secondo entrambi, un ingrediente imprescindibile, anche perché solo il continuo confronto permette di poter ambire a progetti più strutturati e studiati. Parlando, invece, della parte legata allo studio, di preparazione e registrazione di un disco, Sandro Su e Color considerano la propria presenza fondamentale: se uno dei due non è presente, l’altro non registra.
Un altro aspetto che ci fanno notare è la brutta abitudine generale di voler prendere come esempio i più scarsi e non i migliori, da cui si dovrebbe cercare di attingere e imparare il più possibile per cercare di raggiungere il loro livello. Questo causa un abbassamento del livello, che ripiega verso uno standard monotono e privo di originalità, come sottolineavano anche T-Robb e P-Kut nella scorsa puntata.

DJ e MC come un’orchestra

Ognuno con il proprio strumento e deve fare la sua parte. Bisogna creare sintonia, curando al meglio e approfonditamente tutti i dettagli per far sì che i due strumenti risultino complementari tra loro. Senza questa componente lo show perde di credibilità, efficacia e interesse.

I punti di contatto tra le due puntate sono stati molteplici, ma ognuno degli intervistati ha fornito la propria opinione in base all’esperienza maturata e alle conoscenze acquisite nel corso negli anni. Avere l’opinione di due dj è stato importante per ricordare al pubblico l’importanza di questo ruolo. Attraverso le parole di un MC e di un DJ il quadro risulta, ovviamente, più completo.

Approfondimento a cura di Print

Ascolta "Hungerplan" di Sandro Su e DJ Color

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