27 maggio 2019
Opinioni

I 5 dischi underground pubblicati nel 2018 da non perdere

>Davide Buda Davide Buda
Gennaio 03, 2019

Quella che segue è una lista di 5 album underground del 2018 da recuperare assolutamente.

Gestendo il reparto news, capita molto spesso di trovarsi davanti a dei lavori davvero interessanti, ma per tempo e impegni vari non si riesce mai a dedicare loro il giusto tempo.

Moonloverz – Plenilunio

Il primo album da recuperare assolutamente è Plenilunio dei Moonloverz, un album poetico e magico, profondo e al contempo accessibile a qualsiasi pubblico. Tecnicamente indiscutibile e musicalmente impeccabile.
L’atmosfera che si presenta all’ascoltatore è abbastanza notturna ma, come la luna, le parole dei 4 poeti al microfono illuminano il percorso, rendendo il tutto il meno cupo possibile.
La versione fisica del CD è un piccolo capolavoro di grafica, con un forte richiamo alla graphic novel contemporanea.
Si tratta di un album di natura underground, non adatto probabilmente al grande pubblico per via delle tematiche trattate, inadatte all’ascolto frequente. È un album solitario, da ascoltare nelle sere malinconiche d’inverno, ma per un amante del conscious rap è una perla da non perdere.

Brano da recuperare assolutamente:
Nonostante Me ft. Claver Gold





Io non ho più forze per restare sveglio
E non ho più le gocce per sentirmi meglio
Non ho più l’affetto di chi c’era prima
La cera rovina cola sullo schermo
Lacera la mente si gela fuori
Rimango a casa sotto mille coperte
Illuminato dalle stelle comete
A mani giunte come nelle preghiere
E te che parli sola con gli altri
Pelle che si macchia siamo tristi ghepardi
Testi in cui ti vedi non lo dire a quei tanti
Che vogliono bloccare questo mare di istanti
E nonostante me rigo dritto
Parlano gli occhi se sto zitto
Rovino mille notti pensando che non ho vinto
Ho fatto scarabocchi da bimbo sul tuo dipinto
E quindi ciao: vado via lontano anni luce
Non venire con me non serve
Non mi dire “che c’è?” ti rispondo “niente!”
Sai, mentire per me è diventare assente
Che tipo non mi senti né mi vedi più
Io sbaglio ogni mia scelta eterno deja-vù
Tiro, meta, crollo giù”
(Soulcè, Nonostante me – Plenilunio)

Jangy Leeon – Eldorado

Quello di Jangy è sicuramente uno dei migliori album underground dell’anno. Quello che ci si trova davanti è un album dai suoni sperimentali estremamente caldi che richiamano subito all’America latina e a quell’immaginario che di esso il cinema ha posto nelle nostre menti.

Graficamente particolare, il calendario Maya d’oro occupa la copertina, suggerendo all’ascoltatore il piccolo tesoro rap che si trova al suo interno.

Brano da recuperare assolutamente:

Guantanamera ft. Ernia e Francikario

 

“Spezzo dinastie tolemaica, la tv caga
Sulle teste io le mozzo come tribù Naga
Tutti in corsa per il grano come in Colorado
Hai una taglia sopra il capo ma ti ha incoronato”
(Jangy Leeon, Eldorado Eldorado).

AKO – Vado o resto

AKO impacchetta un album estremamente esistenziale, carico di domande e ben poche risposte. Partire o fare delle difficoltà la propria forza?
Si tratta di un album sperimentale, molto vicino al cantautorato per profondità concettuale ma tecnicamente rap per stile.
Non è presente una versione fisica e questo, per i collezionisti, rappresenta una grossa perdita. La copertina rappresenta metaforicamente il concept dell’album: un cormorano, libertà e potere in un unico essere.

Brano da recuperare assolutamente:
La mia via ft Come Vuoy e Simona Fanari

 

“Cercavo solamente la mia via.
Ti ho persa per un pugno di poesia.
Schiavo delle tentazioni,
mai studiato ‘sti copioni,
il contrappasso nei gironi è camminare sui carboni mentre soffiano i monsoni
volano nuovi aquiloni,
all’orizzonte solo tuoni.”
(Ako, La mia via Vado o Resto)

Young Zeep – KING XIX

Se avessi un milione di euro li punterei su Marco Cannas, Young Zeep.
Per lui è stato un anno estremamente redditizio artisticamente e King XIX è una presa di posizione sull’ambiente rap emergente. Metriche, skills e capacità vocali lo distinguono dalla massa.
Stilisticamente Torino ha dato molto a Young Zeep e il debito con una delle capitali del rap è evidente e ciò comporta una ventata fresca per l’ambiente sardo.
Le grafiche dell’album, cui non è presente alcuna copia fisica, sono curate dallo stesso artista. Autoproclamazione tra spocchia, collaborazioni internazionali e stile.
Non ci resta che attendere il suo 2019 con DJ Myke.

Brano da recuperare assolutamente:
Origami 2.0 ft DJ Myke

 

“Sono stato al buio quanto basta
Così tanto che la luce adesso mi spaventa
Così tanto per una serata mi sta bene
Michia bene
Rischia bene
Rosso e nero, Stendhal
Non mi capisci, ma che posso farci?
Dovrei abbassare il mio livello per te?
Ti rimando a casa, mica in taxi, a calci
Tipo tutto preso male, tipo la Bertè”
(Young Zeep, Origami 2.0King XIX)

Dutch Nazari – Ce lo chiede l’Europa

In piena crisi economica, un po’ per colpa del governo un po’ per colpa del governo che non rispetta le richieste dell’Europa, Dutch Nazari pubblica il seguito economico di Amore povero.
Un album divertente, spensierato e tanto innamorato. Un album scritto da un economista in economia, che deve fare i conti con le finanze ma che si perde nell’amore più sincero.
Graficamente semplice, ma vi è del genio nel reparto booking dell’artista che intitola il tour : Tour europeo in Italia. Risposta ilarica ai tour europei dei grossi artisti.
Ce lo chiede l’Europa non è rap, non è indie, non è cantautorato. È musica fatta come si deve, con un background rap, con uno sguardo musicale all’indie e con capacità testuale dei grandi cantautori.

Brano da recuperare assolutamente:
Guarda mamma senza money

 

“Son cresciuto ascoltando il rap, canzoni tipo S.A.I.C
Indossando i calzini della Nike, sì ma scritto N-A-I-C
La mia generazione ha pochi pensieri
E più che il cielo guarda il dito che lo indica
E vorrebbe i conti con un sacco di zeri
Ma per ora gli zeri vengono solo dopo la virgola”
(Dutch Nazari, Guarda mamma senza money – Ce lo chiede l’Europa)