08 dicembre 2019
Opinioni

Gli eredi del Rap Italiano, istruzioni per l’uso

>Nicolò Ciarlo Nicolò Ciarlo
Novembre 21, 2019

È molto comune confrontare le culture e gli interpreti di qualsiasi genere musicale, siano essi appartenenti alla medesima generazione o a quella successiva/passata. Nel rap i confronti sono all’ordine del giorno, tra iperboli e forzature, si arriva persino a paragonare album della stesso artista come se fossero di persone differenti. Il classico “era meglio prima”, per intenderci. Un topic gettonatissimo per quanto riguarda il rap è proprio quello del ricambio generazionale e, nel dettaglio, di “chi è l’erede di chi”.

Consapevole che l’hip hop è una cultura giovane che è esplosa a livello mediatico solo negli ultimi anni, ho provato a stilare una breve lista. Ho inserito alcuni di quelli che potrebbero essere considerati gli “eredi del rap italiano”.
Il metro di valutazione chiaramente non è univoco ma una somma di fattori, partendo dalle sonorità fino ad arrivare alla tipologia di percorso artistico; ultimo avvertimento: prendete questa lista con la stessa leggerezza con la quale la stiamo prendendo noi. Ma ora bando alle ciance, chi sono gli eredi del rap italiano?

Marracash – Massimo Pericolo

Come non iniziare con un passaggio di testimone recentissimo? A prescindere dai gusti o dal parere personale, infatti, è stato proprio il diretto interessato, ovvero Marracash, a coronare Massimo Pericolo come “il rapper che più mi assomiglia tra quelli della nuova generazione”.
Il tutto è avvenuto in uno dei post che annunciavano le collaborazioni del suo nuovo album Persona, nel quale trovate, appunto, una traccia con il rapper varesino esploso grazie a “7 Miliardi”.

Guè Pequeno – Lazza

Ditemi che non lo avete pensato anche voi almeno una volta. Oltre che per la provenienza (entrambi di Milano) Guè e Lazza si assomigliano molto per l’approccio e lo stile autocelebrativo della loro musica, tant’è che quest’ultimo viene spesso accostato al Guercio nazionale e non ha mai nascosto di averlo ascoltato molto e di stimarlo altrettanto. Hanno recentemente collaborato nel disco di Lazza Re Mida ed, in seguito, nell’EP Gelida Estate di Guè, ed il livello è sempre altissimo.

Jack the Smoker – Dani Faiv

Dani Faiv è stato presentato ufficialmente come “protetto” di Jack in una puntata di Real Talk del 2017. Dani ha subito mostrato il suo spessore artistico ed è trasparsa evidentemente l’influenza di Smeezy nelle barre, lo stile e i wordplays. Anche qui il passaggio di testimone è tacito ma evidente e continua a perdurare nel tempo, dato che nella nostra lista questi sono tra gli artisti che più di tutti hanno collaborato tra loro.





Truceklan – 126

Roma è una fucina di talenti e l’underground è sempre stato ricco di figure di un certo spessore. Due tra le realtà che hanno riscosso più seguito ed hanno un trascorso molto simile sono appunto il Truceklan e la 126. Sia per i temi trattati che per l’attitudine “cruda” e hardcore, hanno offerto uno scorcio sulla parte più cupa della società, forti di un immaginario non filtrato dai clichè tipici dell’hip hop.
Il filo conduttore dell’espressione di entrambi i collettivi è la descrizione del proprio punto di vista, con un accezione che si può definire quasi “decadentista”, la fotografia di tutto ciò che non si vede, l’esasperazione e il declino dei nostri tempi. Abbiamo già parlato poco tempo fa di questa analogia in un approfondimento molto interessante, quindi se ne vuoi sapere di più, clicca qui.

Danti – Shade

Due dei massimi esponenti di quel tipo di rap irriverente, con una forte componente comica e riferimenti alla pop culture che li hanno contraddistinti nel tempo. Forse non sono tra i più apprezzati dai fan radicali del genere ma è innegabile l’originalità e l’attitudine che hanno sempre dimostrato, prendendo strade (artisticamente o meno) diverse dai loro colleghi più blasonati. Danti e Shade, pur avendo caratteristiche diverse sotto molti punti di vista, sono accomunati dalla matrice scanzonatamente goliardica dei loro testi. Così come dalla causticità (più marcata nel primo e leggermente edulcorata nel secondo) e da un certo tipo di sonorità molto più “masticabili” anche da chi abitualmente non ascolta rap.

Inoki – Jamil

Ecco la prima coppia di artisti della nostra lista che ha come metro di paragone la personalità e l’approccio alla musica.
Jamil a inizio 2018 pubblica il video del singolo “Nuovo Inoki”, dove tra l’altro compare proprio lo stesso Inoki in un siparietto molto simpatico, autoproclamandosi l’erede del rapper bolognese. I presupposti di questa accoppiata risiedono nella predisposizione di entrambi a “non avere peli sulla lingua”, dicendo spesso quello che pensano di altri colleghi nei loro brani, attraverso frecciatine più o meno (tendente al meno) velate o veri e propri dissing.
C’è chi la chiama “realness” e chi la chiama belligeranza, sicuramente fintanto che il confronto genera nuova musica restando civile, noi fruitori ci armiamo di pop corn e aspettiamo con ansia il prossimo diss.

Dpg – Fsk

Dulcis in fundo. Direte voi: “non si passano nemmeno cinque anni”, ed è assolutamente vero. Dietro a questo parallelismo c’è però un ragionamento ben preciso riguardante la durabilità della musica odierna. Ci siamo abituati ad essere bombardati a gran velocità da nuove “waves” e nuovi personaggi che rendono la mole della musica fruibile tale da ripercuotersi inevitabilmente sulla longevità della stessa.
Ecco spiegato questo paragone così ravvicinato cronologicamente rispetto agli altri. Inoltre ad accomunare Dpg e Fsk ci sono altri fattori come la repentinità della loro ascesa. O la presenza di un produttore di riferimento che gli ha cucito addosso un certo tipo di sound. O ancora, il modo in cui il pubblico ha accolto la loro musica. Per non parlare di quel feel di cliché che, seppur alzando l’asticella in termini di scalpore, resta fedele all’esasperazione del personaggio e alla pantomima.

Insomma, i parallelismi generazionali sono figli del mondo della musica ed il confronto è padre di ogni crescita. Quindi se questa lista vi ha divertito, indignato o stimolato, fateci sapere chi secondo voi è il “nuovo chi” e spiegateci perché. Ma sappiate che ogni artista ha la sua unicità, ed è proprio questo il bello.