23 gennaio 2020
Opinioni

Claver Gold, il Lupo di Hokkaido e Mr. Nobody

>Gianluca Faliero Gianluca Faliero
10 Dicembre, 2019

In data 24 maggio 2019 è stato pubblicato per Glory Hole Records Lupo di Hokkaido leggi la nostra intervista per approfondire nuovo disco di Daycol Orsini (a.k.a. Claver Gold), rapper classe ‘86 di Ascoli Piceno, noto per aver proposto al pubblico non semplicemente dei dischi, ma dei concept album con un disegno narrativo ben preciso: Lupo di Hokkaido non fa eccezione.

La storia raccontata è quella del lupo, ma ascoltandola si nota un altro fil rouge che guida l’intero album: l’amore. La questione si basa sul problema della scelta: porteremo alla luce il confronto tra il Lupo di Hokkaido e Nemo Nobody, protagonista del film Mr. Nobody, diretto da Jaco Van Dormael.

Disegnando una storia

Iniziamo dalla cover: abbiamo chiesto a Davide Bart Salvemini, disegnatore proprio della cover del disco, di mostrarci qualcosa in più del suo lavoro: lo stile guarda sì alla tradizione, orientandosi, però, verso le illustrazioni manga contemporanee.

L’autore definisce il colore come l’elemento principale: tutto parte da questo e successivamente si articola in figure.

Il lupo è rappresentato in modo bestiale. Il motivo? Semplice! Mentre la società spinge l’uomo lontano dalla natura, lui vuole rappresentare l’essere umano ancora animale: da qui il corpo naturale e la testa canina. Si deve notare che il colore dei corpi degli uomini che attaccano la bestia è lo stesso dell’uomo-lupo; gli elementi che differenziano le due parti sono piedi e testa: si mette in scena proprio l’istinto brutale dell’essere uomo. Grazie Davide per questa nuova lettura!





Distruzione di un passato

Questa è la storia del lupo di Hokkaido, morto per mano degli uomini alla fine del XVIII secolo.

L’apertura di questo disco è significativa: la voce femminile ci proietta subito tra fiori di loto e ciliegi giapponesi. Entrando nello specifico, e nei collegamenti con il film, bisogna accostare questi versi alle scene di apertura dell’opera cinematografica Mr. Nobody, in cui Nemo (il protagonista) ha raggiunto l’età di 112 anni e si trova in una società fantascientifica dove l’uomo gode dell’immortalità. Tutti vedono il protagonista come l’ultimo di una specie che, con la sua morte, raggiungerà l’estinzione: bisogna proteggerlo e interrogarlo come un saggio! La nuova generazione di esseri umani non è in grado di provare emozioni.

Ci dobbiamo limitare quindi a prendere per buono tutto quello che vediamo nel film e che ascoltiamo nell’album. Si è già compiuta una scelta: quella di prendere per buono ciò che ci viene detto senza metterlo in discussione.

Senza accorgercene, la prima strofa di Intro è cominciata: poniamo l’attenzione sui versi cantati da Claver.

La scelta privata

Stai, stai, stai, stasera,

E vai, vai, vai, leggera

Il rapper, nel suo storytelling, pone il protagonista della narrazione di fronte ad una scelta: deve accettare l’abbandono o seguire la ragazza? Ciò porta ai nostri occhi la gravosa preferenza affrontata da Nemo in cui deve decidere tra la madre, intenta a trasferirsi dopo il divorzio, o il padre! Qual è la scelta giusta? Non ci è dato saperlo se non con il senno di poi.

Quando mi parli del futuro, ma inizi il tutto con un “Ti ricordi”

Ecco l’epilogo e, allo stesso tempo, la premessa del brano: la questione è molto semplice! Siamo partiti da un’assunto, cioè che il lupo di Hokkaido sia quasi estinto, questo porta con sé le conseguenze ascoltate nel testo d’amore. La nostra decisione (quasi inconsapevole) determina i fatti ascoltati.

I versi citati sopra, infatti, non costituiscono la chiusura della canzone, piuttosto dello storytelling amoroso. La canzone, come un cerchio, si chiude con la voce femminile:

La leggenda narra che tra le montagne del paese durante le lunghe nevicate, l’ultimo lupo esca per abbaiare alla luna. Questa ne è una testimonianza.

Ora comprendiamo il titolo del paragrafo giocante sul duplice senso della parola “privata”. Non solo la scelta personale che una persona compie (quindi “privata” inteso come aggettivo qualificativo della scelta), ma lo intenderemo anche come verbo, quindi come elemento sottratto.

Siamo al punto di partenza: non c’è una scelta, tutto è ancora possibile in un futuro che non conosciamo e che non possiamo conoscere! Siamo il Viandante sul Mare di Nebbia di Caspar Friedrich dove la fatica determina la possibilità.

Il Lupo di Hokkaido non si è estinto e il suo ululato di libertà risuona ancora tra i versi di Claver Gold.

Il fine di un desiderio

È importante aver fatto proprio che il lupo Ezo non è estinto: bisogna aver capito la dinamica di ribaltamento del racconto del lupo! Questa non è solo la metodologia narrativa, ma anche la chiave di lettura che ci permette di comprendere il ruolo della “scelta” nel racconto.

Ikigai presenta una struttura particolare! Soffermiamoci sui versi di apertura:

mi sveglio ancora con un altro mal di testa

prendo mezz’Oki e corro dritto alla finestra

Questa premessa serve ad introdurre un nuovo elemento: il capovolgimento della narrazione del rapper. Se nel pezzo precedente (Intro) l’autore parla dell’essere abbandonato, ora è lui che abbandona. È cambiata la condizione del lupo e muta anche la condizione dell’uomo. Nelle frasi cantate dal rapper viene descritta, in questa prima parte, una situazione amorosa interrotta dalla paura di non essere abbastanza.

La seconda strofa si apre in modo diverso eppure ci sembra di aver già assaggiato quell’immagine se non per alcuni dettagli. Due versi ci svelano l’inganno:

Svegliati prima di me e dimmi che fuori c’è il sole

che passerà il mio mal di testa

prendo un caffè poi corro dritto alla finestra

Risulta una scena familiare perché è la stessa scena! Il problema è ancora la scelta. Supponendo che la compagna si sia alzata prima di lui, la situazione si ribalta completamente: da abbandonare si ritrova ad essere abbandonato.

La scena descritta sembra essere la perfetta colonna sonora del rapporto di Nemo Nobody e Anna – una delle 3 mogli – che in una possibile vita può essere una sconosciuta a seguito di una risposta errata, in un’altra può rivelarsi l’amore perfetto.

Oltre le colonne d’Ercole

Abbiamo capito che c’è possibilità di scelta infinita, e che questa comporta ciascuna un’infinità di altre scelte, ci siamo resi conto, però, anche di un’altra questione: la storia del Lupo di Hokkaido segue parallelamente la storia narrata da Claver Gold.

Bisogna avanzare ancora: fino a questo momento abbiamo errato come quei popoli antichi che, muovendosi nel Mediterraneo, ritenevano le colonne d’Ercole il limite del mondo. Il cantante ci offre una via d’uscita ne La tana del lupo:

Sapessi quante volte ho chiesto aiuto

Sapessi quante vite ho già vissuto

C’è il superamento del limite di cui si è parlato prima: la consapevolezza della possibilità di errore! Ogni persona compie una serie di scelte che vive male pensando, nell’attimo precedente, che avrebbe potuto compiere decisione più saggia. La verità, in ambito decisionale ed emotivo, è che non c’è mai una risposta univoca.

Dalle sigarette di mio padre esce del fumo, ma non ritorna mai indietro. Non possiamo tornare indietro una volta scelto. Ecco perché è così difficile scegliere. Dobbiamo fare la scelta giusta. Finché non si sceglie, tutto resta possibile.

Contra-tempi

Per concludere, bisogna introdurre la nozione di determinismo: secondo questa, vari eventi si susseguono nella nostra vita non in modo casuale. A questa teoria si deve associare quella della causalità: ogni causa determina un effetto.

Non si è mai liberi di scegliere, piuttosto si è liberi di scegliere tra un numero indefinito di possibilità: anche questo però non è del tutto rilevante dal momento che ogni scelta ha lo stesso valore e peso.

Il lupo di Hokkaido, esattamente come il protagonista del film e l’amore narrato nei racconti di Claver Gold, avrebbe potuto non seguire il destino che ha deciso di seguire, avrebbe potuto avere una storia differente, ma tutto questo non ha importanza:

“Fra tutte quelle vite, qual è quella giusta?”

“Santo cielo! Ognuna di quelle vite è quella giusta! Ogni percorso è il giusto percorso… Ogni cosa avrebbe potuto essere un’altra ed avrebbe avuto lo stesso profondo significato.”

(J.Leto in Nemo Nobody – Mr. Nobody)