25 febbraio 2020
Opinioni

Soul of a Supertramp: la forza di cambiare

>Gianluca Faliero Gianluca Faliero
23 Gennaio, 2020

Oggi è un giorno speciale per gli amanti del rap underground: 5 anni fa veniva pubblicato il masterpiece di Luca Ferrazzi (a.k.a. Mezzosangue). Questo omaggio al suo personaggio e al suo modo di fare musica è iniziato con una prima analisi di Soul of a Supertrampleggi la nostra recensione.

In questo articolo andremo più in profondità! Analizzeremo quali sono i punti focali del disco passando dalla crisi dei valori nieztschiana (e del post-moderno) per giungere alla dialettica dell’oltre-uomo e all’idea della Shambhala: tra leggenda e filosofia si intrecciano tantissimi criteri di analisi.

Il percorso che abbiamo deciso di delineare parte da un’analisi della cover del disco realizzata da Mud Mark (illustratore e grafico di FuRoom Studio) per arrivare all’articolazione della tracklist e al senso delle canzoni all’interno del disco.





Dalla Città allo Stato di Natura

Grazie alla chiacchierata con Mud Mark, illustratore di questa cover, abbiamo potuto scoprire gli artisti che lo hanno ispirato! Questi, diversissimi nello stile, mantengono una continuità nei soggetti rappresentati. Da Aldo Capitanio a Ron Garney, troviamo illustratori di carattere fumettistico. Se da un lato colori e stile di Mud Mark ci portano in un immaginario fiabesco, dall’altra parte avvertiamo un profondo senso di veridicità nello scenario post-apocalittico.

New Project

L’illustrazione frontale si articola secondo i canoni definiti dall’arte rinascimentale di Filippo Brunelleschi: osserviamo attraverso una prospettiva centrale, e ci rendiamo conto che il punto di fuga – l’incontro di tutte le linee che facciamo partire dai punti estremi dell’immagine – dovrebbe essere la fine di questa strada desolata, eppure il nostro sguardo è preso da altro! Un uomo che levita nel cielo!

Le domande sono tantissime: chi è quest’uomo? È lui che vola verso il cielo o è il cielo che lo trasporta verso di sé? Il soggetto è sì Mezzosangue, ma è anche l’ascoltatore resosi conto della giustezza del cambiare.

Capiamo dunque anche la seconda domanda! È l’uomo che autonomamente vuole superare i propri limiti! L’uomo viaggia verso un nuove se stesso, il soggetto vola verso il cielo e non viceversa. L’uomo con questo percorso raggiunge una nuova verità e, con essa, la purificazione di sé.

Per capire il presente ed orientare il futuro, è necessario conoscere il proprio passato, diceva Tucidide. Nella parte bassa dell’illustrazione, alla sinistra di Soul of a Supertramp (lettering realizzato da Nicolò Mancuso) notiamo dei passi.

Da dove proviene quest’uomo? Osservando il retro del disco (l’illustrazione su cui è presente la tracklist) vediamo una città distrutta: l’uomo ha deciso di abbandonare questa città, il mondano e tutte le sue convinzioni, per percorrere un sentiero difficile, ma nuovo. Distrugge la realtà illusoria composta di futilità lasciando un’impronta del suo passaggio: ritorna allo stato di natura reso chiaro da una nuova luce, simbolo di svelata verità, ancora da scoprire.

retro Soul of a Supertramp

A nome di tutti i fan e della redazione, ringrazio calorosamente Marco (a.k.a. Mud Mark) per averci dato una visione molto più ampia del suo lavoro e dell’intero progetto di Mezzosangue.

Un lungo percorso: tra armonia e caos

In questa parte dell’articolo analizzeremo il percorso che viene tracciato all’interno del disco. La tracklist non deve essere intesa come una successione di canzoni, ma come un percorso di riscoperta di sé.

L’album si apre con Armonia e caos: la stupenda citazione tratta dal film il Rosso e il Blu di Giuseppe Piccioni vuole descrivere la vera natura dell’uomo immerso nella società! L’essere umano oscilla tra due idee (l’armonia e il caos appunto) in perenne contrasto fra loro. Siamo assuefatti dalla voglia di eccessi e, consapevoli della loro inutilità, viriamo puntando la semplicità della natura.

Nel mezzo di questa lotta ancestrale, ci rendiamo conto di essere sottoposti ad uno schema costante: una sorta di Matrix! E qui sta l’atto rivoluzionario: custodire il sogno e tenerlo stretto fra le mani, fuggendo da quella illusione così reale; c’è il ritorno alla natura, mantenendo dentro di sé un po’ di caos che guida il nostro percorso. Qui Mezzosangue ha citato squisitamente Nieztsche:

“Bisogna avere un po’ di caos dentro di sé per partorire una stella danzante!”

Siamo finalmente usciti fuori dalla nostra mente (Out of my mind) e dalle nostre convinzioni: Mezzosangue abbandona il vizio alla ricerca dell’ignoto e del nuovo sé.

Alla fine del lungo viaggio, e di questo disco, si giunge al Nichilismo: l’eliminazione di ogni ideale e di ogni valore morale.

Questa forma di nichilismo spinge l’uomo ad identificarsi come colui che supera i propri limiti, cioè le proprie credenze, in vista di una ricostruzione delle stesse: c’è il superamento del concetto nieztchiano di nichilismo.

La canzone che chiude il disco, infatti, è La verità: la chiave di lettura sono i seguenti versi.

“Un’unica ragione spinge l’uomo, è il sentimento
Se tutti aveste il freddo che mi veste
Intendo l’empatia che sento
Vedreste quanto il tutto è nulla, andreste controvento”

Lo scarto che bisogna comprendere è che non siamo più nell’superomismo del filosofo tedesco, bensì nell’ottica di Emanuele Severino (filosofo contemporaneo): lui ci indica che è necessario ripensare l’essere, cioè tutto quello che ci circonda. Bisogna capire ciò che da origine a tutto ciò che possiamo osservare e percepire!

La distruzione dei valori morali, che associamo al pensiero del post-moderno, si unisce alla visione dell’anti-nichilismo severiniano: l’uomo è sempre stato parte di tutto ciò che lo circonda! Non ha mai costituito qualcosa di diverso da questo. Nell’albero che vediamo c’è una parte di noi, così come in noi c’è una parte dell’albero.

Siamo un singolo momento, di questo tutto, che scompare e che non è mai esistito come qualcosa di diverso dalle cose che vediamo e percepiamo.

Soul of a Supertramp: la nascita della tragedia

Il concetto di superuomo è stato abusato nel corso del tempo: spesso non si riesce a comprendere cosa sia autenticamente. La svolta sostanziale che determina la nascita del superuomo è il riconoscimento di uno scopo nella vita. In Soul of a Supertramp, Mezzosangue non fa altro che affermare il proprio scopo: produrre musica!

Il mezzo di comunicazione e il fine per il quale si agisce coincidono perfettamente! È l’inizio di una nuova epoca per l’artista, il quale riconosce la falsità di tutti i valori etici e morali, abbandonandosi completamente allo spirito dionisiaco!

È necessario spiegare, quindi, la differenza tra spirito apollineo e spirito dionisiaco: l’apollineo, risalente all’antica Grecia, è un tentativo di comprendere la realtà secondo categorie! Tutti i costrutti mentali che ordinano la realtà, negando il caos e la parte passionale dell’uomo, vengono spazzati via.

Lo spirito dionisiaco è l’esatto opposto: è la parte meno razionale dell’uomo che si da interamente alla caoticità ordinata dell’arte.

Post-moderno e nichilismo: la Shambhala di Mezzosangue

Mezzosangue, dandosi interamente allo spirito dionisiaco, rinuncia alle categorie che articolano la realtà – è attraverso queste categorie che diciamo che il tavolo è quadrato o che l’acqua è trasparente. Le certezze umane vengono meno: è il concetto della morte di Dio.

Siamo arrivati al pensiero della postmodernità elaborato da Gianni Vattimo (storico filosofo torinese): la mancanza dei valori che compongono la realtà e la società, determina la frattura in questo percorso, con la successiva crisi dei valori morali. Non è più possibile distinguere in modo netto il bene dal male, il giusto dallo sbagliato.

Questo processo si nota nella traccia Circus, dove il rapper romano non spreca forti critiche: una società fatta di qualunquismo, ipocrisia e statica. Gli schiavi deridono altri schiavi, succubi di un sistema che fa finta di inglobarli!

“Gli animali in gabbia esplodono di rabbia sotto serratura
Il pubblico applaude la pecora infame che ora pascola
Mangia nel circo con le amiche schiave”

La risposta al problema in Mezzosangue è il concetto buddista della Shambhala (il regno ideale): secondo la tradizione buddista, è possibile accedervi solo dopo l’allontanamento dalle passioni. Tale percorso prevede la sempre maggiore crescita spirituale fino al raggiungimento dell’illuminazione: solo ciò porterà a spiegare l’autentico senso della propria esistenza.