14 dicembre 2018
Recensioni

Abbiamo recensito Rapture, la nuova docuserie dedicata all’Hip Hop di Netflix

>Cristiana Lapresa Cristiana Lapresa
Mar 30, 2018

Qualche settimana fa noi de lacasadelrap.com siamo stati invitati a recensire in anteprima alcuni episodi della nuova docuserie di Netflix dedicata all’Hip Hop: 8 puntate, ognuna di esse incentrata su un artista iconico che ha segnato la storia di questo genere. Si parte da Nas e Dave East, per passare a T.I., Rapsody, Logic, fino ad arrivare a G-Eazy, A Boogie wit da Hoodie, 2 Chainz e Just Blaze. Questi i nomi dei protagonisti di questo nuovo contenuto made in USA che vi aspetta proprio da oggi, 30 marzo 2018, sulla piattaforma n°1 dello streaming mondiale. Proprio di Just Blaze è stato anche diffuso il primo trailer ufficiale che vi abbiamo presentato qualche giorno fa in anteprima per il nostro portale.

Veniamo a noi. Come sappiamo, negli ultimi anni Netflix ha incrementato con nostro immenso piacere l’offerta di contenuti dedicati alla cultura hip hop, destreggiandosi tra vere e proprie serie per così dire più “cinematografiche” come The Get Down, o Luke Cage, e documentari più incentrati su quelle che sono le componenti delle quattro discipline (come Hip Hop Evolution) e i loro derivati (dal sampling, alle radio di Stretch e Bobbito, alla moda di Fresh Dressed).

Rapture si aggiunge alla lista come serie a sé stante, che prende in esame la parte più umana e meno “spettacolare” degli artisti che vi hanno partecipato, così come l’hip hop è vissuto e raccontato da un punto di vista più emotivo e meno come fenomeno culturale di massa. In parole povere, usciamo dagli ovattati studi di registrazione e scendiamo dalle scalette del backstage dei palchi, per immergerci in una visione più intima ed emotiva dello stardom e dei lustrini, prendendo in esame la persona, più che il personaggio, e lasciandogli raccontare di sé in un flusso di coscienza, comodamente seduti in poltrona. Un po’ come quando si va in terapia: l’uomo dietro l’artista esce allo scoperto, andando a punzecchiare il lato più debole del sé, che svela i pro e i contro dell’essere un personaggio di fama mondiale.





Ogni artista si racconta con estrema semplicità in ogni episodio, aprendosi con lo spettatore senza filtri, portandoci dentro un momento ben preciso della sua vita, così come ogni episodio ci mostra quell’andare oltre il fenomeno, oltre il fare musica, puntando il focus su cosa si sente e non su ciò che si fa, ed inoltre su cosa si può fare in più, sfruttando la propria posizione mettendola al servizio dell’arte, della società, delle persone. Dietro ogni album, ogni concerto, ogni tour mondiale, c’è infatti un artista che ha lavorato duramente affrontando i propri limiti e le proprie paure, il proprio vissuto personale e la propria storia familiare che altro non sono se non la base da cui l’arte stessa è stata generata.

Da Logic e G-Eazy che raccontano delle proprie difficoltà domestiche, del rapporto difficile con la famiglia e delle situazioni border-line che li hanno spinti a rifugiarsi nella scrittura, mai pensando di raggiungere un risultato così grande come suonare nei più incredibili festival del mondo (il Lollapalooza, nel caso di G-Eazy), a Nas e Dave East, che narrano della vita criminale del Queens prima di essere qualcuno, fino a T.I., che incarica la sua musica di diffondere un messaggio sociale molto forte, in sostegno della comunità afroamericana.

Ognuno di questi personaggi dello spettacolo contribuisce, in Rapture, a mostrare un lato dell’hip hop che propriamente non è quello conosciuto dalle masse: gli instore, i tour, la folla di fan e l’immaginario collettivo dietro questo genere ormai divenuto mainstream sono solo una delle facciate di un movimento in grado di comunicare qualcos’altro. La serie mostra quel lato dell’hip hop e della musica rap che la maggior parte del pubblico, soprattutto quello educato da poco all’ascolto di determinati contenuti artistici, fino a questo momento non ha scoperto o non riteneva rilevante.

La storia dietro l’ascesa al successo è ben diversa da quella che ci si aspetta. Il retroscena è pieno di sacrifici, sudore, difficoltà. La musica viene creata senza mai dimenticarlo – Logic, ad esempio, soffre di ansia, e scrive una canzone contro il suicidio che aiuterà centinaia di persone che la ascolteranno a non perdere la speranza:

“I want you to be alive, I want you to be alive, You don’t gotta die today, You don’t gotta die” – Logic

G-Eazy mostra le sue debolezze nella vita in tour, accettando e riscoprendo il bisogno di stare solo, così come di essere solo se stesso, lontano da tutto questo.

“These groupies at these parties, they don’t even know the real you / I’m worried ‘bout you, hope you never do enough to kill you / Decide what you want, ‘cause I can only wait until you / Push me so far, then I’ve got nothing else to tell you / If I don’t make you happy, hope success and all the wealth do / Little bird, little bird, little bird, little bird / Spread your wings /And fly away” – G-Eazy

Nas è diventato uno dei rapper più ricchi del pianeta, raccontando e onorando le storie di tutti i giorni, e nonostante questo riconosce e ribadisce sempre la propria umiltà al servizio del vero messaggio dell’Hip Hop, aiutando coloro che fanno lo stesso (Dave East)  ad emergere e a far sentire a loro volta la propria voce; T.I. si è dedicato alle lotte per i diritti civili, incontrando i protagonisti del movimento e improntando su queste battaglie i temi principali della sua musica.

“We say black lives matter, you say all lives / But y’all ain’t the ones gettin’ hogtied / Persecuted, executed, one day it gon’ be time for retribution / Hope you don’t ever see your son in an institution” – T.I.

Insomma, persone vere, reali, con paure, problematiche, sogni, speranze come ognuno di noi. Nessuna censura: tra i momenti più alti, emotivamente parlando, lo sfogo di Logic, in lacrime di felicità nel raccontare il passato davanti le telecamere e ammettendo di avercela fatta, o ancora l’emozione e l’orgoglio di T.I. nel prendere parte a una delle manifestazioni del Black Lives Matter, con l’impegno e la commozione del volersi battere di lì in poi per la causa.

Rapture è: emotiva, intellettuale, profonda, sensibile, d’impatto, reale, psicologica, sorprendente. I discorsi sono affidati per la maggiore ai protagonisti dell’episodio, in campo e fuori campo; in seconda battuta ai loro familiari, amici, collaboratori, conoscenti che li raccontano nel privato, narrando dettagli della loro vita personale. Ogni aneddoto viene affiancato da immagini estratte dai grandi concerti degli artisti, per mostrarne il punto di arrivo, così come da piccole clip della sfera familiare, finendo alla documentazione di fatti realmente accaduti, come le scene di violenza da parte della polizia bianca riprese dalle camere di sicurezza nell’episodio di T.I.

La morale dei diversi episodi, così come il punto in comune tra questi, è quella dell’unione e della resistenza: fare arte unisce le persone, la musica dà una ragione per combattere, ispira la rinascita e l’espressione sia personale che collettiva. Attraverso l’hip hop si può scoprire e cambiare sé stessi, migliorarsi e dare l’opportunità di migliorare, educare, insegnare a vivere secondo valori importanti e fondamentali. Più di tutto quello che possediamo, la cosa più importante che abbiamo sono gli ideali, così come ribadisce T.I.: questa è la vera forza dell’hip hop, e il rap è un mezzo che aiuterà a prenderne consapevolezza e che, alle volte, salva letteralmente la vita.

Cristiana Lapresa
Caporedattrice di questo incredibile portale. Oltre la magia della scrittura, raccolgo idee e cerco di trasformarle tutte in emozioni.