24 marzo 2019
Recensioni

Sopravvalutato, ma necessario: ecco 202 di White Boy

>Chiara Cinti Chiara Cinti
Dic 18, 2018

Perdersi tra gusti personali, mode, categorie e quant’altro è estremamente facile, soprattutto se si parla di musica. Per questo la seguente analisi non ha tenuto conto di alcun parametro di confronto. L’album di cui sotto, è stato analizzato fine a se stesso. Ci tenevo, quindi, a specificare che i voti riportati non sono stati messi per porre 202 sul piedistallo al di sopra dei lavori pubblicati da altri artisti nel 2018. I voti fanno capo al lavoro in sé, preso come singolo oggetto, posto su uno sfondo neutro. Non è un album migliore degli altri che abbiamo recensito. Non è un album peggiore degli altri che abbiamo recensito. Questo è, nell’accezione più estrema, solo il commento di 202.

Se si parla di underground romano c’è di sicuro un nome che viene subito in mente: la Do Your Thang Records. Casa discografica che vanta una moltitudine di artisti da schierare sui palchi della capitale, la DYT decide di chiudere in bellezza quest’anno pubblicando 202, secondo album del rapper White Boy. Nome d’arte di Cristian Dionisi, classe ’91, White Boy non è di certo un novellino sulla scena e in questo suo ultimo lavoro, lo mette bene in chiaro.

202 è disponibile su tutte le piattaforme digitali a partire dal 17 Dicembre. Sarà inoltre possibile acquistare con un pre-order la copia fisica con annesso poster in edizione limitatissima e la versione Special Pack.

Mi mancava avere in play un album con Intro e Outro, che sapesse ponderarli al punto giusto da dargli esattamente la connotazione di inizio e fine di un progetto musicale. Queste due tracce abbracciano quello che è un discorso che passa dal spiegare cosa l’artista sta mettendo in discussione e il suo perché. Già leggendo la tracklist ci si rende conto di un particolare. Due tracce, Bad Meets Evil e Interlude, sono un esplicito riferimento ad un pilastro del rap mondiale. Sebbene non manchino le skit nei brani, di cui una identica a quella in Kim, l’influenza di Eminem si sente nell’esposizione dei testi. Diretto, sprezzante, ironico e sempre con il medio alzato. Non vi ricorda proprio nessuno?

L’ALBUM IN VOTI

Instrumental 8.5/10

Ciò che rende l’intero album scorrevole dall’inizio alla fine sono le basi. L’ottimo equilibrio della tracklist accontenta alla grande i nostalgici, amanti delle basi con i bassi potenti. Se volete possiamo definire 202 un album dalle sonorità old school, ma che di old non ha assolutamente nulla. Esperto ormai del settore, Squarta in Outsider produce un beat che mi ha reso veramente difficile l’ascolto del testo tanto era il trasporto per questa base. Ammetto che mi è saltata la pulce al naso ascoltando Terapia, perché dopo 9 brani che mi hanno mandato a fuoco le cuffiette, emerge un pezzo che sono riuscita a vedere parte della totalità dell’album solo dopo qualche ascolto. E in quel momento mi sono accorta che il discorso di cui parlavo prima nell’introduzione, è mediato proprio dal cambio di toni che, dapprima ti danno il benvenuto ad un album di sprezzo e autocelebrazione, per poi passare da Rubber Soul a Squarta in un mood di ribellione e denuncia, fino all’espressione di un artista più riflessivo e fermo nelle sue idee attraverso un sound più cupo e ricercato come in No Buono feat. Pacman XII prodotta da Alan Beez, e Solo featuring Penny Wise.

Lyrics & Skills: 8.0/10

Problemi di metrica o flow White Boy non ne ha mai avuti. È stato sempre in grado, anche nelle molteplici collaborazioni che ha avuto, di sapersi giostrare bene gli incastri nel rap game. Lancia una continua sfida ai suoi colleghi o avversari, addirittura inserisce una skit sul finale di Trash Talk che lascia poco spazio all’interpretazione:

Quindi c’è una sola cosa, secondo me che dovete fare da domani mattina, una cosa che vi dovete ricordare. Dovete stare zitti. Perché rassegnatevi che molti di voi sono nati pubblico e moriranno pubblico.





Ed infatti tra nuovi giochi d’incastro e riferimenti ai suoi lavori passati, il rapper romano saltella da una traccia ad un’altra passando in rassegna sia l’attuale scena musicale che argomenti socio-culturali, come in Family Day, riuscendo a ritagliare uno spazio anche per delle tracce introspettive che fin ora avevano avuto un ruolo, seppur costante, piuttosto marginale. Perché, sebbene utilizzi molto l’ironia per esporre le sue ragioni, stavolta ha optato per una buona dose di serietà incorniciata nei suoi immancabili trick.

Style: 6.5/10

Non me ne vogliate se qui sono scesa col voto, perché nonostante l’album come ho già detto risulti equilibrato sono rimasta sorpresa dalla costanza. Non tenendo conto di Bad meets Evil, che spicca tra tutte per l’unione di testo e contenuti, 202 rimane un album in linea con i precedenti lavori di White Boy. Personalmente mi aspettavo un lavoro molto più personale e approfondito in grado di presentarmi un artista, di tanta bravura qual è, leggermente cambiato visto l’anno e mezzo di stacco da Nato Puro. La crescita indubbiamente c’è stata, ma nei testi questa evoluzione non è venuta fuori.

Visual

La copertina realizzata dal 7SEI2, duo creativo composto da Giovanni Bordieri e Matteo Petese, cavalca l’onda degli artwork per le cover. Il cupo personaggio che dà il volto a 202 potrebbere essere lo stesso Villain di cui White si serviva per presentarsi al pubblico in Nato Puro. Cover di grande impatto che rispecchia lo stile dell’album nella sua interezza, niente fronzoli, un approccio minimale che fa da portavoce a:

Tieniti gli spicci e mi tengo il talento.

Voto finale 7.7

Di lunedì, 202, è in grado di farvi affrontare lo scoglio dell’infinita settimana che vi si prospetta davanti. Certo, chiudere il 2018 lasciandosi dietro questo lavoro mette un po’ di malinconia, ma mi fa anche pensare alla quantità di opportunità alle quali ci condurrà l’album. Infatti, già per gennaio è previsto il launch party, e White probabilmente ce lo ha detto già nell’intro:

Benvenuto nel trip questo è solo l’inizio.

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7.7

Instrumental

8.5/10

Lyrics & skills

8.0/10

Style

6.5/10
Chiara Cinti
Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.