08 dicembre 2019
Report

Don Diegoh & Ice One @ Bologna

>Raffaele Lauretti Raffaele Lauretti
Gennaio 02, 2016

Allora, cari giovani bboys che ci seguite, è il 19 dicembre, siamo a Bologna e stasera suonano Don Diegoh & Ice One, accompagnati da Microspasmi (in città, in realtà, ci sono almeno altre due serate di musica rap, proprio oggi che la città è semideserta a causa delle vacanze natalizie e degli studenti fuori sede che ritornano in Patria); comunque, dicevamo, stasera suonano questi bei giovanotti, nonostante la scarsa affluenze che ci si prospetta davanti.
Si comincia con un po’ di ritardo, nel frattempo il djset dei ragazzi di Arena 051 -organizzatori della serata- suona forte e chiaro.

Intorno alle 00.30 salgono sul palco i Touchdown Brothers (giovane gruppo bolognese) e il buon Dj Dima: una ventina di minuti di show, con ottime strumentali, un buon rap e un’arroganza -proprio quell’arroganza mista a incoscienza tipica dei 20enni- fondamentale per portare un ottimo show, nonostante la responsabilità nell’aprire a pesi massimi del rap italiano. Il pubblico si prende bene, le strumentali corrono veloci e, tra un omaggio a Sean Price e un beat di Dj Dima, è quasi l’una quando Goedi fa partire la strofa di Fibra de “Non sei una figa”, al termine del quale attacca Medda. Una scaletta di 10 pezzi, per una quarantina di minuti in totale, che ripropone classici come la già citata “Non sei una figa”, passando per “Va bene okay”, un freestyle pulitissimo e l’annuncio di un disco nuovo, in uscita a maggio, che non riceve i boati che dovrebbe. Dopo averci ricordato quanto Bologna sia stata fondamentale per questo genere in Italia (“La Mecca” citando Medda), il tutto si conclude
con “Troppo Rap“, ultimo pezzo di Medda registrato per la neonata Com Era Records del buon Bassi Maestro.

Il palco viene lasciato libero per Don Diegoh, Ice One e una bottiglia di rum, rigorosamente scuro, a fare le doppie.
Si comincia con “Re Nessuno“, una strofa da Carati e subito un freestyle: live & direct, un MC e un DJ a fare il rap, omaggiando icone come Joe Cassano o i Sangue Misto, assicurandosi il supporto del pubblico con delle metriche serratissime, il tutto senza sbagliare mai un colpo. La scaletta, preparata sul momento da Ice One, autentico sensei del duo -che pare voler mettere in difficoltà il giovane padawan-, prevede brani di Latte & Sangue come “Tutto qua”, “Porte chiuse” o “I miei fratelli”, brani della precedente fatica di Don Diegoh, Radio Rabbia, come “Ci siamo persi” o “Just Believe in Me” e autentiche sessioni di freestyle che, ad un tratto, vedono il produttore romano stendere un buon beatbox per accompagnare il crotonese.

Dopo aver lasciato che il pubblico si sfogasse urlando a dovere, le note di “Lascia” permettono agli spettatori -svuotati dalle propria urla- di godersi il pezzo in un mood unico; raggiungiamo così la prima ora di show, durante la quale i due artisti lanciano props e amore per Bologna e questa cultura: è così che parte “Lettera d’amore“, confessione de core per l’Hip Hop. Applausoni, risate, pressabbene e un “Noi avremmo finito ma…” che lascia spazio ai due ultimi brani: “Ciao Pà” e “La Bella & la Bestia“. Un’ora e mezza fatto di ottima musica, tanti tanti feelings e tantissima fotta, in un connubio che -vuoi per il rum, ormai finito- lascia tutti un po’ storditi e presi bene.

Report a cura di Raffaele Lauretti
Raffaele Lauretti
Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.