15 dicembre 2019
Report

Egreen live @ Bologna

>Raffaele Lauretti Raffaele Lauretti
Gennaio 27, 2016

Mezzanotte e dieci, sulla parete che fa da sfondo al palco splende forte e chiaro il logo Arena 051, dj Dima ha appena lasciato il posto a P-Kut -arrivato ottavo allo scorso DMC, campionato mondiale per dj-, Bargeman lo ha già annunciato e il Locomotiv s’è riempito, aspettandolo.
Certo, c’è stata l’ottima presentazione di “Kappa-O vs De André” da parte di Kappa-O, accompagnato per l’occasione da Collasso, dall’Hard Squat Crew, Ribbores, Virux e Blacklist, ci sono stati gli ottimi campionamenti di Faber e l’hardcore tutto bolognese, ma adesso è il turno di turbofantagigi3000 aka Egreen.

Uno show d’impatto, privo di un vero e proprio momento di pausa, privo di un encore perché non c’è bisogno di fronzoli, di far finta di andarsene: “ragazzi, tranquilli, Fantini è presente“.

Il live, come il suo ultimo disco, si apre con Riepilogo 2015 e P-Kut dice subito la sua con dei cuts a effetto. Penny Hardaway, Solo amore, the Rockshow, Ulysses scorrono una dietro l’altra: delivery on point, diaframma allenatissimo, carisma a palate, extrabeat pulitissimi e un dj potente è davvero tutto quello che serve per confezionare uno show di rap come si conviene, senza cercare né pretendere una fantomatica evoluzione. Non c’è la codeina, non c’è nessuna necessità di fare cose diverse dal rap così come si è sempre fatto. Egreen è puntuale nel dare ciò che ci si aspetta da lui e P-Kut è il degno partner in crime della vicenda: juggling sulle ruote d’acciaio e cuts creano un’atmosfera di presabbene generale che pone il “Joe Satriani del rap italiano” in uno stato di grazia particolare: the shooter, blackout freestyle, Maceo Parker freestyle, Shake n Bake, Heads up sfilano velocissime infiammando il pubblico. P-Kut si lancia di nuovo in dei super-scratches, Fantini rivolge un saluto e un omaggio a Primo Brown e, dopo un paio di pezzi, omaggia la città che lo ospita invitando sul palco uno dei pupilli della città: Brenno Itani sale sul palco per Levi-Strauss, presente sul recente Perle ai portici.

Un’ondata di saluti inondano il club, citando, ricordando, salutando Roy Persico, Brain, la FNO al completo, l’Arena 051, i Cammelli, Zona Dopa, la PMC, la Pro Evolution Joint, dj Trix, dj Dima e le crew di bboys, tutto in pochi secondi perché poi arriva l’ultima ondata di rap tra gli scratches del ticinese.
Il marchio del condor è l’ultimo brano, prima del sempre apprezzatissimo Intro. Per Fantini non è scontato fare 200 km per trovare un locale pieno a aspettarlo, e non seguono selfie con il pubblico ma -queste sono le sue parole- possiamo “dire di essere andati a un concerto di rap serio”. Nessun disco in vendita, come promesso, al banchetto ci sono le t-shirt e va benissimo così.

Ringrazio l’Arena 051 per la cortesia dimostrata.
Album di foto qui.

Report a cura di Raffaele Lauretti
Raffaele Lauretti
Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.