09 dicembre 2019
Report

Primo – Cor Veleno live

>Raffaele Lauretti Raffaele Lauretti
Marzo 26, 2016

Sono arrivato all’Atlantico, sono le 20, i cancelli sono già aperti e la fila è lunghissima. Stasera a Roma c’è una grande festa per salutare un amico scomparso qualche mese fa: Primo Brown.
Il concerto è sold-out, il Dj set è partito e mentre la folla viene fatta entrare, si fanno le 22, momento in cui salgono i Metrocubo Blindato sul palco. L’acustica del posto è ottima, il locale è ormai gremito e, a parte i collassi di alcuni giovani di tanto in tanto, il tutto è sfilato senza intoppi. L’opening, che ha visto i già citati Metrocubo Blindato, seguiti dai GDB, Turi e Franco Negré, Brokenspeakers, per il totale di un’oretta circa. Le prime immagini di Primo vengono proiettate, quando Grandi Numeri e Squarta salgono sul palco per dare inizio alla vera e propria festa. Squarta ci tiene subito a precisarlo: è una festa, non si accettano cose tristi e soprattutto i discorsi non servono affatto, quando è la Musica a parlare.


Foto tratta dall’account Facebook dei Cor Veleno

Il primo ad aprire le danze è stato Tormento e l’impressione che mi sono fatto è che in realtà, man mano che tutti gli ospiti sfilavano, noi stessimo partecipando tutti insieme ad una sorta di “messa laica”; seppur la scena romana -e italiana più in generale- sia sempre stata contraddistinta da scazzi, beef, divari storici, l’atmosfera che si poteva respirare era quella di puro divertimento, priva di qualsiasi tensione. Tutti uniti, insieme, per salutare un ragazzo che poco più di venti anni fa -come ricordato da Danno– giocava ad inventarsi il rap insieme ai suoi amici. Un ragazzo che, in vent’anni e passa di carriera, ha avuto modo di incontrare decine di altri artisti e centinaia di fan, trattando tutti con un’umiltà e una gentilezza straordinarie e che ha lasciato un’intera scena di artisti e fan a raccoglierne l’eredità.


Foto tratta dall’account Facebook di Ensi

Con una band a disposizione (Danilo Davelli alla batteria, Gabbo Centofanti al basso e Davide Aru alla chitarra), le strofe sono sfilate via veloci: da Madbuddy a Ensi, passando per Nitro, Coez, Rancore, Amir, Il Grosso, Gemitaiz, Hyst & Roy Paci, Rak, Piotta, Stokka, Canesecco, Mezzosangue, Johnny Marsiglia, Salmo e Colle der Fomento, cercando di tirar una summa di quella che è stata la carriera di Primo: mai vittima del suo stesso personaggio, riuscendo a portare avanti un suo proprio stile e una propria attitudine. Trastevere, Sotto shock, Ciao Frate’, Diamanti, Con la morte non si scherza, Due e trenta demmerda, Ottimo, 21 Tyson, Potente in culo, Cantano tutti, In nome del padre, Le guardie i pompieri e l’ambulanza, Tanti saluti, Spigne!, Cor veleno.


Foto di Jammai

Certo, qualcuno ha scordato qualche strofa, magari qualcuno ha fatto un paio di errori, ma è forse proprio di questo lato umano che dobbiamo esser felici poiché abbiamo goduto di questa reunion che ci ha permesso di suonare insieme perché, proprio come Primo c’insegna, “qua è piena di grazia solo l’ultima jam session“.

Guarda l’album fotografico completo QUI!

A cura di Raffaele Lauretti
Raffaele Lauretti
Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.