24 marzo 2019
Report

“Roma brucia” d’amore. Eccovi il report del live della Love Gang

>Aniello De Stefano Aniello De Stefano
Lug 28, 2017

Domenica scorsa, il 23 luglio, non potevamo mancare alla seconda giornata del festival “Roma Brucia” svoltasi all’ex Dogana dopo l’abbandono della storica location “Villa Ada”. Partiti da casa con un discreto quantitativo di hype, siamo arrivati poco prima dell’inizio del live di Ketama126 e Pretty Solero, membri della Love Gang di cui anche Carletto e Franchino fanno parte. Kety e Pretty hanno portato sul palco uno show pieno di energia, performando per intero tutta l’ultima fatica discografica di Ketama “Oh Madonna” e alcune loose tracks sparse della loro discografia. “Oh Madonna” in particolare è un disco che mi sento di consigliare caldamente a tutti gli amanti della trap e soprattutto della scia vapor/cloud a là Yung Lean, tanto per fare un esempio. Se infatti amate la trap caciarona, piena di self endorsement e riferimenti a carbonare sul polso, oltre che ovviamente nel vostro piatto, avrete certamente pane per i vostri denti. Forse anche di più: vi sfido a non entrare in fissa sin da subito con “Canadair” e a rimanere impassibili al ritornello di “Piccolo Kety” che è terribilmente catchy.

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Subito dopo una vera e propria celebrazione della Love Gang recitata a braccio da Ketama e dal Solero, si son catapultati sul main stage i tanto attesi Carl Brave e Franco126 che hanno rotto il ghiaccio con “Solo Guai”, infiammando il pubblico praticamente dai primi vocalizzi alla Kid Cudi maniera. Al primo ritornello infatti tutti quanti erano pronti, noi compresi, a immortalare il momento tramite i propri smartphone sui vari social network creando una vera e propria barriera di cellulari sviluppatasi dalla prima fila in poi. Tra un’Instagram Stories e l’altra, il concerto è corso via molto velocemente e i due hanno portato sul palco tutte quante le Polaroid che compongono il disco, aggiungendoci “Medusa” che a tutti gli effetti è l’undicesima istantanea dell’album fotografico.

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Il tutto si è poi concluso con un medley dei loro pezzi rivisitati con chitarra e batteria, usato anche probabilmente per non concludere prematuramente il live. Personalmente aspettavo con curiosità di vedere Carl e Franco all’opera dal vivo soprattutto alla luce del fatto che in “Polaroid”, per quanto sia un gran bel prodotto, vi è un uso smodato dell’autotune.
Per quanto possa aver infottato il pubblico, il quale ha cantato a squarciagola per tutto il concerto, e nonostante abbiano mandato tutti quanti a casa in presa a bene, la performance è stata tutto fuorché perfetta. Dal vivo infatti, per quanto i due mettano sicuramente impegno nel riproporre al meglio i propri pezzi, il rappato canticchiato caratteristico di “Polaroid” perde parte di quel pathos e di quella magia che in cuffia si percepisce ad ogni nota. Di certo poi non ha aiutato la qualità audio del festival, che complice le urla del pubblico, non è stata delle migliori. Una nota di demerito va infatti fatta anche al volume stesso del concerto, che a tratti è sembrato veramente troppo basso per poter risultare comprensibile trasformando i nostri in dei “Mumble Rappers” d’oltreoceano. Andando a soppesare pregi e difetti, la performance offerta dai due è stata sicuramente di buon livello ma soprattutto molto piacevole e spontanea. È raro infatti assistere a performance divertenti e genuine, senza fronzoli ma con lo scopo unico di far cantare il proprio pubblico delirante.

Carl e Franco non offrono di certo il miglior show a cui voi possiate assistere, ma la loro è una esibizione alla quale vale la pena assistere anche solamente per intonare le proprie canzoni preferite insieme ad altre 6 mila persone. Urlare e schiamazzare durante “Sempre In Due” insieme agli altri, scatenarsi sulle note di “Pellaria” o tirarsi addosso due “Noccioline” vale assolutamente il prezzo del biglietto. Mette a tratti paura, inoltre, il grado di simbiosi raggiunto tra il duo e il pubblico che cantano in pratica all’unisono ogni parola/nota quasi sembrando una cosa sola. Quasi come se un’intera generazione si identificasse nelle personalità dei due rapper trasteverini che intonano un inno generazionale degli anni 10 in maniera nuda e cruda, come forse pochi altri hanno saputo fare negli ultimi anni. Roma brucia per il caldo praticamente tutte le sere d’estate, ma per una notte ha bruciato d’amore. Amore in pieno stile Love Gang, a base di Sex Drugs & Autotune come direbbe Pretty Solero.

Leggi anche la recensione di "Polaroid" di Carl Brave x Franco126.

Aniello De Stefano
Hip Hop addict since 1995, faccio cose, scrivo articoli e vedo concerti. Saltuariamente e nel tempo libero studio Giurisprudenza.