21 maggio 2019
Report

Kiave presenta le Voci Spiegate del carcere di Varese

>Eleonora Cannizzaro Eleonora Cannizzaro
Maggio 17, 2018

Kiave torna ancora una volta a portarci dentro alla realtà carceraria e lo fa in una nuova location: la Casa Circondariale di Varese. Reduce dalle esperienze della Casa Circondariale di Monza e del Carcere Minorile Beccaria, si apre un nuovo scenario che stende il tappeto a nuove possibilità di intervento ad altri Istituti.

Il 21 aprile si è tenuto il live di conclusione del progetto, durante cui si sono esibiti i ragazzi detenuti affiancati dal rapper cosentino. A raccontarvi di questa esperienza saremo io (Eleonora) attraverso le parole e Lara con le sue fotografie (clicca sulle foto qui sotto oppure va’ in fondo all’articolo per la photogallery completa).

In verità il mio è un punto di vista abbastanza particolare. Non scrivo da semplice spettatrice ma anche da operatrice che ha preso parte a questo progetto, come è successo per alcune delle iniziative già citate sopra. Questa volta ho scelto di parlarvene in prima persona in modo da avvicinarvi ulteriormente a quello che è successo e a cui ci siamo dedicati, cercando di essere più oggettiva possibile.

Cos’è Voci Spiegate?

Voci Spiegate è un progetto che vuole riunire le esperienze di laboratori Hip Hop che Kiave ha vissuto durante questi anni. Il format in generale consiste in una serie di incontri settimanali all’interno del carcere che diano ai ragazzi detenuti un nuovo strumento per esprimersi attraverso la musica. Il viaggio parte dalle origini e dalla storia dell’Hip Hop, passa per le nozioni tecniche di scrittura, incontrandosi con l’ascolto di grandi classici, facendo pit stop riflessivi e di confronto, per poi concludersi nella fase di registrazione dei pezzi.

La vision e la mission

La visione dell’intero progetto ha le basi nell’Hip Hop, nella giustizia sociale e in quello che ne è rimasto della Costituzione Italiana. L’idea della rieducazione che per molti versi risulta ancora fresca e utopica è quello che dovrebbe accadere di fatto all’interno della macchina della Giustizia. A questo si ricollega anche l’Hip Hop: l’espressione, la provocazione, la voglia di riscatto e la forza per farcela; ma soprattutto la paura, la sfida, l’unione e la solidarietà.

La missione consiste nel creare un album di tracce registrate dai ragazzi detenuti e dar loro modo di esibirsi su un palco dimostrando agli altri ma soprattutto a sé stessi di cosa si sia in grado di fare. Sviluppare empowerment.

Il live





Avere a che fare con la burocrazia e con le istituzioni è sempre qualcosa di complesso, ma possiamo ritenerci altamente soddisfatti, ringraziando tutte le forze messe in campo. Dal direttivo, ai volontari, agli operatori, è arrivato il sostegno di coloro che ci hanno creduto e ci credono.

Al live hanno assistito questi ultimi, alcuni ragazzi delle scuole superiori di Varese, altri ragazzi detenuti, parenti, stampa e tante altre persone anche molto diverse tra loro. Alcuni seduti, altri in piedi. L’entusiasmo e il sostegno è arrivato soprattutto da altri ragazzi reclusi, in piedi a tenere il tempo e ha caricare di fotta i compagni sul palco.

La squadra on stage composta da Pach, Tony, Domino e Labi, ha superato ogni aspettativa durante l’esibizione. La (comprensibile) paura pre esibizione e l’ansia di non farcela sono state scacciate via in fretta da un sacco di audacia, simpatia, ironia e soprattutto coraggio.

L’album

Il disco, composto da 13 tracce, sarà a breve pubblicato online. Le strumentali già edite sono state scelte dai ragazzi detenuti stessi, che ci hanno scritto sopra i propri versi (ed anche qualche citazione, in pieno stile rap). I testi raccontano della loro esperienza di vita, ma soprattutto di reclusione, tenendo fisso l’obiettivo della scarcerazione in un’ottica di redenzione e di riavvicinamento ai loro cari, dimostrando voglia di allontanarsi dagli ambienti e dai fattori di rischio che li hanno portati a delinquere.

Vi parleremo prossimamente dei brani prodotti, che saranno accompagnati dai testi delle canzoni, nel frattempo godiamoci le foto!

Eleonora Cannizzaro
Assistente Social(e) del rap italiano e della vita in generale a.k.a. Redattrice con OCD