21 aprile 2019
Zoom In

Zoom In #15: Pula+ presenta “Featuring Pula”

>CarmeloJP CarmeloJP
Aprile 10, 2017
Salve amici internauti e benvenuti alla puntata numero quindici di Zoom In, la rubrica di approfondimento de La Casa Del Rap in cui gli artisti ci raccontano, traccia dopo traccia, un loro progetto discografico. Il protagonista di questa puntata è l’artista torinese Pula+, al secolo Andrea Pugliese, che ci presenterà “Featuring Pula“, il suo nuovo album in uscita domani (11 aprile 2017) che è stato annunciato tramite una campagna di crowdfunding su MusicRaiser, la quale ha raggiunto il goal in sole due settimane.
L’artista torinese – chiamarlo con l’appellativo di rapper è ormai riduttivo – quest’anno festeggia un decennio di carriera solista musicale. Carriera che è iniziata, appunto, nel 2007 quando diede alla luce “Mia Fobia“. In seguito rilasciò due mixtape, “Tua Grande Paura” e “Tranquillo Mai Stato“, con i quali si fece notare da Fabri Fibra che, nel 2010, gli produce il web-album “+PulaxTutti“. Questo gli apre le porte di una major come Universal, per la quale nel febbraio del 2012 fa uscire “Di Niente E Di Nessuno” che era stato preceduto, ad agosto, dal mixtape “In Forma“. Nel 2015 firma per Giada Mesi, etichetta capitanata da Dargen D’Amico, per la quale pubblica un album dal genere non definito, come lo stesso titolo suggerisce: “Non Lo So“. Quest’ultima avventura è la prima svolta musicale di Pula+ che esplorerà nuove strade sonore che lo porteranno a realizzare un suono crossover con l’album che oggi vi presentiamo: “Featuring Pula”.
In questo album Pula+ prende consapevolezza della sua dimensione artistica al 100% e si sente libero di suonare la chitarra in ogni brano e di non coinvolgere altre voci, ma piuttosto di circondarsi di altri musicisti di talento. Ezra, già al fianco dei Casino Royale, è uno di questi musicisti ed è stato fondamentale per la realizzazione dell’album: sin dai primi provini ha coprodotto tutto il progetto fondendo drum machine a batterie reali e operando vari interventi suoi suoni. Poi ci sono Marco Zangirolami che ha coprodotto il brano “Capello Bianco” e ha masterizzato il disco, i due chitarristi Buzzy Lao e Anthony Sasso, Diego Perrone (che attualmente collabora con Caparezza) ai synth e Marco Pugliese alla batteria.
Tralasciando le tendenze musicali in voga al momento, Pula+ ha realizzato un prodotto che lo rappresenta appieno in cui non ha paura di mettersi a nudo.
“Featuring Pula” è dunque un disco dalle liriche esplicite, ma allo stesso tempo poetiche, un disco sentimentale, ma senza pietà.
Questo nuovo lavoro – racconta Pula+ – si chiama Featuring Pula perché ci sono io in tutte le canzoni… direte ‘ovvio, certo’ e i n effetti è così ma ci sono io nel senso che ci sono come non ci sono mai stato“.
Dopo questa doverosa introduzione, lascio la parola – e ne approfitto per ringraziarlo – a Pula+. Buona lettura!

cover: Pula+ – “Featuring Pula” 2017

 

01. CERCHIO DI FUOCO
Credo che una canzone possa andare oltre la canzone stessa, quindi oltre se stessa, raccontando un’esperienza di chi la canta. Voglio invitare chiunque ad andare oltre la canzone e accompagnarlo nel mio viaggio e nella mia vita. Con l’obbiettivo che diventi esperienza comune. Ho deciso di liberarmi di alcuni pesi e imbarazzi, come quando ho pulito il piscio da terra nel bagno di un locale, prima di suonare. Ero tutto sbronzo e pensavo fosse il mio.

02. ESSERE SE STESSI NON HA SENSO
Non ho mai capito cosa significasse la frase “sii te stesso”, dal momento che io sento di appartenere a diversi Pula, a diversi Andrea (mio vero nome) e anche a diversi Sebastian (che è il mio secondo nome). Essere se stessi è un concetto che mi manda troppo in confusione, preferisco continuare a donare la mia vita a tutte le diverse parti di me.

03. GIUSTIZIA E PERDONO
Abbiamo tutti diversi lavori, diverse vite, diverse vittorie e sconfitte. Ma apparteniamo tutti a un’unica società, fatta di persone che cercano di non soccombere ai propri errori e al proprio passato. Che cercano di mediare una vita sociale e lavorativa con il proprio essere, le proprie aspirazioni e i propri sogni. È questo che ci fa sentire meno soli.

04. IL FREESTYLE DEL FREELANCE
Quello del freelance è il mio secondo lavoro, dopo la musica. Ritengo che il posto fisso sia un’idea ormai antica – o per lo meno non adatta a me – e preferisco avere il mio tempo e la mia gestione di vita, anche a costo di incappare in alcuni ostacoli del cazzo, tra cui le tasse o la mancanza di lavoro o la sovrapposizione di consegne di lavoro. La vita del freelance è un po’ come un freestyle, devi sempre trovare la cosa giusta al momento giusto e non puoi programmare un cazzo. Il gioco è così.

05. CAPELLO BIANCO
Ho scritto questa canzone dopo essermi guardato allo specchio una mattina e aver notato il mio primo capello bianco. Da lì è nata una riflessione su di me, sulla vita in generale, e cosa significasse questo capello per me. È una canzone d’amore per lui prima di tutto.

06. DIEGO
Vorrei diventare padre ma ho paura a programmarlo e credo che la vita ti doni le esperienze quando non te l’aspetti. E non ha senso essere troppo rigidi, ma conviene abbandonarsi all’imprevisto. Se mai avrò un figlio, vorrei chiamarlo Diego.

07. PEZZI DI ME
Ho scritto questa canzone dopo aver fatto una lunga passeggiata per Torino. Ogni angolo mi ricordava qualcosa, una litigata con una ragazza, una birra bevuta, un tram aspettato. Vivendo si spargono pezzi di sé e non è sempre detto che tornino indietro. Così come quando lotti contro te stesso. Bisogna essere consapevoli che lottando contro se stessi l’altra parte di noi perderà.

08. IL CATTIVO
Ho sempre una presenza dentro di me, che mi consiglia, che mi rende la vita difficile. È il mio diavolo e questa è la nostra chiacchierata, anche se in realtà lui ritiene che il dialogo non sia la soluzione migliore, ma mi invita ad avvicinarmi a lui e ad annusarlo.

09. COME TE
È una canzone d’amore. Preferisco non specificare la persona a cui l’ho dedicata, perché non voglio influenzare l’ascolto. È giusto che ognuno pensi a una persona a lui cara e al suo concetto di amore. Quando due persone, per capirsi tra loro, cercano di diventare l’uno simile all’altro, il rischio è che si ribaltino i ruoli e continuino quindi a non assomigliarsi e capirsi.

10. ADDIO A MODO MIO
Mi sono fatto aiutare da qualche birra per sciogliermi e scrivere questa canzone. È la mia canzone d’amore nei confronti della cosa che più mi ha riempito la vita: la musica. È un Addio A Modo Mio proprio perché non lo è fino in fondo, è forse solo un modo per gonfiare il petto e farle paura. Ma gli errori sono sempre stati anche miei, nel non aver vissuto questo amore in maniera disinteressata e aver cercato sempre qualcosa duramente, facendo sì che a volte il sentimento venisse meno. Amo la musica e lei ama me. Anche questo è uno dei tanti rapporti d’amore burrascosi.

11. ALIBI
Secondo me quando veniamo al mondo siamo già tutto. Siamo già intelligenti, bravi in tutto, saggi, grandi. Gli insegnamenti e le dottrine con il tempo ci hanno reso meno agili, ci hanno irrigidito. Secondo me gli uccelli volano perché non sanno di avere le ali, se lo sapessero inizierebbero a farsi mille domande, che diventerebbero dubbi, per finire in ostacoli.

Anche questo quindicesimo episodio di Zoom In è giunto al termine. Nell’attesa di conoscere i vostri feedback sulla rubrica e sul lavoro approfondito, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo episodio.
 
Carmelo Leone
Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.