28 gennaio 2020
Zoom In

Zoom In #18: Cali ci racconta “L’Uomo Con Due Cuori”

>CarmeloJP CarmeloJP
29 Maggio, 2017

Salve amici internauti e benvenuti alla puntata numero 18 di Zoom In, la rubrica di approfondimento in cui faccio accomodare un artista sul divanetto del salottino virtuale de lacasadelrap.com e mi faccio raccontare, traccia dopo traccia, un progetto musicale. Oggi ho l’onore di avere ospite direttamente dalla scuderia Unlimited Struggle, il rapper trevigiano Cali, in quale ha pubblicato il 28 aprile scorso il suo nuovo album ufficiale: “L’Uomo Con Due Cuori”, distribuito da Unlimited Struggle e Hector Macello Records. La carriera artistica del rapper veneto inizia nel 2008 quando pubblica, sotto lo pseudonimo di Cuorenero, l’EP “Chapter 1: Evil’s Son” prodotto da Mistaman e Aleksander Putionsky. Nel 2009, Cali, pubblica il suo primo album ufficiale: “L’Odio Del Mondo Rese l’Uomo Schiavo dell’Amore” – che è uno di quei pochi dischi di rap italiano che ancora oggi è in heavy rotation nel mio Hi-Fi. Nel 2010, invece, unisce le forze con il suo compaesano e amico Mistaman e ai produttori L.A.S.E.R. per dar vita al progetto “Blasteroids”: un project album che guarda al futuro, pur mantenendo le solide radici radicate nel passato. A questo progetto contribuirono anche Ghemon, Frank Siciliano, Nex Cassel, Giuann Shadai, Roc B a.k.a. DJ Shocca, Dj Rockdrive e Dj Tsura. Dopo quattro anni di silenzio, ritorna sotto i riflettori nel 2014, quando rilascia l’album “La Malattia”, interamente prodotto dal beatmaker torinese AleAKA. Ecco che quindi, dopo altri 3 anni, è arrivato il turno del suo nuovo album ufficiale: “L’Uomo Con Due Cuori”. Il disco, grazie alle elevate skills dei producer Fid Mella e Morpheground, spazia dal rap al jazz, passando per l’elettronica senza mai annoiare l’ascoltatore, ma anzi catapultandolo in un mondo nuovo tutto da scoprire, e in cui scoprirsi, dove i flussi di coscienza e le liriche mai scontate di Cali fanno da Cicerone. Dopo questa breve, ma doverosa presentazione, lascio la parola a Cali – e ne approfitto per ringranziarlo per la sua disponibilità – che, come anticipato, ci guiderà in questo suo nuovo viaggio. Allacciatevi le cinture, buona lettura e buon ascolto!

 

cover: Cali “L’Uomo Con Due Cuori” (2017)

01. Problemi
Un uomo, con due cuori (uno dei quali ridotto parecchio male), scende al binario 1 della minuscola stazione dei treni di Sankt Pölten dopo dodici ore di viaggio di cui circa una di sonno. Passata l’arcata d’uscita (/ingresso) trova un telefono a gettoni ingrigito dal tempo, vi entra, inserisce il gettone e chiama un suo caro amico. La discussione è quella che potete sentire all’interno della traccia.





02. Man in the mirror
Dentro al bagno/doccia/terrazzo del tugurio che l’annuncio chiamava “stanza arredata con cucinotto” (dove per cucinotto intendevano un fornello elettrico malfunzionante), l’uomo parla allo specchio. Una prima visione romantica di sè e del suo viaggio mentre una seconda (una specie di correzione della prima) molto più realistica e dura. Non credo di aver mai ascoltato un pezzo intero di Jadakiss.

03. Tarda notte
L’una passata, la luce che da verso l’esterno attira ogni tipo di insetto per poi mandarlo a sbattere contro la schiena nuda dell’uomo. Dalla sua casa incastonata su di una collina che tiene d’occhio il golfo del Quarnero, riflette sul significato-sul perchè della sua fuga. Una sorta di liberazione dal giogo auto-impostosi per lunghi anni. Alla fine non ha importanza quanto durerà, se durerà, il riflesso che avrà la sua scelta sulla sua vita è senza luogo e senza tempo.

04. Acquario di squali
Si dice che la solitudine prolungata porti la parte inconscia del tuo cervello a pensare che tu stia morendo, direi che è sufficente come descrizione.

05. Ciao bello ciao
Non avevo mai scritto niente, prima di questo pezzo, di dedicato alle persone con cui sono cresciuto e visto quanti ne ho scritti mi è sembrato doveroso. In studio con noi mentre producevamo/scrivevamo c’era una di queste persone.

06. National Geografic
L’uomo sale in macchina. Tre semi-sconosciuti fumano erba come se la regalassero in piazza. Il fumo passivo gli regala quella piacevole sensazione di intorpidimento tachicardico che lo porta a desiderare di trovarsi altrove. Luci al neon sfrecciano fuori dal finestrino.

07. L’uomo con due cuori

Forse l’unico modo corretto per vivere serenamente questa vita è non aspettarsi nulla. Chiunque avrebbe potuto scoprirlo (con un po’ di fortuna) frantumando un biscotto della fortuna a fine cena, l’uomo preferisce arrivarci dopo qualche birra seduto su una pachina a Kepler Platz.

08. La stanza del fumo
Perla interamente suonata da Morpheground.

09. Il processo
Lato B. Tutto il disco è pensato per essere stampato su vinile, dalla durata dei pezzi, al numero di pezzi per lato a molti dei pezzi stessi. Questa, nella mia testa, è stata per qualche settimana la prima traccia del lato A dopo di chè è diventata la prima del lato B. Di nuovo ma al contrario, una prima visione cruda e realistica della sua vecchia vita mentre una seconda più romantica e gentile.

10. F.P.R.M.
Credo nella vita non ci sia nulla di definitivo, questo pezzo parla semplicemente della capacità umana di adattamento.

11. Pause
L’ascensore corre lentamente verso il 26esimo piano del building situato al centro esatto della nuova Kowloon city. Pareti a specchio, luce asettica. Assieme all’uomo, due giovani ragazze asiatiche ubriache urlano i loro cazzi in un dialetto incomprensibile. Non serve nemmeno che si finga disinteressato.

12. Definizione
L’uomo sta seduto su una poltrona consunta, le gambe mangiate dai tarli (le gambe della poltrona) e la fodera strappata, in un casolare abitato dalla polvere. Il fumo di mille sigarette impedisce ai suoi polmoni di funzionare correttamente ed alla sua mente di afferrare un qualsiasi concetto che stia più in la del suo naso. Ricorda il suo ultimo amore, i suoi viaggi con gli amici e altre cazzate che spera in quel momento di dimenticare presto.

13. Home
Dalla piattaforma che da sul mare parte una scalinata infinita che porta al suo appartamento. Tutto intorno piante di lavanda e rose selvatiche crescono libere. Dieci minuti di camminata in salita. Una serie di scalini larghi meno di 20 cm infilati uno dietro l’altro che l’uomo cerca di quantificare ogni volta che li percorre ma di cui perde il conto, ogni volta, circa a metà strada. Ama quella terra.

14. Russian roulette
Un sacco di immagini scritte perché rimangano tali. Degno di nota: il riferimento alla cultura rock-psichedelica di un po’ d’anni fa.

15. Vivila
Devo dire la verità su questo pezzo, è uscito per caso. Non voleva ne moralizzare ne suonare saccente eppure fa entrambe le cose. Bellissimo il giro.

16. Inverno a Vienna (allegro ma non troppo)
Fine novembre. La finestra a doppio vetro guarda direttamente su Reumann Platz. Due vecchi con un forte accento serbo parlano, ridono e bevono grappa seduti alla fermata del tram. Rappresentazione perfetta della condizione umana.

Anche questo diciottesimo episodio di Zoom In è giunto al termine. Nell’attesa di conoscere i vostri feedback sulla rubrica e sul lavoro approfondito, vi saluto e vi do appuntamento al prossimo episodio.
Carmelo Leone
Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.