24 marzo 2019
Zoom In

Zoom in: John Durrell presenta Jataka, ascoltalo in streaming esclusivo per lacasadelrap.com

>CarmeloJP CarmeloJP
Feb 15, 2018

Salve amici internauti, benvenuti alla venticinquesima puntata di Zoom In! L’ospite di questo nuovo episodio è John Durrell che ci racconterà, traccia dopo traccia, “Jataka“: il suo nuovo progetto musicale in uscita oggi per Jamrock Records ed in streaming esclusivo per lacasadelrap.com. John Durrell è attivo, musicalmente parlando, dal 2012 e si è fatto un nome nei circuiti delle gare di freestyle nazionali. Infatti, con lo pseudonimo di Dr Jack, raggiunge la finale del Tecniche Perfette 2015 e si aggiudica la vittoria del Fight Club 2017. Il progetto musicale che oggi vi presentiamo, “Jataka”, è stato interamente prodotto da James Logan ed è composto da otto tracce in cui John Durrell si impersona, in ogni traccia, una persona diversa con una storia e punti di vista diversi. Potremmo definire questo progetto un’antologia. Le liriche ed il flow di John Durrell si amalgamano perfettamente agli eleganti tappeti sonori realizzati da James Logan creando un’alchimia che permane per tutta la durata di “Jataka”. Il disco è reperibile in copia fisica scrivendo a info@jamrockrecords.com.
Adesso lascio la parola a John che ci racconterà “Jataka” traccia dopo traccia. Buon ascolto e buona lettura!

“Jataka” è una raccolta di storie. Una piccola collezione di racconti di uomini diversi, con ruoli diversi, in fase diverse della vita. Il mio lavoro è stato solo quello di tendere le orecchie ed ascoltare le esperienze altrui tentando di farle mie. Tutti i beat vengono fuori da un confronto continuo tra me e lo straordinario James Logan che è, a mio avviso, il beatmaker emergente con più spessore. La cose che apprezzo di James sono la sobrietà e l’eleganza dei suoi beat che non scadono mai nel banale o nel pacchiano. Avevamo l’obiettivo di dare a “Jataka” un’atmosfera scura, un’anima tribale e un sound moderno. Credo che ce l’abbiamo fatta alla grande!

1. Non siamo al cinema
L’amore è quella lancia sottile che permette ad una persona di entrare dentro di noi. Ci permette di condividere un pezzo di anima e attribuisce all’altra persona il potere di scaldarci il cuore o ferirlo. Può darci forza o divorarci dall’interno. Quando amiamo e ci lasciamo amare diventiamo anche responsabili nei confronti di chi ci sta accanto, ma ce ne dimentichiamo troppo spesso. Per cantare il ritornello di questa traccia ho scelto la voce della donna che amo, forse con la speranza implicita di metterla in guardia dal farmi del male.

2. A/R
Non è facile essere padre. Tantomeno se lo si diventa non per scelta. Non è facile essere figli di qualcuno.  Tantomeno essere figli di chi non ti è accanto. Chi non si sente all’altezza di essere padre spesso dimentica che per amare non bisogna essere all’altezza di nulla. Chi cresce senza padre spesso dimentica che un padre è un meraviglioso e fallibile essere umano.





3. Scie
Sento il racconto di un volgarmente definito “immigrato”. Guardo i suoi occhi mentre mi parla del viaggio. Penso alla parte africana di me. Penso a come vivrei un viaggio del genere. Penso alle onde, alla nausea, al barcone, alla puzza, ai fondali, alla calda e secca terra che mi accoglie quando arrivo. Penso a me salvo in riva che guardo l’orizzonte. Penso alle scie sbiadite lasciate dai gommoni e al fatto che da una parte c’è la casa da cui scappo e dall’altra la terra in cui arrivo che ancora non riesco a chiamare casa.

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4. Voci nella testa
Il mondo dei pazzi è il loro mondo. Per noi è da pazzi, per loro è da pazzi non considerarlo normale. Lo stesso discorso vale per gli artisti. Hanno il loro modo di vedere il mondo e sono gli altri a definire “arte” questa loro visione. Il confine tra follia, anticonformismo e arte spesso è il pubblico a tracciarlo. Conosco il rispetto di William Pascal nei confronti della musica, conosco la passione con cui la vive ogni giorno. Sono fiero di avere la sua partecipazione su questa traccia e apprezzo tantissimo la delicatezza con cui ha trattato il tema.

5. Voglia di fare
Sono nato e cresciuto in un paese. All’Università ho vissuto in un quartiere tranquillo di Teramo. Se le realtà piccole da un lato aiutano e proteggono, a volte sono limitanti. Soprattutto per le grandi ambizioni o per i lavori atipici. In questa traccia non ho fatto altro che accumulare la noia, l’apatia degli anni vissuti. Per farlo ho chiesto l’aiuto di un altro artista che stimo parecchio e che amo particolarmente quando utilizza il suo timbro più “annoiato”. TMHH è talmente perfetto per questo brano che potrei essere io il featuring!

6. Negritudine
L’atmosfera più tribale dell’album! Lo sfogo che qui descrivo è lo sfogo di tutti i pensatori che spesso vengono additati come pessimisti o come persone cupe. Ma non si è forse più cupi nel soffocare una risata dal vivo per poi scriverla in chat? Non si è forse più cupi nel nascondere le proprie emozioni. Non sono forse più cupi i giudicatori seriali? Tutti loro sono cupi, scuri, neri! Più di me!

7. Rivoluzione
Rivoluzione non vuol dire per forza evoluzione! I cambiamenti epocali, se frutto di una rivoluzione, spesso fanno fare passi indietro all’umanità. È altresì vero che per andare avanti bisogna guardare indietro e farlo con rispetto. Questo pezzo è sicuramente il più personale all’interno di un album così depersonalizzato. Sono da sempre aperto ai cambiamenti, soprattutto alle sperimentazioni e alle contaminazioni in ambito musicale, ma non sopporto chi dimentica le radici o le tratta con disprezzo.

8. Mi porto un’era
Ho alleggerito il contenuto, aggiunto un bel po’ di autotune e sguinzagliato quella parte di me che vuole prevalere in qualsiasi disputa. Non mi ero mai cimentato in un pezzo meramente autocelebrativo e mi è piaciuto farlo su un beat drill come questo. Quale vita ho vissuto in questo pezzo? Semplicemente quella di molti ragazzi di oggi che hanno molta voglia di parlare e poche cose da dire. O meglio, che anche se spesso hanno poco da dire, lo riescono a dire alla grande.

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Nell’album ho voluto inserire una sorpresa. La troverete solo nella copia fisica ed è firmata John Durrell & D-Back. Ci tengo a ringraziare la mia etichetta, Jamrock Records, per l’impegno che sta riversando quotidianamente su questo progetto, così come Riccardo Primavera che è il motore instancabile di  una promozione forte e l’impatto. Grazie a tutti coloro che hanno già acquistato l’album, a chi l’acquisterà e a tutti i sognatori.

Carmelo Leone
Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.