21 novembre 2019

Henderson è il nuovo leader della Zulu Nation

>Raffaele Lauretti Raffaele Lauretti
Maggio 08, 2016
Il co-fondatore della Universal Zulu Nation, Amad Henderson, in un video su YouTube ha parlato ufficialmente della futura leadership dell’organizzazione. Secondo un comunicato video rilasciato ai membri, è Henderson ora il capo della Zulu Nation, segnando la rimozione ufficiale e pubblica del fondatore ed ex-leader Afrika Bambaataa.
Anche se un comunicato diffuso sul loro sito web alludeva ai cambiamenti nella struttura dell’organizzazione, Bambaataa non era in precedenza stato direttamente citato né il Consiglio aveva ufficialmente preso le distanze dalla leggenda dell’Hip Hop, nonostante le accuse di molestie ricevute.
“La dichiarazione ufficiale arriva da noi, proprio qui”, ha detto Henderson, seduto sotto uno striscione recante l’insegna dell’organizzazione. Un membro ha continuato a leggere una dichiarazione scritta: “Stiamo pubblicamente annunciando la rimozione ufficiale di Afrika Bambaataa dalla Zulu Nation, sulla base delle numerose accuse di molestie.” La dichiarazione ha sottolineato, poi, che Bambaataa non era leader ufficiale del gruppo sin dal 1994.

Il Consiglio Zulu aveva precedentemente appoggiato Bambaataa, anche di recente. In mezzo a conflitti interni, però, i membri della nazione erano preoccupati che il riconoscimento dei fatti avrebbe messo a repentaglio l’immagine pubblica dell’associazione. Durante l’incontro ad Harlem di mercoledì notte, un membro del consiglio supremo si è rivolto pubblicamente ai rappresentanti di diverse sezioni locali e nazionali, sostenendo di parlare a nome del Consiglio “sotto ordine esecutivo.”
Penso che sia molto importante che tutti i membri sappiano cosa sta succedendo”, ha detto. Egli ha poi incoraggiato i membri a tenere il passo con i loro capi di sezione e di continuare a fare il proprio lavoro di carità sotto la bandiera Zulu, nonostante le domande di molti su quel che riguarda il loro leader.
Ha continuato sfidando poi la fedeltà di coloro che avrebbero scelto di prendere le distanze dal gruppo dicendo che:”coloro che desiderano lasciare, non erano veramente mai stati con noi fin dall’inizio.”
Una circoscrizione indignata ha chiesto risposte da Bambaataa se stesso, che non ha partecipato alla riunione a causa delle minacce di violenza. Questi membri erano profondamente feriti e arrabbiati per le accuse, e necessitavano di sentire Bambaataa stesso la sua versione dei fatti. “Se la testa viene tagliata, il corpo cade,” ha detto un membro, “Alla fine della giornata, siamo tutti membri della Zulu Nation qui. Facciamo di tutto per Zulu. Non si tratta di controllare la nostra fedeltà. La nostra fedeltà è lì.”
Il Consiglio aveva già rilasciato una dichiarazione pubblica sul loro sito web, e nella dichiarazione di ieri mattina, hanno resa chiara la loro posizione sulle accuse: “Noi come organizzazione non permettiamo a queste accuse di infangare il nome o l’eredità della Zulu Nation. Prendiamo queste accuse molto sul serio perché abbiamo un’organizzazione che investe sui giovani, con la missione di salvare giovani vite attraverso la cultura hip-hop.”
La Zulu Nation continuerà a servire la comunità con il nome adottato al momento della sua fondazione. Intanto, la Zulu Nation ha iniziato a sviluppare modi di affrontare gli effetti che le azioni di Bambaataa hanno avuto sui membri attuali e su coloro che si sono allontanati dall’associazione.
Mentre alcuni membri hanno lasciato già l’associazioni, alcuni chiedono una revisione completa del Consiglio. Per ora un cambio di leadership e la rimozione strategica dei più vicini a Bambaataa- di coloro che possono sapere qualcosa- è in corso.

Raffaele Lauretti
Scrivo di rap e studio filosofia. Nel tempo libero mangio la carbonara.