12 novembre 2019
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Sto Magazine #5: Luchè e gli altri ospiti

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
Marzo 01, 2017

 

Sta iniziando a strutturarsi in maniera sempre più solida l’appuntamento mensile di Sto Magazine che, con l’avvicendarsi degli episodi, continua ad accrescere la propria offerta di approfondimenti dedicati al panorama rap nostrano.
Dopo Tedua, Charlie Charles, Fabri Fibra e IZI, il main guest di questo quinto mese di contenuti firmati Sto è Luchè. Sempre per la regia di Jamie Robert Othieno ed intervista curata da Antonio Dikele Distefano di fronte alla telecamera troviamo Luca Imprudente. Con alle spalle una carriera solida nel duo partenopeo dei Co’ Sang, attualmente ha raggiunto un nuovo apice della sua carriera solista dopo i successi inanellati attraverso le pubblicazioni degli album “L1”, “L2” e il più recente Malammore, disco fuori dal mese di luglio per Roccia Music/Universal Music. Dopo essersi raccontato nella seconda stagione di Down With Bassi, lo ritroviamo qui.
 

Nella sezione Talk and Play Session troviamo come ospite Mecna, ma non la playstation… Freschissimo di Lungomare paranoia, pubblicato lo scorso 13 gennaio per Macro Beats, il disco ha da subito suscitato grande interesse tra fan e addetti ai lavori, debuttando al nono posto della classifica FIMI dei dischi più venduti e all’ottavo posto nei vinili. “Lungomare paranoia” è un lavoro coraggioso che prende definitivamente le distanze dagli schemi e dalle sonorità che caratterizzano il rap italiano più attuale. Mecna ha voluto scavare a fondo nel suo modo di essere, con riflessioni ancora più intime e personali, capaci di parlare a una generazione che guarda con paura al futuro e che si è da subito riconosciuta nei suoi testi confidenziali e diretti. Dal 18 febbraio Mecna è in tour con il suo show dal vivo, supportato dal dj e producer Lvnar e da Alessandro Cianci ai synth, chitarra elettrica e voci.
 

Per Sto Magazine Freestyle abbiamo ben quattro videoclip, di cui tre, diretti da Luca Spagnoli e il #9 curato da Francesco Viscanti. Le strofe sono di: Dusiem, una novità quasi assoluta quella di Piter Nikolic classe ‘92 nato ad Ascoli Piceno ma di Trieste d’adozione, su una produzione di Big Den & Markus che lo stanno accompagnando nel suo progetto solista; Lazza, il giovane veterano milanese, dopo aver lavorato al fianco della Blocco Recordz per il mixtape “K-1” (2014) è attualmente fuori con il singolo “Maleducati” per 333 Mob; Plant, rapper pugliese di 17 anni che da sfoggio delle sua abilità su un beat prodotto da Soyle & Sunken ed infine il freestyler torinese Boro Boro su una produzione di Lekter.
 

 

 

 

In questo episodio di inizio Marzo, non troviamo Sto Answers, ma al suo posto le novità sono ben due. La prima è rappresentata da Sto Beat, ovvero una selezione delle migliori produzioni di beatmaker emergenti, che ogni venerdì vengono caricate su YouTube, dopo una selezione da parte dello staff di Sto Magazine. Come per il freestyle, anche qui, è possibile autocandidarsi. In che modo? Semplice, mandando la propria produzione alla mail di riferimento: magazinesto@gmail.com

I beat proposti sono due e sono firmati rispettivamente da AVA e Mojobeatz, entrambi al lavoro con Capo Plaza, tant’è che nel brano “Non si ferma” hanno anche avuto modo di co-produrre la strumentale. Il rapper salernitano classe ‘98 fa parte della scuderia Sto Records e molto probabilmente è al lavoro, proprio con AVA e Mojobeatz, sul suo prossimo progetto discografico.
 

 

Il secondo approfondimento prende invece il nome di Sto Boulevard. In sostanza un breve documentario sulle città e sui quartieri nei quali sono cresciuti i rapper coinvolti negli episodi che si succederanno. Rap e territorio hanno da sempre un legame che li unisce a doppio filo. Proprio per questo, credo che i report prodotti saranno molto appassionanti. Il primo di questi video-report è diretto da Luca Spagnoli, condotto da Endri Kalthi, per la regia di Antonio Dikele Distefano. Protagonista Enzo Dong, lui che a “Secondigliano regna”, in un momento storico dove la giunta del Sindaco Luigi de Magistris ha dato il via allo sgombero degli edifici popolari costruiti tra gli anni ‘60/’70 e diventati nel corso del tempo simbolo del degrado della periferia nord di Napoli. Il progetto di abbattimento delle “Vele” di Scampia prevede la demolizione di tre delle quattro “Vele” (la A, la C e la D) e la trasformazione della B in sede degli uffici della Città metropolitana. Scorrono a fianco delle vicende politiche ed urbanistiche, quelle socio-culturali ed economiche di chi chiamava qui luoghi “Casa”.
 

 

Carlo Piantoni

 

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.