24 agosto 2017
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Phedra presenta il lyric video del singolo “Ro/Ma”

>Jammai Jammai
agosto 01, 2017


Prosegue il lavoro di Phedra, femcee romana classe ’86. Con Suarez, l’artista capitolina, ha confezionato il lyric video animato del singolo “Ro/Ma”, prodotto dal compagno di vita Arnebeats.
In esclusiva per lacasadelrap.com, Phedra ci ha presentato il suo nuovo singolo. Conosciuta soprattutto per l’energia e la forza comunicativa che trasmette durante i suoi live, potenti e d’impatto, dopo una pausa dovuta alla nascita della sua bambina Valeria, Phedra è tornata al 3tone Studio per ultimare “Hardcore”, il suo primo album ufficiale prodotto interamente da DephaBeat e Arnebeats. Già anticipato dal primo liryc video “Mossa sbagliata”, prodotto da Depha e masterizzato da Fuzzy per Quadraro Basement, con la pubblicazione di “Ro/Ma” prosegue il cammino di Phedra verso l’uscita del disco, atteso per settembre 2017.

Benvenuta su lacasadelrap.com. Partiamo subito diretti! Il brano è chiaramente un quadro realista della tua città. Raccontaci del tuo rapporto con la città eterna e con le sue situazioni quotidiane.
Ciao ragazzi, daie!
Roma la amo. Sono nata a San Basilio, poi mi sono spostata a Nomentano (ma mia madre continua a vivere a San Basilio) e poi a Monteverde (e continuiamo ad avere l’attività di famiglia a Nomentano). Questo per dire che Roma la vivo a pieno spostandomi e dividendomi tra Roma nord e Roma sud.
Lavorando nelle scuole periferiche, in particolare Torbella Monaca, avendo l’attività di famiglia al quartiere Africano e avendo lavorato nei bar e nei pub di viale Parioli, via Nemorense, piazza Vescovio ecc. ho avuto modo di conoscere bene le varie sfaccettature della città.
Sono innamorata dei suoi luoghi semplici, delle borgate, della gente delle borgate, delle piazzette con i tavolini e i veterani del luogo che giocano a carte mentre i pischelli fanno comitiva nel parchetto accanto. Ma altri aspetti di questi luoghi mi rattristano come la dispersione scolastica o la facilità con cui i ragazzini, parlo anche di bambini di 8 o 10 anni, hanno accesso alle droghe pesanti senza nessun tipo d’informazione e tutela da parte delle famiglie o da strutture competenti, presenti invece in zone più benestanti. Motivo per cui poi nella comitiva del parchetto sotto casa ci rimangono tutta la vita.
Roma non è che si ama o si odia, Roma si ama e si odia. Se resto in città per un lungo periodo di tempo senza spostarmi inizio a desiderare di evadere, perché questa è una città folle, piena di controsensi e ti fa impazzire. Ma quando parto, e un paio di viaggi che ho fatto sono stati belli lunghi, passano due o tre giorni e ne sento immediatamente la mancanza. Sono legatissima alla mia città, come tutti i romani.

Ormai siamo nell’epoca dove, più che mai, l’occhio vuole la sua parte. Come mai la scelta di accompagnare i tuoi singoli con dei lyric video? Com’è nata la collaborazione con Suarez, sotto questo aspetto?
Per quanto riguarda i primi due estratti del disco ho preferito fare così. L’occhio vuole la sua parte ma siamo in un periodo in cui ci sono talmente tante uscite e video da vedere, fatti in tutti i modi, alcuni molto simili tra di loro e alcuni proprio uguali, alcuni molto belli, altri terribili, che ho scelto di fare uscire due pezzi con una formula semplice. Dovete concentrarvi solo sulle parole che scorrono e sulle liriche.
Che Suarez (Nacapito/Gdb Famija) abbia accettato di lavorare a ben due pezzi del disco mi rende onorata perché come ho già detto altre volte è il mio artista preferito, ed è un vero artista completo. Nel tempo l’ho conosciuto e ho avuto modo di suonarci insieme, di fargli vedere i miei live, di fargli sentire i miei pezzi, e ha apprezzato i miei lavori. È una collaborazione che è nata con il tempo e senza forzature.

Il tuo rap è fortemente legato alla scuola romana. Secondo te cosa rende così riconoscibile e forte questo stile?
L’accento incisivo e coatto, lo slang coatto, il modo di gesticolare sul palco coatto, le chiusure coatte (io ovviamente traduco la parola “coatto” come “forte” e non come “forzato”).  Il rapper romano più che raccontarti le cose te le “sputa addosso”. Bene così.

Al 3tone Studio, con DephaBeat e Arnebeats, stai ormai ultimando il tuo prossimo disco: “Hardcore”. Tra l’altro Depha spesso lavora con femcee. Ma cosa dobbiamo aspettarci dal progetto?
Depha lo conosco da tanti anni e ci collaboro da tempo. E poi sia ben chiaro, sono la prima mc donna con cui ha lavorato (ahah).
“Hardcore” sarà prodotto in parte da lui e in parte da Arnebeats (Barracruda). Al momento sto programmando le uscite alternando le produzioni di ognuno, che sono molto diverse fra loro.
“Ro/Ma” in questione è prodotta da Arne. Appena ho sentito il beat ne sono rimasta entusiasta e in due giorni ho scritto le liriche. L’uso dei sample vocali è pazzesco, la ritmica è potente, d’impatto, e allo stesso tempo la melodia è malinconica. Mi ha dato una bella carica sfociata in uno spunto riflessivo in cui la mia città ha avuto i riflettori puntati.
Depha e Arne hanno due stili differenti che nel mio disco non sono sintetizzati, ma accostati ad un unico stile di rappata e di attitudine hardcore, la mia.
Ci tengo infine a dire che il master della traccia è opera di Fuzzy (Quadraro Basement), il top.

Siamo in chiusura. Ricordaci tutti i tuoi contatti, così da non perderci nessun aggiornamento in attesa del tuo prossimo disco. Grazie!
Grazie a voi, bella!!
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Photo © Paolo Gilli / No Skills Photography


Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.

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