12 dicembre 2018
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Sfera Ebbasta rockstar nella copertina di Rolling Stone

>Davide Buda Davide Buda
Gen 11, 2018

Il terzo album di Sfera Ebbasta, in uscita questo mese, si intitola Rockstar e presenta una tracklist, in due versioni, italiana e internazionale, assai interessante. Interamente prodotto dal produttore e socio in affari Charlie Charles presenta dei featuring niente male: Quavo e Drefgold  nella versione italiana mentre nella versione internazionale troviamo Miami YacineTinie Tempah,  Rich The KidLary Over.

Come se già tutto ciò non fosse abbastanza, Sfera è stato ospite della famosa rivista Rolling Stone dove si è espresso riguardo Sanremo e il perché del nome Rockstar per il suo album.

Ecco il frammento dell’articolo disponibile dall’11 Gennaio in edicola

“Il titolo del disco – Rockstar – avrebbe potuto essere Trapstar, ma sarebbe stato riduttivo rispetto a quello che stiamo facendo” – racconta il rapper – “non è più di nicchia, siamo popolari – anche nel mercato – siamo belli chiari e presenti alla gente. Ormai il rap è il nuovo rock, come attitudine. Il rock, soprattutto in Italia è diventato musica leggera, e l’unica rockstar rimasta è Vasco”. 

Parli sempre di soldi, di farli e spenderli. “Sono stato il primo a parlare di soldi. Una sorta di mio statement che ora è diventato di moda, lo fanno tutti. Il rap old school era più impegnato? A me di quella musica non arrivava niente. Il nostro messaggio è chiaro, anche un alieno lo può comprendere. Quanti dei famosi rapper impegnati lo hanno fatto perché davvero gli interessava? Io di politica non so un cazzo. Tanto, capirci o non capirci, mi sembra solo che alla fine la prendano tutti nel culo. Serve davvero che m’interessi di politica? Che ti dica che i politici ci rubano i soldi? I soldi non danno la felicità ma fanno in modo che tutto vada nel verso giusto: ho comprato casa a mia madre e ora me la voglio acquistare pure io. La tua vita sembra migliore con il cash”. 





Che dici di Fedez? Lui ha preso posizione, si è più volte politicamente schierato. “Dipende a che pubblico ti rivolgi. Parlare di politica ai bambini non credo serva a molto”.

Oggi nei tuoi pezzi parli di droghe leggere e medicinali legali “Oggi c’è più informazione sulle droghe e magari uno evita di diventare schiavo della cocaina. A me interessa solo la droga leggera e dello Xanax canto perché in riferimento a una modella. Come molti della sua generazione pensa che il fatto di non andarsi a prendere la busta dalla sputa palline, ma una medicina in farmacia, faccia meno male. Ma gli effetti, cazzo, sono terribili: mi sembra di vedere in giro solo rincoglioniti. È la nuova coca”.

Quali sono gli altri tuoi progetti per il futuro? “Mi piacerebbe suonare in uno stadio, come Vasco. Il mio sogno è San Siro, non ci sono mai stato. La prima volta che ci andrò sarà per suonarci”.

E dopo San Siro andrete a Sanremo? “Ora no, con quel pubblico, quello stile, quei presentatori sembra una roba così tanto italiana e antica che non ci andrei mai. Dovrei condurlo io, allora si che cambierebbe”.