12 novembre 2019
Interviste

Albe Ok presenta “Homeworks”. L’intervista

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
Giugno 10, 2016

Un saluto a tutti! Eccoci ad un nuovo appuntamento con le Interviste Scritte de La Casa Del Rap. Oggi vi presentiamo il botta e risposta organizzato con Albe OK, al quale abbiamo sottoposto una serie di domande sul suo percorso artistico all’interno del panorama rap italiano, cogliendo l’occasione anche per farci raccontare da lui del progetto #Homedition che ha trovato coronamento con la pubblicazione di “Homeworks”, fuori dal 9 Giungo in free download da www.albeok.com e in copia fisica con t-shirt scrivendo a: albeok@libero.it.

Consigliato il play a “Homeworks Mixtape”, per proseguire al meglio la lettura dell’intervista.

Punta di diamante della scuola genovese”, per prendere le parole spese per Albe Ok da Esa (OTR/Gente Guasta). Classe ‘82, si avvicina alla cultura Hip Hop nel ‘98, inizialmente come writer. Inizia a farsi conoscere come rapper intorno al 2004/5 con le battle di freestyle collezionando gradini del podio, fino a vincere il Tecniche Perfette in Toscana nel 2007. Rapper versatile con abilità a 360° in grado di spaziare da contenuti introspettivi a pezzi dallo stile grezzo e diretto, mantenendo l’incisività come caratteristica. Dal 2003 al 2011 fa parte dei collettivi più in vista della propria città: Zena Art Core e Full Clip Team, lavorando con il “best dj in town” Dj Kamo. Da qualche anno fa parte della prolifica realtà dello Studio Ostile del produttore/fonico Demo. Nell’ultimo decennio collabora con artisti di rilievo nazionale come Clementino, Tormento, Fedez, Shade, Jesto, Jack The Smoker, Pula+, Rayden, IZI e molti altri.
Nel 2008 è secondo nella sezione “artisti emergenti” all’HipHop MEI. Nel 2013 viene selezionato per il concorso nazionale Genova X Voi. Nello stesso anno vince il concorso “Hip Hop D’Autore” alla Fiera della Musica di San Donà di Piave (VE) ottenendo un contratto con Saifam (non firmato). Nel 2014 firma con il socio Sfera per la label milanese Hanorecord per il disco “Cose Belle”. Oggi, reduce dalla web-serie #Homedition che ha riscosso un discreto successo underground, lavora al nuovo disco che vedrà la luce nel 2016.
Laureato in Disegno Industriale, Albe lavora come grafico e cura personalmente l’immagine della sua musica, dalle copertine dei dischi, ai flyers, ecc. Per i videoclip invece si affida ai tre videomakers più attivi e riconosciuti a Genova e non solo, con i quali condivide lo studio.

Benvenuto su La Casa Del Rap. “In questo ambiente ne ho viste di ogni | scritto 100 pezzi in mille notti insonni e coltivato i miei sogni | Albe OK, la mia giostra non si ferma | non sono una nuova proposta, ma una riconferma”, queste le prime rime del freestyle #Homedition n.1. La tua passione per l’Hip Hop si mantiene vigorosa, cosa ti tiene sempre sul pezzo e pronto a rinnovarti?
Ciao, è un vero piacere essere qui. La frase che citi è stata l’input iniziale del mio nuovo progetto, ho sintetizzato la mia posizione e da lì sono (ri)partito. La mia passione è viva perché consiste nell’esigenza di esprimere o sottolineare concetti a cui tengo, attraverso il mezzo più potente che conosco per essere me stesso. La mia musica è lo specchio di ciò che sono, si rinnova, cambia e cresce con me.

All’interno del panorama Hip Hop italiano alcuni artisti vengono aggettivati come “sottovalutati”. Tu sei spesso tra questi nomi. Il tuo percorso, fatto di tanti lavori che non ti hanno mai visto risparmiarti, ma privo di un vero e proprio progetto ufficiale, è in cerca di riscatto? Ad esempio Jack the Smoker si è tolto un po’ di sassolini dalle scarpe con il nuovo disco. Qual è il tuo pensiero in merito?
Sono fan di Jack da sempre e sono contento che stia avendo un’esposizione maggiore grazie al suo ingresso in Machete, ma soprattutto grazie a lui, alle sue capacità. Il mio raccolto è sempre stato obbiettivamente scarso rispetto alle tonnellate di seminato, ma con il passare degli anni la mia voglia di spaccare cresce invece che diminuire, quindi sì, devo prendermi qualcosa. Nel sopracitato #Homedition n.1 dico: “date una medaglia al più sottovalutato in Italia”. È una frase provocatoria, una punchline. Sono anni che mi sento dire che sono quello (fra quelli) che meriterebbe(ro) di più, per cui mi sono permesso di giocarci. Detto questo, a me la parola “sottovalutato” nemmeno piace così tanto. Se è vero che ognuno ha quel che si merita, voglio meritare quello che posso ottenere, tanto o poco che sia, anche facendo una strada più lunga nel rispetto della mia attitudine, “che problema c’è, farò il doppio della fatica”.

Restando sul tema dell’attenzione nei tuoi confronti. Nel 2013 hai ottenuto un contratto discografico per un disco con la Saifam, il tuo ultimo lavoro è uscito per Hanorecord, eppure Albe OK si è sempre autoprodotto sostanzialmente. C’è un perché dietro a questo tuo (non) rapporto con le etichette, major o indipendenti che siano?
Qualche tempo dopo la mia vittoria di un contratto con Saifam, mi è stato comunicato che l’azienda non si occupava più di produrre gli artisti Hip Hop… Ho i mezzi necessari per arrangiarmi in modo indipendente e persone con cui collaboro a seconda del progetto. Sono un grafico per cui curo personalmente i miei artwork. Sono geloso di quello che faccio, ci tengo ad avere tutto sotto controllo dall’idea alla release, senza che mani esterne tocchino le mie cose, soprattutto dopo che anni fa un pagliaccio di discografico ha provato a fare il furbo per rubarmi due spiccioli. La cosa più importante per me è che la musica, la grafica e la comunicazione mi rappresentino al 100%. È anche vero che un team serio e credibile che possa darmi una mano a livello economico e di esposizione mi farebbe comodo.

A livello di orientamento tematico e musicale hai un’abilità a 360°; pochi mc possono permetterselo. Sei un’artista in grado di spaziare da pezzi autocelebrativi a contenuti introspettivi, dallo stile grezzo e diretto ad hit musicali come quelle di “Coriandoli EP”. Come lavora Albe OK alla propria musica?
Ho sviluppato un’abilità a 360° perché ai miei fogli bianchi ho sempre raccontato tutto di me, facendolo di volta in volta in modo diverso. Sempre parlando di Rap, non ho un unico gusto, o meglio ce l’ho per dei periodi di tempo, perché la vita è fatta di periodi di tempo. Questa varietà nell’ascolto che si riflette nella scrittura a parer mio è un pregio, è versatilità, è come saper parlare tante lingue. Ma al tempo stesso è una sfiga, perché spesso il pubblico, che ha più bisogno di etichettare piuttosto che di ascoltare, può avere difficoltà nell’identificarti come “quella cosa lì” in modo immediato. Chi mi ascolta e mi conosce però sa che qualunque sia il tema o la strumentale, c’è un mio modo, un mio stile nell’approcciarmici, questo è il filo che tiene collegati fra loro i vari pezzi (di me). Lavoro ai testi in modo diverso, segno sul telefono le rime che mi vengono in mente quando sono in giro, per poi andarle a ripescare quando mi servono. Altre volte ho un beat e scrivo di getto. Prima di portare il testo in studio comunque faccio sempre un approfondito labor limae.

Innegabile l’attuale esplosione della nuova scena di Genova. Il grembo materno sembra identificarsi con lo Studio Ostile di Demo, al quale tu stesso sei legato. Quale tipo di imprinting credi stia determinando questo fenomeno? La ritieni una corrente in grado di durare nel tempo?
E aggiungerei finalmente! Demo fa da anni un ottimo lavoro in studio. Oltre ad essere un fonico e un beatmaker di livello è anche un produttore nel senso più esteso del termine, ci mette sempre del suo per trovare le migliori soluzioni per i singoli artisti con cui lavora. Sono anni che Genova sforna prodotti e mi auguro che l’esposizione che sta avendo la città possa durare, i tempi sono maturi. Moreno, IZI e Tedua, per fare il nome dei genovesi più esposti a livello mediatico, ad esempio sono “made in Studio Ostile”. La cosa di cui però mi dispiace è che ci sia bisogno di scappare da Genova, facendo uscire la musica da Milano per far conoscere gli artisti genovesi a livello nazionale. Ma ovviamente non è un discorso che riguarda solo la musica.

Tu sei un rapper collaborativo, che si è confrontato spesso e volentieri con i propri colleghi e lo fa tutt’ora, anche con i più giovani. Voglio estorcerti tre nomi di rapper emergenti liguri, motivandoli, che secondo te hanno tutte le carte in regola per farsi notare nei prossimi anni.
Ho collaborato con artisti noti e lo faccio anche con giovani poco conosciuti, quello che conta è uscire dallo studio soddisfatti. Ce ne sono diversi, se devo dire il nome di tre giovani emergenti da tenere d’occhio per il futuro dico Cerbero Grosz (Blazers Crue), che sta lavorando con Demo al suo primo disco solista; Risen, vincitore del Tecniche Perfette Liguria di quest’anno; Disme, rapper di La Spezia che ancora non conosco personalmente ma che ascolto volentieri.

Concentriamoci adesso sul progetto dei freestyle #Homedition. Un percorso di 10 pubblicazioni che hanno tenuto attivi i fan, sulla tua pagina facebook, per ben 7 mesi. Da cosa è nata l’idea di realizzare questi freestyle “casalinghi” e cosa ti ha portato alla loro raccolta?
L’idea di questo progetto nasce da un ragionamento che ho fatto: se ci sono talento, capacità e cognizione di causa, il “no budget” può funzionare meglio del “low budget”, perché è diretto ed elimina quel “vorrei ma non posso” di molti video che vedo. Per cui, non piovendomi dall’alto alcun finanziamento che mi consenta di realizzare video professionali a ritmo costante, ho scritto e rappato 32 barre in casa facendo tutto da me. La cosa ha avuto successo, quindi ho deciso di farne un altro. Di lì a poco mi sono accorto di aver creato un mio piccolo format e sono andato avanti. Non ho voluto dare appuntamenti settimanali o cose simili, la naturalezza del tutto e l’effetto sorpresa hanno fatto parte del concept. Superato l’Homedition n.5 ho deciso che sarei arrivato a 10 per poi farne un mixtape e giungere anche alle orecchie di chi non ha seguito le varie puntate sulla mia pagina Facebook. Infine ho pensato di impreziosire il tutto inserendo degli skit fra le varie tracce, contattando artisti che stimo e che ringrazio per aver dato il loro contributo al mio lavoro. Il titolo del mixtape è “Homeworks”, sia per riprendere il nome della serie (Homedition), sia perché per me questo è stato, compiti a casa, un’ennesima gavetta che mi sono “autoinflitto”, un allenamento che mi ha fortificato in cui ho dato sfogo al mio lato più tecnico. Un mio nuovo punto zero, un riposizionamento sulla scena.

Svelaci qualche curiosità in merito alle relazioni che hai costruito tra videoclip e freestyle. Ad esempio la clip #Homedition n.6 è piuttosto elaborata. La preparazione delle barre e la loro interpretazione ti ha impegnato allo stesso modo, oppure è stato tutto più istintivo?
Il video #Homedition 6 l’ho definito “Special” essendo l’unico dei 10 che non ho fatto da solo. Lo ha curato Daniele Ciampi, amico e videomaker che ha realizzato gran parte dei miei videoclip. Eravamo in montagna per girare alcune scene per un pezzo che uscirà più avanti, io avevo la strofa pronta, così dopo cena ci siamo messi lì e un po’ per gioco è uscito quello che è uscito. Tutti gli altri li ho girati da solo con l’iPhone e una lente fish-eye, inizialmente attaccavo il telefono al televisore con lo scotch, poi ho comprato un piccolo trepiedi dai cinesi. Durante questo percorso è anche successo che ho cambiato casa, ho così potuto variare maggiormente “le location” di modo che gli home-video non risultassero troppo simili fra loro. Al rap ho dedicato maggior attenzione, ascoltando il mixtape scorre tutto in modo naturale, questo è l’effetto voluto, ma c’è molto studio dietro ogni singola barra.

Tra #Homedition e “Homeworks Mixtape”, un preludio ad un 2016 ricco di musica! Ti va di svelarci qualcosa in merito ai tuoi prossimi passi?
Il progetto è nato anche per non sparire per troppo tempo durante la lavorazione di un nuovo disco, poi mi ha assorbito completamente. Ora che è concluso e il mixtape è fuori, posso tornare a lavorare al disco che uscirà entro l’anno in corso. Presto qualche inedito con video.

Prima di congedarci, ricorda a chi ci sta leggendo i tuoi contatti social per non perdere nulla in merito alle tue iniziative. Grazie ancora per la disponibilità e il tempo che hai dedicato a LaCasaDelRap.com.
La mia base virtuale è il nuovo sito www.albeok.com, lì trovate tutto, dal nuovo “Homeworks Mixtape” ai lavori precedenti, video, link ai social ecc… Vi invito a iscrivervi alla Newsletter in fondo alla pagina perché presto premierò chi davvero mi segue con qualche sorpresa in esclusiva. Grazie a voi per l’attenzione e grazie a chi è arrivato a leggere fino a qui.
Ciao raga!

Chiudiamo l’intervista lasciando tutti i dettagli di “Homeworks Mixtape”.

 

Intervista a cura di Carlo Jammai Piantoni

 

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.