22 ottobre 2019
Interviste, News Ita

Miriam Ayaba ci presenta il singolo Sola in questa intervista

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
Giugno 29, 2018

Miriam Ayaba è una giovane artista emergente della scena urban italiana che trova nella mescolanza di culture il suo vero background. Anche il suo nome d’arte è un mix che, in questo caso miscela il suo nome effettivo con un vocabolo della lingua Nigeriana degli Yoruba e che vuol dire “regina”.

Cresciuta nel quartiere popolare e multietnico di un piccolo paese della provincia mantovana ha assorbito sonorità afro, indiane e filippine che, combinandosi fra loro, ne fanno il suo tratto distintivo. Ragazza sicura di sé, ammiccante e che ama se stessa anche per i suoi difetti, Miriam è fuori con “Sola”, il nuovo singolo ufficiale prodotto da Yves the Male e dall’etichetta Wall Music Group.

Il lavoro discografico di Miriam Ayaba è il frutto di un progetto di crowd founding e “Sola” rappresenta il primo estratto ufficiale, un pezzo dalle sonorità urban con forti influenze dance hall, R&B e dagli incalzanti ritmi tribali. Il video che accompagna il singolo è stato affidato alla regia di Alessandro Murdaca, titolare della società Murdaca Films. Molte scene della clip sono state girate sulle acque e nei dintorni del Lago di Garda.

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Benvenuta Miriam tra le pagine de lacasadelrap.com. Presentati ai nostri lettori e raccontaci del tuo progetto musicale.

Se vedi una ragazza con le treccine, per strada a Milano, che sta mangiando pollo, si sta mettendo l’illuminante, mentre balla in modo strano o semplicemente che se ne frega di come appare agli altri e fa quello che la fa stare bene… avvicinati e presentati please! Sono io, Miriam Ayaba.
Mi sono avventurata in “quel di Milano” per portare il mio credo, la mia musica nella città delle opportunità, ormai da un anno e mezzo.
Tutto è iniziato quando il mio storico migliore amico, Tommy Kuti, mi ha presentato l’incredibile Producer Yves the Male. Già al primo incontro abbiamo avuto il presentimento che avremmo potuto creare qualcosa di forte, unendo le nostre abilità. Abbiamo iniziato a collaborare cosí frequentemente che ho avuto la necessità, a un certo punto, di trasferirmi a Milano (dove risiede Yves). Da allora siamo diventati un vero team operativo (come i Power Rangers).
Ho lavorato a diversi pezzi che sto preparando meticolosamente per quest’anno.
La nostra ultima creazione, “Sola”, è disponibile dal 15 giugno su tutte le piattaforme digitali.

A livello musicale, quali sono le tue influenze e quali i tuoi artisti di riferimento?

Diciamo che, anche se ora mi butto nel mondo Urban, “questa donzella” è nata dal Blues e Jazz di Ray Charles, Ella Fitzgerald, Etta James, Aretha Franklin… Insomma, quelli che non usavano ancora l’autotune. Fino a qualche anno fa mi esibivo per strada con degli amici che mi seguivano con la chitarra e al posto di fare “freestyle” e lanciare “punchline” pesanti mi dilettavo nell’improvvisare con lo scat.
La musica Jazz era la musica che cantavo, la musica urban era quella che ballavo. Erano entrambe parte di me, ho semplicemente scelto di utilizzarle in ambiti diversi.
Oggi, un grande riferimento è ovviamente Beyoncé, impeccabile nelle sue esibizioni (impeccabile in tutto… quel booty… damn).
Diciamo che comunque tutti i giorni ascolto moltissima musica nuova, amo scoprire artisti sconosciuti, innamorarmene per una settimana e poi partire da capo. Questo metodo mi permette di tenere l’ispirazione in continuo movimento.





Parliamo un po’ del singolo. Sound intraprendente e coinvolgente, ottimo per l’estate, con un messaggio di consapevolezza verso la propria libertà. Da quali esigenze è nato il pezzo?

Il pezzo “Sola” è scaturito dalla mia esigenza di sentire un pezzo d’amore che non fosse il solito mezzo per farsi “pippe” mentali o rimuginare sulla propria sofferenza.
Ho sempre voluto, nei momenti di sconforto, una canzone d’amore che mi dicesse di tirare fuori le palle, che alla fine non tutto è perduto, che se ci si ama, la solitudine non è poi così male… E se poi ci si pensa, il vero amore lo si trova solo quando non lo si sta cercando, lo si incontra quando si sta già bene con se stessi, quando si è completi, solo allora si ha amore da dare.
Ho scritto questo pezzo per tutte quelle mie amiche che sono venute da me disperate e non sapevano come sarebbero andate avanti senza il ragazzo che le aveva lasciate. Mi piacerebbe che nei momenti di sconforto mettessero in play il pezzo e si ricordassero delle regine che sono, di quanto cazzo fanno girare il mondo e di quanto sia superfluo il resto, quando ci sono loro che brillano.
Spesso, ragazze, essere impegnate consuma un sacco di tempo se non mantenete i vostri spazi nella relazione. Nel pezzo dico “Il weekend ora è per me, resto in chilling con la squad, serie in stream mentre faccio squat”. Penso che guardarsi una serie tv in streaming su Netflix con le amiche e fare qualche esercizio per un booty on fleek sia l’antidoto ad ogni male amoroso (anche se alla fine è un diritto sacrosanto mangiare schifezze, mentre si guardano serie, gli squat sono solo per mantenimento).

Con Alessandro Murdaca alla regia, che negli ultimi anni ha firmato diversi successi, il video è particolarmente colorato ed esplicito. Qual è l’obiettivo che avete sviluppato?

Con Murdaca abbiamo provato a dare un’interpretazione insolita al pezzo, per distanziarlo ancora di più dal sottotono amoroso, della relazione che finisce.
Amo l’effetto sorpresa che siamo riusciti a trasmettere: quando faccio vedere per la prima volta il video e arriviamo al finale, la gente mi guarda come per dire “questa è pazza” e lo adoro!
Tra l’altro, l’intento del girato era di portare una trama che si vede poco sugli schermi italiani, una storia che si distanziasse dai soliti video in studio in cui la gente si gasa e si intervalla con il playback e nient’altro.
Essendo proprietaria di una pussy ho avuto la fortuna di avere donne meravigliose, in questo video (che SQUAD). Abbiamo fatto un bel regalino a molte persone, dite la verità.
La differenza però che voglio specificare tra questa produzione e quelle dei rapper in cui hanno tutte le “bitches” che ballano sullo sfondo è che in questo video le donne sono tutte co-partecipanti, sono la mia squad, ballano e si divertono perché le fa stare bene, non vogliono conquistare nessuno e hanno un ruolo significativo durante tutto il video. Sono libere e questo è un aspetto fondamentale per me. Erano lì perché volevano esserlo. Non perché ne avevano bisogno.
Infine ho sempre amato quei pezzi che ti comunicano un’idea determinata, che però all’uscita del video cambiano completamente la visione che ti eri creato in testa. Grazie alla maestria di Alessandro siamo riusciti a dare questa duplicità di significato al pezzo, YAS!
Se dall’ascolto del pezzo ci si può immaginare una donna che si sta riprendendo da una relazione andata male, dal video si scopre una swag assassina, che gioia!

In chiusura, dopo questo singolo, cosa dobbiamo aspettarci? Quali saranno i prossimi step.

Stiamo preparando chili di illuminante, olio per lucidare sederi twerkanti, outfit che facciano dire “YAAAS!” almeno tre volte al minuto e un sacco di pezzi dalle sonorità shakeranti!!
Durante tutto l’arco dell’anno faremo uscire diversi pezzi che sono già incisi. È tutto pronto!! E voi lo siete per tutte queste emozioni!?

Guarda il video di “Sola” su YouTube

Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.