19 aprile 2019
Interviste

Gianni Bismark si racconta tra rap e stornelli: l’intervista

>CarmeloJP CarmeloJP
Febbraio 05, 2019

Gianni Bismark, al secolo Tiziano Menghi, è un rapper nato e cresciuto nel quartiere Garbatella di Roma. Dopo aver pubblicato da indipendente Gianni Bismark Mixtape (2015) e l’album Sesto Senso (2016), il 18 gennaio 2019 ha pubblicato per Triplosette Entertainment e Virgin Re senza corona, il suo secondo album ufficiale. L’album, prodotto interamente da G Ferrari, mischia sapientemente le radici dell’Hip Hop con la musica tradizionale romana. Il risultato è un progetto personale e innovativo per il rap game italiano.

Noi de lacasadelrap.com abbiamo preso la palla al balzo e lo abbiamo contattato per un’intervista. Schiacciate play, mettetevi comodi e godetevi il viaggio immergendovi per le strade della Città Eterna.

Benvenuto ne lacasadelrap.com! Il tuo nuovo album, Re Senza Corona, è stato pubblicato da qualche settimana. Ti ritieni soddisfatto dei feedback che stai ricevendo?

Sono molto soddisfatto! Sono felice perché fino ad adesso non ho ricevuto nessun commento negativo. La cosa più bella è stato leggere i commenti dei fan. Tanti mi hanno scritto “quando ho sentito il tuo disco ho pianto” ed altri “sei il fratello maggiore che non ho mai avuto” e nel leggerli mi sono davvero emozionato. Sono felice anche per commenti come “sei l’ottavo Re di Roma” o “siamo orgogliosi che sei tu a portare il nome di Roma in giro per l’Italia”. Per me che sono così legato a Roma leggere un post del genere significa molto.

Ascoltando il tuo disco si nota una direzione musicale univoca, molto personale. Come ti è venuta l’idea di unire le radici rap con quelle dello stornello romano?

Io sono cresciuto insieme a mia nonna, ascoltando quello che ascoltava lei, quindi Stornelli della tradizione romana, musica popolare, Gabriella Ferri, Lando Fiorini e tanti altri. Ce l’ho nelle mie vene ed era normale che venissero fuori nella mia musica.

Questo disco l’hai scritto e cestinato un paio di volte prima di arrivare alla sua forma finale, quindi curi molto il tuo prodotto finché non sei soddisfatto al 100%. Quali sono le difficoltà che hai incontrato lavorando al progetto? Cosa ti ha fatto dissipare i dubbi?

Sono uno che scrive davvero molto, per me è uno sfogo. Per questo capita a volte che una cosa che ho scritto molto tempo fa oggi abbia meno senso, è roba vecchia, e da qui l’urgenza di cambiare rime e strofe. Tutte le difficoltà alla fine sono servite per poter arrivare a questo disco, un album che mi rappresenta e di cui vado fiero.





Nei tuoi brani racconti la tua storia, la quale ha come sfondo Roma. Qual è il rapporto che hai con questa città?

Roma è la città più bella del mondo! Quello che faccio e che vivo ha sempre Roma sullo sfondo. Sono nato qui, vivo qui, la mia famiglia e i miei amici sono qui. Non potrei pensare di ambientare le mie storie in un posto diverso.

Ci sono molte collaborazioni all’interno delle undici tracce che compongono l’album. Dalla DPG al crew 126 passando per Izi e Ntò. Ognuno di loro ha dato il suo contributo in modo diverso e calandosi alla perfezione nel progetto. Qual è il segreto di questa alchimia?

Ho scelto come featuring del disco prima di tutto degli amici, dei fratelli e solo dopo degli artisti. Izi, Franco126, Ketama e Pretty Solero e Dark Polo Gang sono prima di tutto persone che stimo. Tra questi poi c’è Ntò di cui vado molto fiero, perché è un artista che ascolto da tanti anni e averlo nel mio album è un grande onore. Credo quindi che sia il rapporto umano l’unico segreto!

Come ti sei trovato a lavorare con Triplosette e VIRGIN rispetto a quando eri indipendente?

In realtà questo disco è nato quando ero indipendente, sono arrivato in Virgin con già il disco pronto. Per usare la metafora calcistica è come passare dalla serie B alla serie A. Entrare nella Triplosette è stato naturale, già ci conoscevamo e avevamo lavorato insieme.

Parliamo del futuro: come promuoverai il progetto? Lo porterai sui palchi d’Italia?

Ancora siamo in fase di promozione ma stiamo già pensando al live. Direi che per ora potete restare connessi sui miei social per vedere cosa succederà.

Nonostante questo progetto, come detto, abbia un sound coerente, hai dimostrato di essere versatile su diversi beat. Cosa dobbiamo aspettarci in futuro da Gianni Bismark, stilisticamente parlando?

Grazie per il complimento! È difficile dire come sarò in futuro, come potrà essere il prossimo lavoro. Io scrivo tantissimo, per questo album avevo più di 30 pezzi pronti, e la produzione poi fa la sua parte. Per me poi le basi hanno un ruolo fondamentale, mi ci immergo e mi spingono spesso in una direzione piuttosto che in un’altra. Io sono abituato a scrivere sopra il beat quindi ne vengo influenzato.

Carmelo Leone
Classe '89, divoratore seriale di dischi e serie tv. Scrivo di rap per passione. Faccio l'hater per hobby.