17 agosto 2019
Interviste

Dietro lo stereotipo c’è di più: intervista a Mike Lennon

>Loris Bellitto Loris Bellitto
Aprile 18, 2019

Fuori da pochi giorni col suo nuovo EP Asian (qui qualche info in più), la figura che rappresenta è una mosca bianca all’interno del panorama urban italiano: Mike Lennon è uno dei pochi asiatici che si affaccia sulla scena. Anche se non è proprio un novellino, visto che a curriculum può vantare già collaborazioni con Guè e Emis Killa, ed alcune produzioni per Maruego.
Ma dietro la facciata c’è di più… Non fermatevi al solito stereotipo dell’asiatico che lavora un sacco e veste talocco, ci vuole una grandissima autoironia per non finire preda del tuo personaggio. E Mike ne ha tantissima, sin dai tempi in cui andava a scuola e veniva preso in giro dai compagni.
In questa intervista ci parla un po’ di lui, del nuovo EP, della sua cultura e del suo debutto live. Rigorosamente come farebbe Mike, ossia con le elle al posto delle erre.
Buona lettura!

Ciao Mike, benvenuto su lacasadelrap.com. Direi che puoi cominciare col presentarti: parlaci un po’ di te!

Mike Lennon: «La cosa stlana mia è che i miei genitoli sono entlambi di Vietnam, e non so se siete familiali con guerra di Vietnam: mia madle del nold e mio padle del sud. Dulante guella si sono litlovati a dovel andale via dal lolo paese, ognuno pel lagioni divelse, e si sono incontlati in Italia. Hanno fatto flu flu e sono nato io (ridendo). Plima di allivale musica ho avuto foltuna che mia madle ci tenesse molto alla mia educazione, ha fatto molti saclifici pel falmi studiale. Ho fatto anche univelsità pel dimostlale lei che non ela quello che avlebbe cambiato mia vita, pelò è selvito. Mi sono appassionato musica quando avevo 14/15 anni, iniziavo a legistlalmi canzoni da solo ma plendevo in gilo miei compagni di classe, pel diveltimento. Ho capito che mi piaceva… Tolnavo da scuola, e avevo liblo davanti così quando allivava mamma lo aplivo (sempre ridendo)! Piano piano ho costluito mio studio, dentlo un galage… E mi sono tlasfelito a Milano, dove ho semple combattuto per fale musica come lavolo.»

Come nasce Asian, il tuo EP pubblicato settimana scorsa?

«Come tutte cose, secondo me nasce facendo. Plima canzone è stata Konnichiwa ed è quella che ha sbloccato un po’ tutto no, con cui anche etichetta si è avvicinata a me. Pule G. Bit ha applezzato ed ha fatto un lemix, a ploposito un saluto a lui, numelo uno! E poi da lì è iniziato tutto, ho capito che con questa cosa potevo laccontale un immaginalio nuovo, essele un pelsonaggio che mancava nell’hip-hop italiano, che è la figula asiatica. Fal capile al pubblico, ai media che non esiste solo lo steleotipo dell’asiatico che lavola semple, che fa cose in nelo, che non esce da suo habitat. Ma anche questa comunità può avele un impatto non solo a livello economico, ma anche altistico folte. Così è nato Asian

Sulla cover invece cosa mi dici?

«L’ha lealizzata Yu theonigilialt, un mio amico. Lui è un sushi altist, aveva listolante giapponese, ed ha avuto un’intuizione ed ha detto che sushi può essele un oggetto di alte. Se tu vedi, un sacco di listolanti all you can eat hanno semple le stesse cose dentlo menù, nighili, ulamaki, pelò ognuno te lo selve in modo divelso. Lui secondo me ha capito che poteva essele un’altla folma di comunicazione folte ed ha iniziato facendo le scalpe… Ho visto il sito, mi è piaciuto tantissimo, gli ho fatto ascoltale le mie cose e due settimane dopo avevo la copeltina!»

Molti ti definiscono come l’esponente principale del Lol rap, ma ascoltando l’EP c’è molto di più dietro, come la presa di coscienza in chiave sarcastica della figura degli stereotipi orientali.

«Secondo me chi definisce lol lap ha difficoltà a vedele oltre, si felma al plimo impatto, ma non è un ploblema che devo lisolvele io. Ho visto molte pelsone che, ascoltando mia musica, capiscono che c’è qualcosa dietlo, non solo a livello di messaggio ma anche a livello musicale. Un sound che secondo me che abbiamo cleato assieme al mio team ed è una cosa abbastanza unica…
Se sono esponente di lol lap bene, ben venga!»





Dietro il sarcasmo c’è anche molto realismo secondo me.

«Esatto, quella lì è la chiave più impoltante del mio plogetto. Voglio che pelsone, quando ascoltano Mike Lennon, sanno di ascoltale qualcosa che è successo velamente e non è una loba inventata. Secondo me la musica deve essele specchio di ciò che un altista vive, di quello che un altista tlae dalla sua vita e liesce ad esplimele attlavelso la musica. Quando liesci a fale senza filtlo, essele più schietto possibile, questa cosa alliva alle pelsone.»

Ti cito una rima di Talocco:” Non ho soldi pel complale pizza ma vesto tutto talocco.” Quest’immaginario in cui ormai tutti i giovani devono vestire firmato ad ogni costo… Tu che ne pensi?

«Povela mamma povelo papà! Adesso con tutto sto coso di hype non è che tutti possono complale 800 eulo di scalpe e 1000 eulo di giacche, poi vai su AlìExpress! E’ questo che voglio dile io: il messaggio non ela che io vesto talocco, ma che olmai nella società attuale è così, è meglio appalile come x, avele tutto filmato, ma cosa sei disposto a fale?»

Progetti post EP?

«Tantissime cose, io voglio semple fale tanto, spesso faccio sclelale le pelsone che lavolano con me! Mi piace fale folmat nuovi, anche a livello video, mi piace tutto quello che gila attolno al mondo dell’hip-hop, dell’alte… Anche di design! Io sono lauleato in design, anche se ho semple voluta fale design di macchine.»

Per la parte live? Dove ti vedremo?

«Abbiamo fissato alcune date, la plima al MiAmi Fest il 25/5 e successivamente al Nameless Festival. Io piace molto stale in studio, legistlale, stalei semple lì… Pelò ultimamente ho fatto canzoni pensando di falle live, e vollei plovale, non vedo l’ola!»