20 ottobre 2019
Interviste

Guarda in anteprima il nuovo video di Pacman XII: Seiseisei

>Redazione Redazione
Maggio 02, 2019

Pacman XII pubblica oggi in anteprima per lacasadelrap.com il video del nuovo singolo Seiseisei, estratto dall’ultima fatica discografica Banshee, di cui abbiamo parlato qui. Affiancato dal produttore BRBK, il rapper capitolino grida tutta la sua rabbia nei confronti dell’attuale panorama musicale. Ad oggi, dove abilità e talento sono surclassate da investimenti e viralità, Pacman XII non può far altro che alienarsi da tutto ciò. Ad esaltare il testo di Seiseisei c’è il videoclip realizzato da Just a Local Boy, in una chiave vintage tutta in in pixel art.
L’artista della label Do Your Thang Records ci ha raccontato qualche curiosità sul video e sul suo rapporto con l’universo del gaming.
Buona lettura!

Testo: Chiara Cinti
Photo: Loredana Lavinio

Guarda il video di "Seiseisei" in anteprima

Com’è vedere i propri testi prendere vita in un videoclip? Da dove nasce l’idea di renderli con una grafica in stile Super Nintendo?

Ciao ragazzi e grazie come sempre per la disponibilità! Non ho mai fatto mistero del mio essere nerd, specialmente grazie all’influenza di mio fratello maggiore: con lui esploro il mondo del gaming da quand’eravamo veramente piccoli e siamo sempre stati i pionieri nella nostra zona da questo punto di vista.
A 12-13 anni ho scoperto il fantastico mondo di RPGMaker, un software realizzato per PC per facilitare la creazione di giochi di ruolo in stile giapponese (Final Fantasy, Secret of Mana, per capirci); l’unico modo per aggiungere delle grafiche credibili era “rubarle” ai videogiochi preesistenti per Nintendo e Super Nintendo (i più furbi iniziavano a rippare anche dalla Play) ed eventualmente modificarle per adattarle alla propria trama.
Purtroppo per me non sono mai stato un grande grafico e una sera, parlando del lavoro già fatto per STO di William Pascal, Just A Local Boy (la mente e la mano dietro Seiseisei) mi spiegava di come più di un decennio prima si era appassionato alla pixel art attraverso RPGMaker. È stato veramente un momento di risonanza altissimo ed il risultato ne è una dimostrazione palese.
Quando ho ricevuto il video completo l’ho inviato subito a mio fratello scrivendogli: «Sono finalmente il cattivo dei videogiochi che hai sempre voluto che diventassi.»

Come affermi tu stesso “chiunque al giorno d’oggi si può definire artista pagando 9 € per caricare un brano”. Cosa ritieni sia necessario invece fare per poter crescere artisticamente e poter dare al pubblico materiale di qualità?

Ipotizzando che non siamo tutti 2Pac, 50Cent o Lil Wayne, artisti in grado di partorire classici del genere in una notte o in una settimana, penso che un fattore trascurato metodicamente dalla maggior parte di noi sia il tempo.
È di per sé una dimensione molto soggettiva, quindi non è mia intenzione dare universalità alle mie affermazioni, ma in un’ottica molto ampia non è un caso che le opere migliori degli artisti rap siano proprio le opere prime, dischi in cui viene riversata una vita intera di esperienze, emozioni, storie ed aneddoti.
In meno di un anno credo sia molto difficile avere qualcosa di nuovo da dire, soprattutto se, cambiate le condizioni iniziali in cui si trovava l’artista, è oramai difficile o controproducente attingere ai medesimi pozzi.
L’altra faccia della medaglia è a me ignota. Ad oggi a parte Pandora realizzata con Rubik Beats non ho avuto dei risultati così grandi da poter azzardare una formula per la qualità. Anche perché ultimamente non è neanche parametro di giudizio.
So solo che una variabile fondamentale è la passione: il tempo e le energie vengono sempre ricompensati. Sperare di fare musica in poco tempo, nei ritagli, ed aspirare a grandi risultati è come pensare di poter giocare in NBA senza una vita di playground prima e allenamento e partite poi.

I tuoi progetti scavano nella tua intimità intellettuale molto spesso. Com’è vedere un gran numero di persone rispecchiarsi nei tuoi lavori (nonostante le varie differenze come età, provenienza e trascorsi)?

È la retribuzione migliore per quanto mi riguarda. Ho scoperto come vivere l’emotività molto tardi e per questo ogni manifestazione di empatia è un traguardo.
Quando una ragazza o un ragazzo mi scrive raccontando cosa ha rappresentato quel particolare brano per lei o lui, quando nasce una conversazione e quindi un ponte, è una vittoria.
Al di là dello streaming e dei numeri ci sono delle persone, vere, a mollo in questo oceano di follie che è il nostro pianeta.
Quando scopri che qualcun altro “sente” le cose come te, sei inevitabilmente meno solo ed è una sensazione che fa piacere anche ad un eremita come me.





Quali sono le tracce di Banshee alle quali sei più legato?

Transierunt è stato un bel viaggio emotivo che si è concluso con una nuova presa di coscienza, per questo è sicuramente il brano a cui sono più legato. Stesso discorso vale per Fragole e la vita di coppia.
Complessivamente tutto il disco mi rende orgoglioso ed è fondamentale per me pensare che tra 20 anni, guardandomi indietro, potrò ancora dirmi orgoglioso della musica che ho creato.
Banshee è una bomba. 202 è una bomba. Jurassic Panz e William Pascal sono delle bombe. Penny, Jekesa e SWED stanno concludendo i loro lavori che saranno un altro level up enorme.
Attualmente rappresento e rappresentiamo come DYT uno degli standard qualitativi più alti e spessi che si possono trovare nel panorama Hip Hop Italiano. A Roma lo sanno già tutti, ma c’è chi preferisce ignorarci sistematicamente.
Trovateci e non ci lascerete più.

In Seiseisei ad un certo punto dici che “Non ho l’età per fare entrate new” eppure ogni tuo lavoro, ed in Banshee ogni traccia, è differente dall’altro. Dunque il tuo equilibrio artistico risiede forse nel vortice di idee che danno vita alla tua musica?

Ti rispondo con un’altra citazione dallo stesso brano: «Non ho più pare secco, faccio death, old school, rap sui generi».
Ho ufficialmente abbandonato ogni tipo di preconcetto legato a logiche di mercato e simili. Aspettatevi qualunque cosa.
Sono e sarò sempre il risultato caleidoscopico di tutta la musica che vivo e ho vissuto, con un’anima fortemente metallica.

Ascolta Banshee su Spotify

Segui Pacman XII

Facebook | Instagram