22 maggio 2019
Interviste

Immaginare, osare ed amplificare: The Illest vol. 2 di Mostro

>Chiara Cinti Chiara Cinti
Maggio 07, 2019

The Illest vol. 2 è l’album del rapper capitolino Mostro. Giorgio Ferrario, questo il nome all’anagrafe dell’artista, ha pubblicato per Honiro il secondo capitolo della saga The Illest alla quale aveva dato il via tre anni fa. Abbiamo perciò contattato Mostro mentre era in viaggio per uno dei tanti instore che lo attendono, per fargli qualche domanda su The Illest vol. 2.

Mi hanno colpito diverse citazioni che mi sono sembrate scritte da due individui distinti, un alternarsi del personaggio e della persona. Quindi mi chiedevo: chi ha scritto The Illest vol.2?

È interessante come domanda, perché è un disco che presenta degli estremi. Guarda i singoli come Diavolo magro e Non voglio morire, è uno di quegli esempi in cui si può parlare di Giorgio e di Mostro. Però non mi piace costruire un personaggio quando scrivo, perché mi piace parlare di quello che mi è sempre successo. Ci sono poi scelte stilistiche che a volte fanno sì che determinate cose che racconti siano più esagerate, amplificate e modificate, ma quello è un discorso di stile, di come piace a me scrivere e raccontare le cose.

Descrivendo l’album hai detto che stai sperimentando nuovi suoni e colori, uscendo dalla tua comfort zone: sei riuscito nel tuo intento? Cosa volevi dimostrare con questo nuovo volume della saga The Illest?

Si, ci sono dei brani dei quali mi sento insicuro, il che vuol dire che sono riuscito nel mio intento. Ci sono delle cose che non sento mi appartengano al 100%, oppure era la prima volta che le facevo e appunto non sapevo come potevano essere recepite. Brani magari come Nicotina, Non voglio morire o Le tre di notte, sono cose che fanno parte del mio immaginario, ma che poste in quella forma non avevo mai fatto. Però sono contento che la gente le abbia recepite come una novità, quello che poi era l’intento originale.

Guarda il video di Diavolo magro su YouTube

Quali sono i produttori ai quali ti sei affiancato e com’è nata la vostra l’intesa?

Sempre ad Enemies, che sono i ragazzi con i quali lavoro da sempre. Sono presenti in ogni mio disco, loro, sin dall’inizio. Oltre alla collaborazione artistica, ovviamente dietro c’è un’amicizia. Sono ben 10 anni che ci conosciamo, è un legame nato nella vita, che con il tempo ci ha portato ad andare in studio insieme.

Come ribadisci anche tu nel disco, hai avuto modo in questi anni di lavorare in coppia con Low Low invece che da solo. Come mai questa decisione di esprimerti, questa volta, come singolo?

Cani bastardi, appunto. Ho la sensazione di essere cresciuto un po’ ai margini di questa scena. Non sono quel tipo di artista che trovi a tutti i concerti, amico di tutti, presente nel disco di tutti; ho sempre costruito il mio percorso. Ci sono degli artisti con i quali proprio non troverei un punto di incontro. Nella mia visione di musica preferisco esplodere con una cosa mia, super originale, piuttosto che fare una qualcosa che so potrebbe portarmi più pubblico, ma che non sento.

Ph. Lorenzo Piermattei





Credo di averti conosciuto con i brani Madò regà o La mia Rihanna, che ancora oggi ascolto volentieri. Con che sguardo ti poni tu stesso verso i tuoi precedenti lavori?

Se ripenso al primissimo periodo, al mio primo disco Tre stronzi mixtape con la crew Ill Movement, lì scende la lacrimuccia. C’era una sensazione come se tutto fosse più tranquillo, più libero; ho questa malinconia. Però, dall’altro lato mi ricordo pure l’angoscia incredibile di quei giorni. Ci stavo investendo tutta la mia vita, e continuavo a chiedermi cosa sarebbe successo se non avesse funzionato. Adesso magari potrebbe mancarmi quella sensazione di spensieratezza di quando andavo in studio per la prima volta. Allo stesso tempo però ho un minimo di sicurezza che quello che sto facendo ha un senso, che è il mio lavoro, che devo andare in tour, che ho delle cose da fare. Ai tempi era tutto da scrivere e questa cosa non mi faceva stare tranquillo. Quindi quando si ripensa a quei giorni li c’è anche questo da tenere a mente. Dei miei lavori mi piace tutto, non rinnego nulla. Giusto nel vol 1, forse, ma perché i The Illest a me piace scriverli così, con questo approccio nel quale mi spingo a fare delle cose che non ho mai fatto prima. Questo fa sì che ogni tanto escano dei pezzi originali, ma anche altri che a risentirli due anni dopo ti rendi conto che non li rifaresti mai, senza però pentirsene mai.

Quindi The Illest la vedi come una tua saga nella quale metterti alla prova?

Assolutamente sì. Non è propriamente un disco ufficiale, è uno street album, è un mixtape, è un progetto. Un disco ufficiale che poteva essere Ogni maledetto giorno, sta tutto su un binario, bene o male va in una direzione. The Illest vol. 2 cambia tantissimo. Varia anche a livello di beat e concetti, è più articolato, più colorato.

Ascolta Cani bastardi su Spotify

Dobbiamo aspettarci che proseguirà come raccolta, dunque?

Si, ho già in mente a che numero fermarmi, ci penso molto a questo genere di cose. Mi affido al mio istinto e alla mia ispirazione. Se c’è un’intuizione la assecondo, almeno per quanto riguarda l’ambito rap. L’altro giorno ho pensato proprio a quanti altri The Illest avrei fatto, ed ho deciso una una cifra simbolica. Voglio dargli un inizio ed una fine.

Hai in progetto qualche tipo di promo per l’album? Lo presenterai anche live?

Ci sono due date, una a Milano e una a Roma, delle quali ti do una piccola anticipazione. Anche se i live sono a settembre, quest’anno ho in programma uno show, che sarà sicuramente il migliore che io abbia mai fatto. Finalmente suoniamo in dei posti che danno la possibilità di fare uno show come si deve. Ho deciso di mettere le date così distanti dal lancio dell’album perché ho dei progetti paralleli alla musica, e siccome i live non sono una cosa semplice, ed anche a livello mentale occupano tantissimo tempo, ho preferito farli a settembre così da poterci organizzare e tirare fuori una cosa magnifica.

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Chiara Cinti
Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.