15 ottobre 2019
Interviste

DJ Stile presenta Turntablist Toolz Vol. II

>Davide Buda Davide Buda
Luglio 18, 2019

Aldebaran Records inaugura l’estate 2019 con un’uscita studiata su misura per DJ, produttori e appassionati di scratch, tool ed effetti per remix. È fuori infatti il vinile di Turntablist Toolz Vol. II, interamente curato da DJ Stile, pionere del rap italiano e figura legata a nomi quali Frankie Hi-NRG, Assalti Frontali e Neffa. Il vinile è il seguito dello storico, primo volume uscito nel 1996, curato proprio da DJ Stile per Irma Records.

Il vinile inaugura anche una nuova collana di uscite targata Aldebaran Records: Turntablist Toolz Vol. II è infatti il primo capitolo di DJ Stile Presents, una raccolta che conterrà vinili con all’interno breaks per scratch di vari DJ e produttori, selezionati direttamente da Dj Stile.

In occasione di questa uscita abbiamo deciso di fare qualche domanda a DJ Stile che presenta il dietro le quinte del progetto

Com’è stato curare un progetto come Turntablist Toolz Vol. II e cosa ti ha spinto alla sua creazione dopo circa 20 anni dal primo volume?

Curare un progetto come Turntablist Toolz è sempre interessante, per i due aspetti fondamentali della produzione che si trovano quasi agli antipodi rendendo il lavoro meno noioso per diversità: primo quello della ricerca che non smetto mai, una delle curiosità più morbose che ho è scoprire i campionamenti di voci scratchate nei dischi hip hop anni ’80 da quelli che reputo i veri pionieri che hanno reso musicale lo scratch iniziando a differenziare anche gli stili secondo vari tipi di hip hop e di musica, electro, remix strumentali di hip hop fatte di ritagli (Public EnemyYou’re Gonna Get Yours – scratch mix) e mille ritornelli fatti con i piatti indimenticabili.
Il secondo aspetto è la parte tecnica in cui si trova il mondo dello skipless fatta di divisioni ritmiche e bmp fissati per far rientrare le frasi all’interno del giro.

Il vinile ti vede collaborare con Italian Portablist Battle, cosa pensi di questo progetto?

Il progetto l’ho visto nascere, sono stato contattato praticamente subito. é una gara di cui c’è bisogno, vista la quantità di video che arrivano durante tutte le selezioni. è un movimento vivo e vegeto per vari motivi, uno tra i tanti l’accessibilità, per iniziare costa meno un equipaggiamento di un portabile rispetto a una vera consolle, altri sono legati alla passione per cui ci si può ritrovare in qualsiasi situazione con un giradischi per poter dar sfogo ai propri impulsi… Aggiungo anche che il mezzo richiede una grande sensibilità per i limiti meccanici dati dal diametro del disco e del mezzo stesso, e che quindi non è così facile com può sembrare. L’IPB gode di buona salute, anche quest’anno abbiamo avuto un ottimo seguito e moltissimi video da visionare e alcuni sono veramente interessanti; al terzo anno si vede anche il livello delle nuove generazioni progredire alla velocità della luce, molti hanno un tocco invidiabile. Da giurato è anche divertente: ci sono video e situazioni tra le più disparate, sicuramente non ci si annoia mai, anzi.





Da curioso vorrei chiederti: è più complesso creare una serie di produzioni o turntablist Toolz?

Ogni lavoro ha la sua complessità, in questo caso dipende da quanto si voglia approfondire nel mondo dei suoni, a me piace scovare altri campionamenti “classici” finora rimasti nell’ombra da avere in archivio in caso di bisogno, (e in caso stamparli anche per poterli distruggere senza toccare gli originali) e scovarne dei “nuovi” con la stessa pasta sonora e stile.
La parte più legata al BMP se ne esce sempre fuori, una volta capita la formula non è un grande problema, è questione di regolare un valore sul computer e sistemare il grid del software come serve al momento.

Pensi che oggi, nell’era in cui tutti si fingono DJ, sia più facile farsi uno spazio in questo mondo rispetto a quando tu hai iniziato?

Da parte mia posso solo dire di essere stato fortunato, anche per i tempi in cui ho iniziato, anche in quegli anni c’era un fiorire di DJ e le gare DMC erano una cosa molto conosciuta, era pieno di DJ hip hop o che almeno si ispiravano a quei suoni per via del DJing legato alle gare. Oggi non posso saper com’è, so che sono cambiate molte cose, e molte dinamiche, a differenza dei miei anni è che i miei contemporanei e io con loro ci chiudevamo per fare pratica, oggi spesso e volentieri ci si rispolvera DJ nei week end e si mette musica a discapito di qualcuno che veramente lo sa fare, disabituando il pubblico al concetto del club, nutrendolo a forza di hit bomba… i tempi sono questi, sembra che non sia più tempo di costruire un DJ set, ma di colpire a forza di DJ set…

A proposito di Djing, vorrei che tu, una delle figure storiche dell’Hip-Hop italiano, dessi qualche consiglio a chi oggi vorrebbe affacciarsi in questo mondo.

Non ho mai dato vita a una vera scuola di DJ ma qualche amico l’ho tirato su, la cosa che ho detto a Gengis fino a fargli sanguinare le orecchie è “divertiti”, il resto lo scopriranno loro, ma col sorriso stampato in faccia, spero.

Domani sera, 19 luglio, potrete gustarvi un DJ set di DJ Stile a Terracina, qui tutte le info!