17 novembre 2019
Interviste

You can Touch the Wood with Dr. Cream

>Chiara Cinti Chiara Cinti
Ottobre 25, 2019

Il 18 ottobre, Roma non si è risparmiata. Dr. Cream calcava il palco al Goa Club ospite dei Touch the Wood. Due eventi a dir poco entusiasmati e carichi di pathos, durante i quali ho avuto il piacere di parlare con questi magnifici artisti del panorama italiano. Ma andiamo con ordine.

Dr. Cream, produttore del celebre singolo Thoiry, è arrivato nella Capitale con un live che ha dato fuoco al pubblico del Goa. Ad ospitarlo c’erano Marco G e Mr.Kite, fondatori di Touch the Wood, realtà romana che da anni si è differenziata dalla massa per aver creato, più che un semplice collettivo, un vero e proprio modo di vivere. E sono stati proprio loro ad accogliermi venerdì al locale, nell’attesa che arrivasse il Ruben Sosa dei producer, raccontandomi in breve cosa si cela dietro il nome Touch the Wood.

Siete una realtà più che affermata, ma esattamente cosa possiamo trovare alle vostre serate?

Siamo sulla scena da 13 anni riuscendo a portare avanti un progetto che unisce le nostre contaminazioni musicali. Ciò significa che passando dal soul, il northern soul, quello che è la musica black, ripercorriamo ciò che è la storia della musica Hip Hop, cosa che non tutti sanno. Noi siamo cresciuti appassionandoci a quella musica, quella degli anni ’60 in poi, per una questione di studio personale della cultura Hip Hop underground. Nel nostro DJ set poi puoi trovare i Migos, come anche roba del momento magari anche più underground, però magari Marvin Gaye non manca mai, in un nostro stile, ma non manca mai.

State cercando un adattamento più attuale a quelle che erano le origini quindi?

Adesso per noi fare il classico beat trap è diventato “passato”. Soprattutto perché abbiamo cominciato a passare la trap molti anni fa, quella che però è un genere completamente diverso da quello che è l’Hip Hop new school, perché parlare di trap significa parlare di suoni, non di cantato. Ci siamo un po’ tutti adattati ad una parola che in realtà è stata sdoganata. Ci piace unire quindi le nostre origini, come un drop che va sul cantato e metterci un synth, senza darci limiti. Il nostro programma non ha una linea ben definita, spaziamo su diversi generi. Portiamo l’Hip Hop e il rap approcciandolo come un lifestyle. Se vieni ad una serata, ascoltando le produzioni, ti chiedi: “Ma perché lo fanno se hanno The Night Skinny nella programmazione?”. Touch the Wood è un contenitore, al suo interno ci trovi di tutto, dalle produzioni, alle ospitate, alle line di clothing.

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Ed ecco che, poco dopo aver iniziato questa splendida chiacchierata sulle origini dell’Hip-Hop, ha fatto la sua comparsa Dr.Cream, accompagnato da un numerosa crew di amici. Come mi ha poi spiegato, dovendosi dividere tra Roma e Milano, cerca sempre di includere tutti quelli che può in questi eventi, compresi i nuovi giovani talenti con i quali sta lavorando.

Tutto l’ultimo album di Quentin 40 è stato curato interamente da te. Come è nata questa grande intesa?

In realtà con lui ci lavoravo già da prima, lui veniva in studio da me come cliente. Poi lavorandoci insieme mi ci sono trovato bene, mi piaceva il suo stile, quello che faceva. Alla fine sono 4 o 5 anni che lavoriamo insieme. Abbiamo insieme diversi EP, sparsi nell’internet, forse alcuni li abbiamo addirittura rimossi.





Ma il nome Dr Cream è un omaggio alla canzone C.R.E.A.M. del Wu-Tang?

Assolutamente si, sono un loro fan, forse lo sono stato molto di più da ragazzino, però. All’inizio, rispecchiandomi nel loro stile, mi ispiravo a quello che facevano, i campioni orientali, mentre ora magari molto meno. Il fatto è che cambio spesso, mi piace fare un po’ di tutto, non mi do limiti.

Stai  lavorando già con qualche altra giovane promessa come lo è stato Quentin?

Sì, il ragazzo che ho portato qui con me oggi, tra l’altro: in arte Joe Belushi. Insieme abbiamo fatto HO-LA, che è uscito a luglio.

Eravate amici già da prima?

In realtà anche con lui, come con Quentin40, è nato tutto da una situazione di lavoro. Inizialmente veniva in studio da me, anche lui come cliente, e da lì è nata l’amicizia.

Sono 10 anni dalla fondazione dei RapCore, avete qualcosa in serbo per questo grande anniversario?

Eh si, quasi 11. Ogni tanto li sento, ma come capita spesso, ci si perde di vista. Ognuno ha la sua vita e trovare un momento per incontrarci tutti diventa praticamente impossibile. Anche perché c’è chi sta in Italia, chi all’estero, chi ha avuto problemi di legge. Ognuno di noi ha continuato sulla propria strada e ci supportiamo sempre, ma al momento non abbiamo nulla in mente.

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Chiara Cinti
Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.