08 dicembre 2019
Interviste

Axos e la Sad Army puntano alla rivoluzione personale

>Andrea Scalia Andrea Scalia
Novembre 18, 2019

Il classe ‘90 Andrea Molteni, in arte Axos, intraprende il suo percorso musicale fin da giovanissimo. A 22 anni inizia a farsi strada nell’ambiente, fino a pubblicare nel 2014 il suo primo EP Carne viva (Bullz Records). La sua capacità descrittiva e il linguaggio naturalmente ricercato, insieme ai ritmi e influenze dal mondo rock e metal non passano inosservati. Axos partecipa quindi alla realizzazione del Machete Mixtape 3 e del Bloody Vynil di DJ Slait fino a pubblicare nel 2016 il suo primo album ufficiale Mitridate, un autentico esempio di hardcore italiano. Nel 2017 con Machete pubblica Anima mea, Extended Play che raccoglie molti consensi, ma il percorso di Axos non si arresta e dopo varie collaborazioni, tra cui quelle con Salmo e Nitro, e l’uscita dall’orbita Machete arriva alla pubblicazione di Corpus: L’amore sopra, EP che vede la luce a novembre 2018 in maniera indipendente rilanciando il percorso dell’artista. Nel giugno 2019 Axos esce con Ci puoi fare un film, primo singolo nato dalla collaborazione con Polydor/Universal Music, fino al più recente singolo Harem, che vede la collaborazione di Side Baby e la produzione di Don Joe.

Recentemente Axos ha annunciato le date del suo Sad Tour, attualmente in corso. Noi abbiamo colto questa palla al balzo per scambiare qualche battuta con lui. Questo è quanto emerso dalla chiacchierata.

Ascolta Axos su Spotify

Partiamo dall’ultimo singolo: Harem. Quale “punto d’incontro” hai trovato tra la tua musica e quella di Side, considerando il suo passato con la Dark Polo Gang ed il suo ultimo disco?

In realtà ci siamo incontrati sotto tutti i punti di vista. Infatti Side, sulla traccia Harem, ha rappato ed è proprio questo il nostro punto di incontro, il rap. Io e Don Joe abbiamo dettato la base, lui ha dettato le barre!

A proposito. Don Joe è un’icona della storia del rap italiano, com’è stato collaborare con lui?

Ascolto Don Joe e i Club Dogo da sempre, fin da quando ero più piccolo, proprio da quando ebbero  il primo vero boom di popolarità qui a Milano. Collaborare con Don Joe è stata una forte emozione.
Tra l’altro, proprio nel corso di quest’anno, è uscito un altro feat molto importante per me dove mi sono trovato a collaborare insieme ad altri dei miei vecchi idoli, come i Linea 77.
È stato proprio un anno fortunato.

Dalla pubblicazione di Ci puoi fare un film a quella di Harem hai voluto affermare ulteriormente la tua versatilità musicale. È così?

Sì assolutamente, la versatilità al di là della musica è tipica della mia personalità. Sono alla ricerca costante di sensazioni e influenze nuove, pur mantenendo prevalentemente la mia anima rock.
Sembra azzardato, ma mi paragonerei ad un Caparezza, soprattutto quello del periodo Vieni a ballare in Puglia.





Interessante, perché?

Perché anch’io ho la mia denuncia nei testi. Ad esempio, in Harem voglio portare una riflessione sull’ascoltatore medio di oggi, sempre più catturato superficialmente dal beat popolare che dal testo in sé.

Per quanto riguarda le tue influenze musicali, chi è l’artista che più ti ha ispirato nel corso della tua carriera?

Come dicevo, sono una persona particolarmente aperta all’ascolto della musica in generale, ma indubbiamente quell’artista che mi ha ispirato di più è Kid Cudi, creativamente e talentuosamente simile a Kanye West, ma molto meno esposto.

C’è qualche artista italiano con cui vorresti collaborare?

Be’, ad esempio mi piacerebbe collaborare con Venerus. Di Andrea conosco sia la persona, che stimo molto, sia il percorso musicale svolto. Mi piace soprattutto  il suo sound sperimentale, difficile da ritrovare.

Altra curiosità. Ti avranno fatto mille volte questa domanda, ma voglio capire definitivamente qual è la risposta: per te, cos’è veramente la Sad Army? Non solo un Mood, giusto?

Cos’è la Sad Army? Direi proprio che è una famiglia universale legata da sentimenti come la tristezza, accompagnata dalla consapevolezza soggettiva.

Si tratta quindi di rassegnazione o di accettazione del dolore inteso come tristezza?

Nessuna delle due, si tratta di rivoluzione personale.

Sappiamo che ora sei impegnato con il tuo Tour con quattro date che coinvolgono le città di Milano, Torino, Napoli e Roma. Cosa dobbiamo aspettarci?

Sì esatto, la  prima data è stata proprio al Gate di Milano. Senza dubbio un “Tour Hardcore”, la stessa Harem sarà rivisitata con uno stile molto più rock e metal. Non ne potete avere idea!

Queste sono le tappe del Sad Tour organizzato da BPM Concerti. I biglietti sono disponibili su Ticketone.