19 gennaio 2020
Interviste

Che cos’è la Chimica? Ce lo spiegano i DARRN con un nuovo Ep

>Leonardo Michaelides Leonardo Michaelides
19 Dicembre, 2019

Loro sono i DARRN e, da poco, hanno pubblicato un nuovo Ep intitolato Chimica per l’etichetta Asian Fake.
Quattro brani che escono a meno di un anno di distanza da Yodel, traccia anticipatrice di Musica da Camera (primo progetto uscito alcuni mesi dopo), caratterizzati da melodie così particolari da spingerci a fargli un paio di domande a riguardo…

La prima domanda nasce spontanea: “Cosa significa DARRN”?

In realtà dietro non c’è nessun significato particolare. Prima che ci conoscessimo Dario (il cantante) pubblicava delle tracce, in inglese e su YouTube sotto il nome Darren; era un soprannome che era nato con i suoi amici. Quando abbiamo deciso di lavorare insieme, a un certo punto si è presentato quell’enorme problema che è trovare un nome d’arte, specialmente con tre teste differenti. In quel periodo andavamo a mixare e masterizzare la nostra musica da Stabber, che prima viveva a Roma. Lui ci ha semplicemente dato l’input dicendo di continuare ad usare quel nome e noi, per motivi di copyright (dato che già esiste un Darren che fa musica nel mondo), abbiamo levato la e. Praticamente lo stesso problema che ha avuto The Weeknd con il suo nome. Poi, se vai su Urban Dictionary e scrivi Darren ti appare tipo: “A good looking, intelligent, straight individual who is known for partying hard and getting all the ladies”. Quindi ci è piaciuto tenerlo.

Vi definireste più un collettivo o un gruppo? Personalmente ho impiegato un po’ a capire quali fossero i ruoli precisi nel processo di creazione di un brano…

Per ora siamo un gruppo, siamo due produttori e un cantante e mescoliamo i ruoli in fase di creazione. Siamo comunque affiancati da grafici e direttori creativi, che sono fondamentali nel processo di creazione del nostro immaginario, e stiamo cercando di coinvolgere artisti (che sono in primis amici) e che apprezziamo molto. Sarebbe stupendo creare un collettivo…

Ho letto e visto che Giacomo Carmagnola ha un’importanza fondamentale nel concept visuale delle vostre release, ma a cosa è dovuta la scelta di affidarsi solo a lui e non cambiare punto di vista? Sarebbe interessante approfondire questo punto…

Con Giacomo abbiamo lavorato fino a questo momento. È stato il primo a credere nel progetto e per questo gli siamo immensamente grati. Dopo Chimica abbiamo deciso di concludere il nostro rapporto artistico, dato che sia noi che lui volevamo interfacciarci con nuovi stimoli e punti di vista. Sicuramente la presenza fissa di un unico grafico, che segue il tuo progetto, ti permette di ottenere una cura maggiore e più coerente sui dettagli della tua immagine e dello scenario mentale che vuoi creare. È fondamentale, come è anche importante capire quando dividere le strade, per poi ricontrarsi in seguito, solo per fare arte al meglio.

È cambiato qualcosa rispetto a Musica Da Camera? Mi sembra che ci sia la stessa introspezione, ma un contesto differente…

È cambiato moltissimo. Nell’ultimo anno c’è stata una maturazione personale a livello artistico, almeno dal nostro punto di vista. Abbiamo cominciato ad avere una visione sempre più chiara del nostro suono, cosa che con Musica Da Camera ancora non avevamo. Diciamo che Ologramma è la traccia che rappresenta la transizione tra i due periodi, è il brano che più ci ha ispirato. Con Chimica stiamo cominciando ad avere la stessa introspezione, ma ad un livello molto più comprensibile ed emotivo.





Quale impatto hanno avuto sul vostro percorso Frenetik&Orang3? Verme è un pezzo unico per il suo mix di sonorità molto europee e poco diffuse in Italia.

Frenetik&Orang3 sono due artisti e persone unici. Con loro funziona tutto a partire dal livello umano: riescono a metterti a tuo agio anche quando (appena li conosci) ti chiedono se tra 10 minuti vuoi suonare qualcosa da mettere nel loro disco. Verme è nata così, è praticamente uscita fuori in un’ora, a partire dal giro di basso. Loro sono i nostri direttori artistici e tutto quello che produciamo passa comunque nel loro studio per essere ascoltato. Solo cuori…

Cosa rappresenta per voi la Chimica? Potrebbe bastare l’ascolto di Random per capirlo?

Per Chimica intendiamo qualcosa che può congiungere (ed è fisicamente creata dal rilascio di serotonina e dopamina), ma può anche dividere, quando queste sostanze mancano. Chimica è la difficoltà nel trovare un equilibrio perfetto tra due persone, a partire dal bilanciamento tra razionale e irrazionale. La chimica a cui facciamo riferimento è l’essenza delle nostre personalità, che si scontrano continuamente e possono creare nuova materia o scegliere se vagare da sole in cerca di una soluzione alternativa. Diciamo che ogni traccia parla di Chimica, ma servirebbe arrivare fino alla fine per capire l’intero concetto, che viene presentato da diversi punti di vista. Random rappresenta il momento del distacco.

Qual è la metafora che si nasconde dietro Tobiko? L’incapacità di capire chi ci sta difronte?

Tobiko è la parola giapponese con cui sono chiamate le uova di pesce volante, che è di per sé un paradosso della natura. Un animale che vive nell’acqua e che, per scappare dai predatori, è in grado di volare sopra la superficie marina e di restare in aria grazie alle sue ali. La Chimica di cui parla Tobiko rappresenta questo ossimoro: quando ci sentiamo tirati sia dal basso che dall’alto. Se non riusciamo a capire verso quale direzione andare, rischiamo di spezzarci.

I Magazzini Generali vi hanno visti protagonisti, insieme a Venerus, di un vero e proprio spettacolo. Cosa succederà dopo quella serata? Siete pronti a mostrare a tutti i vostri punti di forza?

Venerus ci ha concesso un privilegio immenso, ossia la possibilità di suonare davanti ad un enorme pubblico. Tuttavia, più che per i numeri, il vero sogno era suonare davanti al suo pubblico, dato che la nostra musica trova moltissimi punti di incontro con la sua. Abbiamo aperto anche al suo concerto di Torino, è stato stupendo, il pubblico di quella città ti avvolge completamente e ti regala amore anche senza conoscerti. Stiamo cominciando a preparare il nostro show, vogliamo creare qualcosa che sia il più intimo possibile a livello di immagine.