19 gennaio 2020
Interviste

Intervista a Luchè: il poeta crudo si racconta oltre il libro

>Carlo Piantoni Carlo Piantoni
06 Gennaio, 2020

Bentornati tra le righe de lacasaelrap.com con una nuova intervista! Approfittando delle date di presentazione del libro Il giorno dopo, pubblicato per Rizzoli, che hanno visto il suo autore impegnato nell’ultimo mese del 2019, abbiamo avuto l’occasione di sottoporre qualche domanda proprio a Luchè.
L’artista napoletano, instancabile e sempre alla ricerca di stimoli, nel libro ripercorre la sua vita e la carriera senza nascondere nulla – leggi il nostro approfondimento – e in questa intervista ha fatto lo stesso facendo emergere la personalità dell’uomo, dell’artista e di riflesso del suo lavoro.

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Un testo che è un’autobiografia: intima, pungente, critica, che descrive lucidamente e con orgoglio chi sei e il tuo percorso. Com’è stato scrivere un testo così denso e stratificato? Che in qualche modo assomiglia all’approccio con cui scrivi i tuoi brani…

L’approccio è stato uguale, con la differenza che nel libro posso scrivere tutto. Siedi, ti concentri, e ti lasci andare al racconto. Per cui il contenuto è più libero. Su questo aspetto è stato più facile. Ritornare indietro di vent’anni invece, è stato più complicato poiché dovevo ricomporre tanti passaggi e situazioni.
La canzone, ho capito, è più difficile da comporre strofa dopo strofa. Il libro è stato un unico flusso.

Nel libro lamenti come gli addetti ai lavori, spesso, non facciano interviste interessanti. Cosa potrebbero migliorare? Da artista, quali ritieni siano gli argomenti da sviluppare in queste circostanze per far comprendere all’ascoltatore un progetto?

Solitamente non si va nei dettagli. Quando esce un disco mio – ad esempio – non mi chiedono mai perché ho detto una determinata frase o una rima. Le domande sono ripetitive giusto per portare a casa un articolo innocuo. E non si approfondisce mai. Non si porta mai a galla la personalità dell’artista, che potrebbe invece costruire un racconto più completo. Se ci limitiamo a dire quanti Featuring hai, con chi hai lavorato, quando inizia il Tour, etc… il risultato è uniformare troppo, rendendo gli artisti tutti uguali.
Tutto questo mi fa capire che chi fa le interviste forse il disco non lo ascolta neanche, capito? Invece bisognerebbe parlare di cose che vanno al di là della musica. Di quello che c’è dietro la musica.

Con il progetto Power TV credi si possa andare in questa direzione?

È un percorso molto umile, noi siamo partiti in maniera molto umile. Però spero proprio di sì. C’è bisogno di tempo perché io sono uno. E anche la redazione di Power è costituita da persone che sono abituate a lavorare in maniera “superficiale” e così – nel tempo – sto cercando di spingerli in quella direzione là. Vale a dire approfondire, essendo originali, diversi, interessanti.

Parliamo adesso di come vedi il Paese, facendo un parallelismo anche con la musica. Nel libro affronti questo tema in modo lucido e tagliente. Hai qualche considerazione in più da fare?

Stiamo un po’ a pezzi. Riconosco che in questa fase non abbiamo una guida perché quando osservo tutta questa gente che va ai concerti – e intendo ogni genere di concerto, non soltanto i miei – mi accorgo che in Italia c’è stato un rinascere della musica live. Un po’ di anni fa era inimmaginabile ipotizzare che a un concerto andassero 10-20 mila paganti. C’è chi suona in questo palazzetto o in quello stadio, ciò vuol dire che le persone capiscono la loro volontà di voler comunicare, trovare uno scambio, un dialogo, ma non sanno come. Okay? Però si perdono. Questo avviene perché non ci sono dei Leader con personalità forti tali da poterli indirizzare in qualche modo. È una condizione di sospensione, di bilico, ma c’è una ripresa della musica rispetto al passato. Da quando ho iniziato a fare musica non ho mai riscontrato un periodo dove si fanno così tanti numeri. Quindi noto che c’è necessità di musica.





Spostiamoci sulla musica. Hai abituato il tuo pubblico con lavori che ad ogni anno si confermano tra i più forti. Questo 2019 com’è stato per te dal punto di vista musicale?

Ottimo! L’album Potere ha compiuto un anno e poi sono stati pubblicati tanti Featuring, assai importanti. Del resto io faccio sempre così. Realizzo un album e poi mi mantengo vivo e costante con i Featuring. Quest’anno mio è stato intenso. Lo testimonia anche il singolo Stamm fort’ con cui ho avuto un exploit e una attenzione maggiore. Ribadisco: anno superlativo.

Citandoti “Prima sognavo l’Italia, ora l’America“. Cosa intendi con questo concetto? Collaborazioni oltreoceano in vista?

Sì, esattamente. Sono stato in America a lavorare con alcuni produttori statunitensi di rilievo, stiamo provando a chiudere nuovi Featuring.
Io scrivo in lingua inglese, quindi sto iniziando anche a comporre per artisti d’Oltreoceano.
Nomi è prematuro per farne, però voglio portare la mia musica sempre di più in USA.
Voglio lavorare anche in qualità di autore laggiù.

Il tuo è uno spirito eclettico sia a livello di progetti che di sperimentazione linguistico-espressiva. La musica, l’editoria e la comunicazione, un brand di moda e un’attività commerciale. Oltre alla musica, stai lavorando ad altro?

Per ora è sufficiente così.
La ristorazione viaggia bene e non ho intenzione di fare ulteriori investimenti rispetto alle attività in corso a Londra e a New York. Voglio dedicarmi al 100% alla musica e alla linea di moda, naturalmente dando priorità alla musica.

Chiudiamo con un vecchio classico, ora poco in auge. Quale domanda non ti hanno mai fatto e alla quale avresti voluto rispondere?

Boh. Cosa dirti … Sono giorni convulsi perché sto presentando il libro Il giorno dopo in molti posti e dialogo con tantissimi ragazzi che mi pongono decine di domande. In queste occasioni stabiliamo bellissimi momenti di conversazione ravvicinata e senza filtri. Mi chiedono di tutto.
Non saprei dirti… mica sei il gemello sconosciuto di Marzullo?

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Carlo Piantoni
Redattore
Superstite del forum, qui scrivo ancora con la passione di un utente. Con un focus sul panorama italiano, più che scrivere di rap lo ascolto e lascio spazio ai suoi protagonisti.