13 novembre 2019
Beatrate

Ateru presenta l’ep 1k950 nella nuova puntata di Beatrate

>Ciro Carchia Ciro Carchia
Ottobre 19, 2019

Nuova puntata di Beatrate: la lente di ingrandimento sul mondo della produzione musicale in collaborazione con beatmakings.it. Negli ultimi tempi, il livello della scena nazionale si è alzato notevolmente e l’obiettivo di Beatrate è quello di approfondire e dare spazio ai lavori dei migliori beatmaker dello stivale.

In questa nuova puntata parleremo di 1k950, il nuovo progetto di Ateru, disponibile su tutte le piattaforme digitali e acquistabile in vinile  7″ in edizione limitata su Bandcamp. L’ep del beatmaker ternano è un lavoro breve ma ben curato, sicuramente adatto agli amanti e ai nostalgici del suono caldo e polveroso del vinile, in cui risulta subito evidente la passione che caratterizza l’arte del campionamento.

Puoi raccontarci come è nato 1k950, e descriverci brevemente le tracce che lo compongono?

1k950 è un disco Vero, e quando dico Vero intendo che tutti i brani sono stati prodotti partendo da vinile e giradischi. Niente computer, niente sampling da Youtube, niente cazzate. Ogni mio brano inizia nei mercatini e nei negozi di vinili, dal Diggin, dallo scartabellare vinili polverosi: è una ricerca nel vero senso della parola, quasi una missione. Veramente non riesco a capire chi campiona da YouTube o su altre piattaforme di streaming,  ma dov’è il gusto? Dov’è l’amore? Secondo il mio punto di vista la fisicità di un vinile, la cura che richiede, anche semplicemente toccarlo con le dita , è un esperienza davvero carnale, inimitabile. Oltretutto un sample preso da vinile ti dà una qualità di suono iniziale che con lo streaming te la sogni; è vero, la semplicità con cui oggi abbiamo accesso alla musica non ha riscontri storicamente, ma scaricare delle librerie di suoni pre impostati, standard, di cui il web è pieno, è fare Hip Hop? No, almeno per me.
Quando campioni da vinile fai una scelta in un range limitato di opzioni e per quanto una persona possa essere un collezionista ed avere migliaia di vinili, non avrai mai il database che può fornirti Spotify o YouTube. Ma la parte bella sta proprio qui, sfruttare al massimo i vinili che hai, dover per forza tirare fuori il meglio dalle risorse che hai in casa, concentrare la mente ed ascoltare la musica. Per me questo è fare Hip Hop e 1k950 porta avanti questo pensiero.

Qual è il tuo approccio alla produzione? Ti va di parlarci della tua strumentazione e del tuo rapporto con il campionamento?

Come dicevo sopra utilizzo solo hardware, 1k950 è stato prodotto usando solamente un giradischi, vinili, e due campionatori: l’Akai s950 e la MPC 1000; il titolo dell’EP infatti non è altro che un unione dei nomi dei due Samplers. Tutti i brani iniziano dalla scelta del disco giusto: una volta individuata la porzione di brano che più mi ispira, la campiono con questo vecchio campionatore di fine anni 80, l’Akai s950, che dà al suono già ricco del vinile una pasta molto calda e  LoFi a 12 bit; una volta lavorato il suono nel 950 lo passo nella MPC1000 dove produco, suono e arrangio tutte le parti della canzone. Sono strumenti che hanno bisogno dei loro tempi, di essere spremuti al massimo, che chiedono una dedizione artigianale, ma che ti regalano enormi soddisfazioni.
Dal canto mio, io non sono mai stato un produttore “veloce”, uno di quelli che cucina beat su beat; ci metto settimane a scegliere i campioni giusti, e prima di iniziare a lavorare su un mio brano, ascolto molta musica in vinile. Passo ore a scrivere su di un taccuino rosso tutto quello che mi colpisce dei brani che ascolto: suoni particolari, arrangiamenti, variazioni di beat ecc. Quindi ecco, direi che il mio approccio alla produzione è molto rilassato e dettato dalle vibes del momento.

Quali sono le tue influenze? Quali sono gli artisti a cui ti ispiri e che ti ispirano?

Nell’ambito Hip Hop il mio faro è certamente J Dilla, ma anche i produttori come Pete Rock e tutta la scuola newyorkese della Golden Era hanno avuto un impatto molto importante nella mia musica. Per il resto, ascolto una quantità industriale di black music: Soul, Funk, Blues e anche Jazz. Ascolto anche molta musica italiana, da Fred Buscaglione al Quartetto Cetra, il cantautorato degli anni ’60 , sono innamorato del sound anni ’70 di Battisti specialmente dischi come “Io Tu Noi Tutti”. Per quanto riguarda la scena Hip Hop italiana, sono molto legato ad artisti come Neffa, Sangue Misto, Colle der Fomento.

Stai lavorando a qualcosa di nuovo per il futuro?

Tra due settimane sarò a New York , la mia Mecca, e vado con l’intento di comprare più vinili possibili, ho già pensato di portare una valigia vuota per riempirla. Sto lavorando ad un nuovo progetto, non so ancora sarà un EP o un Album ma sicuramente sarà più Jazzy. Ultimamente sono in presa bene con Monk e Coltrane e tutto quel filone di Jazz di quegli anni e spero di riuscire a campionare qualcosa di buono; sicuramente il mio modus operandi rimarrà sempre il solito, vinili e campionatori. Come sempre ci vorrà del tempo, sarà un processo creativo molto lento , ma spero di avere qualcosa da farvi ascoltare per l’estate.