14 novembre 2019
Digging in the web

Plastic Free: il progetto nudo e crudo made in UK, ma tutto italiano

>Chiara Cinti Chiara Cinti
Ottobre 09, 2019

Torna Diggin In The Web, con l’unico obiettivo di dare uno spazio ai nomi più interessanti dell’underground italiano. Il protagonista di questa puntata è Skinny Bastard, nome d’arte di Dario Lombardo, rapper palermitano classe ’88. L’origine di questo nome ha le sue radici nella città che ha ospitato Dario in questi anni. Trasferitosi a Glasgow, riceve questo soprannome per via della sua corporatura “slim” e per il suo linguaggio spigliato. Plastic Free è il suo primo lavoro ufficiale nel quale emerge proprio questa sua capacità di parlare al pubblico in modo diretto. Un progetto che affronta tematiche ben precise, senza giri di parole, senza artifici… nudo e crudo.

Qual è la motivazione che ti ha portato a fare rap? Ricordi ancora, ad esempio, la tua prima battle?

Immagina un bambino di 8 anni che non sa nemmeno cosa sia il rap e che nel ’96 ascolta per la prima volta Messa di vespiri uscito due anni prima. Tutto ha preso il via da lì. Ad essere sinceri non faccio battle, ciò nonostante, ricordo un paio di occasioni a 14 anni in cui mi sono dilettato nel farle senza uscirne fuori con troppe ferite.

Vivendo fuori dall’Italia, a Glasgow, sei entrato in contatto con la scena rap locale? E se sì, quali differenze hai notato?

Parlando di Glasgow solamente, ed escludendo le altre città del Regno Unito, posso dire che qui la scena rap qui è quasi assente e se non sei Eminem ai tuoi live non ci vengono. Purtroppo, molto spesso, gli emergenti vengono snobbati.

Come vivi la realtà palermitana rispetto a quella inglese? Cosa ti ha spinto ad allontanarti dal tuo paese di origine?

La scena rap palermitana mi sta sul ca**o ad eccezione di pionieri come Othello e di Stokka & Madbuddy anche se questi ultimi da anni non vivono più a Palermo proprio come me. Io mi sono allontanato perché a Palermo il lavoro è un utopia, non per far rap; la mia è una passione. Se ti piacciono i miei pezzi bene, sennò puoi baciarmi il cu*o.

Te lo chiedevo perché, appunto, Palermo Get High è forse la mia traccia preferita, quella che mi ha coinvolto di più. Nasce da un momento di nostalgia?

Palermo Get High è una traccia uscita nel 2018 che ho deciso di inserire nel mixtape come bonus track. Effettivamente nasce proprio da un momento di malinconia, perché nonostante i suoi difetti, Palermo ha altrettanti pregi e la porterò nel cuore sempre!

Ascolta Palermo Get High su Spotify





Qual è invece la traccia che ritieni più significativa di tutto il progetto?

Non c’è per me una traccia più significativa. Però posso dirti che c’è una traccia uscita con molto più sudore e con più voglia di ricerca rispetto alle altre ed è From Paradise to Hell.

Ti va di raccontarci l’idea che si cela dietro la cover del disco?

In un mondo pieno di plastica, sia a livello di inquinamento ambientale, sia di inquinamento societario, c’è chi usa plastica per le tette, chi per la bocca, chi per l’autotune, che io definisco un “make up” della voce. Semplicemente ho cercato di rimanere il più genuino possibile senza effetti vocali particolari, senza grandi studi di registrazione alle spalle e senza attrezzature milionarie. La voce che senti è nuda e cruda: è Plastic free.

Credi che ci sia qualche artista che ti ha influenzato maggiormente durante la tua crescita professionale?

Come ho detto prima, da quando ho 8 anni e tutt’ora, ho un amore spassionato per i lavori di J-Ax. Poi sono un grandissimo fan dei Nirvana, ma ascolto anche altro, tipo punk rock, rock, R&B, boom bap e raggae…

Come sono nate invece le collaborazioni che troviamo all’interno di Plastic Free?

Sono nate tutte per caso e con la voglia di farlo per divertirsi come prima regola. Colgo l’occasione per ringraziare Barf con il quale mi sono divertito un sacco nel creare il progetto e Lamento che mi ha aiutato a tirare nei due pezzi la vera idea che ho io di rap. Quindi un grazie speciale a tutti e due.

E per le produzioni a chi ti sei affidato?

Posso citare tre persone, con due delle quali le collaborazioni sono nate tramite Instagram, data la distanza, e sono: Alex Fizzotti, in lui ho riscontrato una persona estremamente professionale durante la realizzazione di From Paradise to Hell; il secondo è Steve Tarta, anche lui molto bravo, ed ha lavorato per Palermo Get High. Ultimo ma non per importanza, Smoothreal: è arrivato tutto più semplice, dato che è mio fratello, e nel tempo libero sperimentiamo sempre, lui ha lavorato per tutti gli atri 5 pezzi del mixtape.

Cosa hai in mente per il futuro? Hai già qualche idea su nuovi progetti?

Si, ma non vi spoilero nulla! Bel tentativo comunque!

InstagramSpotify

Ascolta l'album su Spotify

Chiara Cinti
Il mio primo incarico fu quello di costruire le navi che portarono gli Achei a Troia, ma con la crisi che c'è, ho preso a farne solo di carta e di dimensioni microscopiche. Assidua mangiatrice di lasagne e libri. Probabilmente sono l'anima gemella di Hannibal Lecter. Dite Mellon ed entrate.