21 maggio 2019
Just Another Mix

JAM: Cronofillers – Chernobyl: Acidovic’s cut

>Stefano Pistore a.k.a. Stephaz Stefano Pistore a.k.a. Stephaz
Giugno 22, 2017

Una storia alternativa del campionamento è grosso modo questa: Marley Marl aveva un padre e una madre che ascoltavano musica di un certo tipo, ascoltavano il funk,il jazz, il soul, roba che andava forte negli Stati Uniti, roba che in molti casi andava anche prima in classifica. Avendo tutti quei dischi in casa il giovane Marley decide di iniziare a campionarli per creare della musica nuova. Le basi non erano male e anche i vari Mc Shan, Big Daddy Kane, Kool G Rap, Biz Markie la pensavano allo stesso modo, tanto da iniziare a divertirsi scrivendo rime sopra i suoi beat.

Questa, ovviamente, è una storia di fantasia, o quasi, il punto è: perché il beatmaker italiano ha sempre campionato musica statunitense? Non penso che tutti avessero dei genitori appassionati di musica nera che prima di andare a lavoro suonassero ogni giorno i dischi di James Brown. Chiaramente c’era un principio di emulazione, l’esempio di produzioni era quello che arrivava da oltreoceano e in maniera molto spontanea e genuina il producer italiano avrà detto: beh, copio. Dopotutto i tempi non sono cambiati poi così tanto e la creatività artistica rimane un privilegio per pochi.

Non mancano ovviamente esempi illustri, producer italiani di eccellenza che si sono confrontati con la musica della loro tradizione culturale. Si tratta però di eccezioni, di casi sporadici nell’immensa vastità di produzioni rap italiane. Ecco perché un disco come “Chernobyl (Cono d’ombra 2)” lascia abbastanza spiazzato l’ascoltatore medio, un disco dove le storie raccontate dai Cronofillers prendono vita su produzioni musicali costruite solo attorno a campionamenti di musica leggera italiana anni ’60 e ’70. Un sorpresa positiva, sia chiaro. Per chi non li conoscesse i Cronofillers sono una crew toscana nata nel 2011 e composta dai rapper Emanuele Bonetti, Matteo Della Tommasina, Lorenzo Masini, dal beatmaker Matteo Nicastro e dal dj Dimitri Ahmetovic. Dopo “Il cono d’ombra”, album d’esordio uscito nel 2013 per BM Records, il gruppo si è messo a lavoro su questo nuovo disco pubblicato lo scorso maggio, un disco che narra di un futuro distopico in cui l’oppressione e i tumulti popolari sono all’ordine del giorno.

“Chernobyl: Acidovic’s cut”, questo il titolo del nuovo mix proposto da #JAM, è tutta la musica originale dei campioni contenuti in “Chernobyl” e missata a dovere da Dimitri Ahmetovic. Immaginate una sera di inizio autunno, il caldo dell’estate è andato via e tira un leggero venticello. Siete affacciati al balcone di casa vostra o seduti sul marciapiede di una strada che guardate pensierosi il cielo cercando chissà quali risposte. I pensieri si alternano veloci, a volte costruttivi, a volte malinconici, altri ancora colmi di rabbia. Alla fine vi rialzate e l’unico pensiero che resta è la consapevolezza di essere liberi.





Tracklist:
1. Massimo Ranieri – Se bruciasse la città
2. Tony Bruni – È desiderio ‘e te
3. Fogus – Ryu il ragazzo delle caverne + Eurospin 2000
4. Iva Zanicchi – Sciogli i cavalli al vento
5. Franco Simone – Cara droga
6. Mina – Qualcosa in piu
7. Alain Barriére – Due uomini veri
8. Donatella Rettore – Curiosa
9. Anna Identici – Amore stanco amore d’officina
10. Dario Baldan Bembo – Vecchio domani
11. Gianni Bella – Dolce luna… dormi
12. New Trolls – C’è troppa guerra
13. Carmelo Zappulla – È scritto fine
14. Milva – Liebelai + Fermoimmagine
15. Ornella Vanoni – Conosco
16. Pierangelo Sequeri – Ora che il giorno finisce

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A cura di Stefano “Stephaz” Pistore (@Stephaz01)